Ecco come fare testamento e dove conservarlo secondo la legge, quali requisiti sono necessari e a cosa bisogna fare attenzione.
Vediamo come fare testamento e dove conservarlo a seconda della modalità scelta e a cosa bisogna fare attenzione per evitare spiacevoli conseguenze, dalla nullità all’impugnazione da parte degli eredi.
Cos’è un testamento
Il testamento è l’atto con cui ognuno può disporre del proprio patrimonio e dei rapporti non patrimoniali per causa di morte. È l’unico atto che nell’ordinamento italiano permette di fissare le proprie volontà e regolare l’eredità, compresa quella affettiva e materiale. Il testamento è inoltre un atto revocabile, unilaterale (perché prescinde dalla volontà di qualsiasi altro soggetto) e personale. Di conseguenza, il testamento non può essere reciproco o congiuntivo, mentre è ammesso il testamento simultaneo. In pratica, due persone non possono fare un unico testamento o lasciare l’eredità all’altro a condizione che faccia lo stesso.
È invece possibile fare due testamenti separati e distinti nello stesso momento o sullo stesso foglio, a patto che siano del tutto indipendenti fra loro. Il testatore può inoltre apporre delle condizioni affinché le disposizioni si realizzano e degli oneri a carico di eredi e legatari, vincolanti a differenza delle semplici raccomandazioni e desideri morali. Con il testamento, quindi, ogni cittadino maggiorenne capace di intendere e di volere può designare eredi e legatari, dividere fra loro il patrimonio, individuare un esecutore testamentario, chiedere la celebrazione di messe e così via.
Cosa può contenere il testamento
Il testamento può contenere disposizioni patrimoniali a carattere universale, ossia con la designazione di eredi che possono ricevere una quota generica del patrimonio ereditario, oppure a carattere particolare. Si parla, in quest’ultima ipotesi, di legato, con cui si attribuisce a un individuo (legatario) un bene specifico.
Il testamento, inoltre, può contenere anche alcune disposizioni non patrimoniali, essenzialmente:
- Designazione di un tutore;
- riconoscimento di un figlio;
- riabilitazione dell’erede indegno;
- nomina di un esecutore testamentario.
Infine, è anche possibile inserire delle condizioni o dei termini, così da subordinare l’eredità al verificarsi (o non verificarsi) di un determinato evento, purché non sia illecito o impossibile. Sono sempre illecite le condizioni di reciprocità testamentaria e il divieto di nozze.
Tipi di testamento
In Italia esistono varie tipologie di testamento, ognuna con caratteristiche e requisiti ben distinti. In particolare, abbiamo:
- il testamento olografo, che ognuno può scrivere in autonomia (e può comunque depositarlo dal notaio per maggiore sicurezza);
- il testamento pubblico, che invece viene realizzato con il supporto del notaio (ed è essenziale in alcuni casi, come l’impossibilità di scrittura da parte del testatore);
- il testamento segreto, consegnato al notaio sigillato con riservatezza sul contenuto;
- i testamenti speciali, riservati a casi eccezionali come calamità naturali e guerre, che derogano alle classiche regole per consentire le disposizioni ma hanno per questo una valenza temporale molto contenuta.
Come fare testamento
Vediamo ora come fare un testamento, con maggiore attenzione a quello olografo, in cui il testatore non è assistito da alcun professionista.
Requisiti del testamento olografo
Il testamento olografo è in assoluto la soluzione più semplice, perché non necessita di alcun costo e può essere eseguito in completa autonomia. Anche riguardo alla stesura e alla forma, il testamento olografo risulta molto più semplice di ciò che si potrebbe pensare. Sono infatti soltanto due i requisiti del testamento olografo:
- La scrittura a mano;
- l’indicazione della data, anch’essa scritta a mano;
- la firma del testatore, che sia inequivocabile anche se non necessariamente in forma «Nome e Cognome».
La scrittura a mano è proprio la caratteristica principale di questa forma testamentaria ed è piuttosto semplice da soddisfare. Non sono previsti limiti di materiale, mezzo o lingua. Per fare un esempio ai limiti dell’assurdo, è valido il testamento olografo redatto su stoffa e scritto in latino, purché sia identificabile la grafia del testatore (motivo per cui non sono ammesse le incisioni).
È poi fondamentale l’indicazione della data e la firma del testatore, possibilmente su ogni pagina del testamento per evitare possibili contenziosi giudiziari successivi. Rispettando queste condizioni è possibile eseguire il testamento liberamente, avendo cura di indicare espressamente le proprie volontà per ridurre il rischio di fraintendimenti o incertezze.
Come si struttura il testamento
Non servono particolari formule e anzi è possibile scrivere il testamento anche con terminologie e frasi del tutto informali, purché siano rispettati i requisiti sopracitati e non siano ammissibili fraintendimenti. Per sostituire questo testamento è sufficiente farne un secondo, in quanto prevale quello più recente, laddove valido.
Quanto agli eredi, il testatore può scegliere fra persone giuridiche o fisiche. Oltretutto, è possibile nominare come erede anche una persona non ancora nata né concepita, purché determinabile. Ad esempio “il figlio di mia sorella”.
