Come andare in pensione prima dei 67 anni, tutte le misure

Patrizia Del Pidio

23 Luglio 2026 - 09:58

Vuoi andare in pensione prima dei 67 anni? Dalla pensione anticipata agli sconti per mamme, precoci e usuranti: ecco tutte le opzioni aggiornate.

Come andare in pensione prima dei 67 anni, tutte le misure

Anche se il traguardo che si prefissa ogni lavoratore è quello dei 67 anni per andare in pensione, ci sono numerose misure che permettono di andare in pensione prima di questa età. In alcuni casi è richiesto al lavoratore di soddisfare solo il requisito contributivo (come, ad esempio, per la pensione anticipata ordinaria), in altri casi i requisiti da possedere sono più specifici.

La normativa previdenziale in Italia è molto variegata e tra deroghe, tutele, anticipi e sconti raggiungere la pensione prima dei 67 anni appare una possibilità alla portata di molti.

Se in via generale la pensione di vecchiaia si raggiunge al compimento dei 67 anni con almeno 20 anni di contributi versati, vediamo tutte le alternative che sono messe a disposizione dei lavoratori per andare in pensione prima di quest’età.

Pensione prima dei 67 anni

La stessa Legge Fornero mette a disposizione una misura per andare in pensione prima dei 67 anni: la pensione anticipata ordinaria che non richiede di soddisfare requisiti anagrafici, ma solo contributivi. Per l’accesso sono necessari 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne (in entrambi i casi è necessaria una finestra di attesa di 3 mesi per la decorrenza del trattamento pensionistico).

Questa, però, non è la sola misura che permette di anticipare la pensione. Esistono numerosi altri strumenti che permettono di lasciare il lavoro prima dei 67 anni che illustreremo di seguito.

Le misure di anticipo mirate

Tra le misure non soggette a scadenza ricordiamo la pensione anticipata per i lavoratori usuranti che consente di lasciare il mondo del lavoro a 61 anni e 7 mesi di età in presenza di almeno 35 anni di contributi. Si tratta della pensione quota 97,6 riservata, appunto, a lavoratori usuranti.

Ma c’è anche la pensione anticipata per i lavoratori precoci che consente il pensionamento al raggiungimento dei 41 anni di contributi a patto di aver versato almeno 12 mesi di contributi prima del compimento dei 19 anni di età. In questo caso la misura non è riconosciuta indistintamente a tutti coloro che hanno iniziato a lavorare presto, ma serve a tutelare categorie fragili come invalidi, caregiver, addetti a lavori usuranti o gravosi e i disoccupati.

Se queste due misure sono strutturali e non soggette a scadenza, come misura di prepensionamento mirata c’è anche l’Ape sociale la cui attuale sperimentazione termina il 31 dicembre 2026. Questa misura è dedicata a disoccupati, invalidi, caregiver, usuranti e gravosi e permette l’accesso alla pensione al compimento dei 63 anni e 5 mesi a chi ha almeno 30 o 36 anni di contributi versati (in base alla categoria di tutela di appartenenza).

Per chi ha iniziato a versare i propri contributi a partire dal 1° gennaio 1996, poi, c’è a disposizione la pensione anticipata contributiva che consente di uscire dal mondo del lavoro al compimento dei 64 anni di età e con almeno 20 anni di contributi versati a patto che la pensione sia pari ad almeno tre volte l’assegno sociale Inps (sono previste riduzioni per le lavoratrici con figli che consentono di accedere anche con pensioni pari a 2,8 e 2,6 volte l’assegno sociale).

Se queste sono misure alternative rispetto a quelle ordinarie, va ricordato che esistono anche misure specifiche che permettono l’anticipo grazie a riduzione dei contributi o dell’età anagrafica di accesso.

Sconti per andare in pensione prima

Le diverse normative previdenziali stratificate nel corso degli anni hanno permesso il convivere delle vecchie norme con quelle nuove. E proprio dalle norme più datate fanno capolino sconti e agevolazioni che pochi conoscono.

La prima e più importante agevolazione riguarda le lavoratrici contributive pure che hanno figli: in questo caso è possibile anticipare la pensione di 4 mesi per ogni figlio fino a un massimo di 16 mesi. La riduzione agisce sull’età di accesso alla quiescenza e richiede:

  • 66 anni e 8 mesi alle mamme con un solo figlio;
  • 66 anni e 4 mesi alle mamme con due figli;
  • 66 anni alle mamme con tre figli;
  • 65 anni e 8 mesi alle mamme con quattro e più figli.
    Oltre che per la pensione di vecchiaia, la riduzione può essere utilizzata per la pensione anticipata contributiva.

Un altro sconto sull’età ordinamentale per accedere alla pensione è riconosciuto a lavoratori gravosi e usuranti che possono accedere alla pensione di vecchiaia con almeno 30 anni di contributi e con uno sconto di 5 mesi sull’età (66 anni e 7 mesi).

Un’agevolazione apposita, poi, è riconosciuta agli invalidi civili che hanno una percentuale di invalidità superiore al 74%: per i periodi di lavoro svolti dopo il riconoscimento dell’invalidità c’è diritto a una maggiorazione contributiva di 2 mesi per ogni anno di lavoro svolto fino a un massimo di 5 anni di contribuzione figurativa riconosciuta. Si ricorda che per gli invalidi civili del settore privato è previsto anche un pensionamento di vecchiaia anticipato al raggiungimento dei 20 anni di contributi versati e con 61 anni di età per gli uomini e 56 anni per le donne.

Per i contributivi puri che hanno iniziato a lavorare prima di compiere i 18 anni (che non possono accedere alla pensione anticipata precoci che è destinata solo a chi ha contributi versati anche prima del 1996) tutta l’attività lavorativa svolta prima del raggiungimento della maggiore età può essere valorizzata nella misura di 1,5 volte ai fini pensionistici.