Come puoi annullare un testamento e cambiarlo a tuo favore

Ilena D’Errico

24 Luglio 2026 - 21:45

Il testamento è contro ogni aspettativa e non sembra corrispondere alle volontà del defunto? Potresti farlo annullare. Ecco quando.

Come puoi annullare un testamento e cambiarlo a tuo favore

Quante volte i familiari hanno delle convinzioni sull’eredità che vengono completamente ribaltate da testamenti di cui ignoravano l’esistenza? Molto più spesso di quanto si immagini. Per quanto al giorno d’oggi siano relativamente poche le persone che ricorrono al testamento si tratta comunque di uno strumento indispensabile per disciplinare i lasciti ereditari in modo sufficientemente libero e discrezionale. Sicuramente le volontà del defunto devono essere rispettate, ma se c’è il sospetto che non rispettino la legge o che addirittura non corrispondano alle vere intenzioni del testatore è bene agire prontamente.

Il testamento non è infatti un documento cristallizzato e intoccabile, ma anzi i familiari possono farlo annullare in presenza di certi presupposti ed eventualmente ottenere disposizioni più favorevoli. È bene chiarire immediatamente che in nessun caso sarà possibile sostituirsi al defunto e modificare le sue personali disposizioni, ma con l’annullamento del testamento impugnato si otterrà l’applicazione di un eventuale precedente testamento valido o, altrimenti, delle norme successorie individuate dal Codice civile.

Per i familiari più stretti del defunto è tendenzialmente una scelta conveniente, ma è bene verificare tutte le condizioni in base alle circostanze specifiche. Ciò chiarito, veniamo alle possibilità concrete di eredi e parenti che vogliono annullare il testamento. Nello specifico, parliamo di un testamento dal contenuto inaspettato, che sembra negare tutta o parte dell’eredità a un familiare in contrasto con le dichiarazioni fatte in vita dal defunto, i rapporti affettivi e precedenti testamenti.

Come e quando puoi annullare il testamento (magari in tuo favore)

Cominciamo chiarendo che il testamento non valido può essere di tre tipi:

  • nullo;
  • annullabile;
  • inesistente.

La differenza rilevante per gli interessati è che i testamenti nulli o inesistenti non sono qualificabili dalla legge come tali, pertanto l’azione in tribunale è possibile in ogni momento, senza termini di prescrizione (per quanto è bene tenere conto dell’eventuale usucapione dei beni ereditari). Quando il testamento è annullabile, invece, viene applicato regolarmente fino alla sentenza costitutiva perché viziato da problemi meno gravi, pertanto si hanno solo 5 anni a disposizione per agire in tribunale. Per tutti questi casi, infatti, bisogna fare affidamento a un avvocato per contestare il testamento.

Ci possono essere difetti di forma, relativi ai requisiti specifici previsti dalla legge per ogni testamento, divieti violati, ma il testamento può essere impugnato anche quando il testatore era incapace di intendere e di volere. In genere, la prova ricade sul ricorrente, che dovrà avvalersi della documentazione più opportuna a seconda dei casi. Un problema assai comune riguarda la scrittura del testamento olografo, poiché quest’ultimo deve essere interamente scritto a mano e firmato dal testatore, ma non servono testimoni né professionisti che lo guidino.

Se il testatore è stato anche soltanto guidato, per esempio da qualcuno che gli sorreggeva il braccio per una difficoltà fisica, il testamento non può essere valido perché non ci sono garanzie sulla libertà con cui è stato redatto. Gli eredi che contestano il testamento perché temono non sia stato scritto dal proprio familiare devono fornire al giudice tutte le prove utili a dimostrare la propria tesi. La Cassazione ha infatti recentemente ricordato, con la sentenza n. 16439/2026, che la perizia grafologica non vincola la decisione del tribunale.

La perizia è uno dei vari elementi di prova utili da analizzare, pertanto si potrà tenere conto anche delle circostanze in cui è stato scritto il documento, dei rapporti con gli eredi e delle precedenti dichiarazioni del defunto, nel valutare la compatibilità della scrittura con le vere volontà testamentarie. Un’altra ipotesi purtroppo frequente è quella del testatore che ha scritto il testamento in stato di incapacità, che potrà essere provata con certificazioni mediche, dichiarazioni testimoniali e ogni altro documento utile. Ciò è importante a maggior ragione quando si sospetta che qualcuno abbia approfittato delle condizioni del de cuius per indurlo a scrivere un testamento in proprio favore.