Ecco un fac-simile redatto a mano senza notaio:
Dove conservare il testamento olografo
Una volta completato il testamento olografo, bisogna scegliere dove conservarlo. Anche in questo caso il testatore ha piena libertà a riguardo e può scegliere se affidarlo a una persona di fiducia, come un parente o un professionista (come un avvocato), oppure custodirlo in un luogo sicuro. È comunque opportuno assicurarsi che qualcuno sia a conoscenza del testamento, così da evitare che vada perduto dopo la morte.
Come si fa un testamento segreto
Il testamento segreto si redige essenzialmente nella stessa maniera del testamento olografo, infatti l’unico cambiamento si ha con la sua conservazione. In sostanza, una volta consegnato il testamento olografo al notaio in busta chiusa, si ha un testamento segreto. Scegliendo questa modalità è anche possibile derogare ai requisiti fondamentali del testamento olografo, ovvero la scrittura a mano e la sottoscrizione, poiché la consegna da parte del testatore e la relativa data sono certificate dal notaio stesso. Quest’ultimo avrà poi cura di procedere alla pubblicazione al decesso del testatore.
Come fare un testamento pubblico
Il testamento pubblico è la forma di testamento che viene eseguita dinanzi al notaio e due testimoni, o quattro se il testatore è sordo o muto. Il testatore, che deve sostenere il costo per l’onorario del professionista, è in ogni caso libero di dettare le condizioni scelte per l’eredità, con l’assistenza del notaio in caso di incongruenze o difficoltà.
Come fare un testamento valido
I requisiti del testamento, tanto quelli di forma quanto quelli di contenuto, non sono piccolezze. Anzi, il loro mancato rispetto può comportare perfino la nullità del testamento. È quindi fondamentale fare attenzione a tutte le prescrizioni di legge per evitare inconvenienti.
Quando il testamento è nullo
Il testamento olografo è nullo quando manca la grafia a mano oppure la sottoscrizione del testatore. In caso di testamento pubblico, invece, è anche indispensabile la firma del notaio e dei testimoni.
Ci sono poi, dei gravi vizi che determinano la nullità del testamento, per lo più:
- vizi di forma essenziali: mancanza o insufficienza della firma;
- disposizione a favore di beneficiari indicati in modo generico, cioè in modo da non poter essere identificati;
- testamenti reciproci (con un unico testamento due soggetti dispongono l’uno a favore dell’altro);
- testamento con il quale si rimette all’arbitrio del terzo l’indicazione dell’erede;
- disposizioni illecite.
Testamento annullabile
il testamento olografo è annullabile quando riporta una data errata, incompleta o non veritiera. In genere, le cause di annullabilità sono vizi meno gravi rispetto a quelle che determinano la nullità, cioè:
- difetti di forma minori rispetto a quelli che determinano la nullità (per esempio l’incompletezza della data);
- incapacità di agire del testatore;
- errore, violenza e dolo che hanno spinto il testatore a disporre a dei propri beni.
Impugnazione del testamento per lesione della legittima
L’impugnazione del testamento è una facoltà degli eredi che non può in alcun modo essere controllata o prevista dal testatore, perciò è importante tenerne conto al fine di evitare la suddivisione patrimoniale non desiderata.
In particolare, il coniuge e i figli (e in loro assenza i genitori o gli ascendenti) sono eredi legittimari, ai quali è garantita una certa quota dell’eredità, determinata dal numero di legittimari concorrenti. Il testamento che nega o riduce questa quota, in assenza di sentenze di indegnità, può essere impugnato per la restituzione. Si ricorda, inoltre, che anche le donazioni effettuate in vita rientrano nel patrimonio ereditario.
Come funziona il testamento e quando conviene
Il testamento deve essere pubblicato ufficialmente dal notaio per la sua applicazione. Sono gli eredi o comunque le persone interessate a dover avvisare il professionista del decesso, altrimenti potrebbe non venirne mai a conoscenza, ecco perché è utile avvisare una persona di fiducia. Tanto vale anche in caso di testamento olografo, tenendo conto che chiunque lo ritrovi ha l’obbligo di legge di consegnarlo a un notaio per la pubblicazione. Quest’ultima avviene alla presenza di due testimoni, con eredi e legatari convocati per la lettura delle disposizioni. In genere, la pubblicazione avviene entro qualche settimana dal decesso (o dalla notizia), ma per completare l’iter successorio i tempi si dilatano.
Si può arrivare a intervalli da 6 a 18 mesi, a seconda della complessità delle disposizioni e del patrimonio. Il notaio rifiuta la pubblicazione in presenza di vizi di nullità palesi (come un testamento olografo scritto al pc) o palesi falsità, oltre a non poter procedere in mancanza del certificato di morte (o sentenza). Ciò detto, il testamento è sempre applicato e regola i rapporti tra eredi e legatari, che possono eventualmente contestarlo in tribunale. Non si deve però pensare che il testamento sia necessariamente una seccatura, anzi, assicurandosi che sia a norma di legge si facilita notevolmente la divisione. Oltre a ciò, è sempre preferibile fare testamento quando la successione legittima individuata dalla legge non soddisfa le proprie volontà, quantomeno non completamente.