Cina-Germania: la relazione pericolosa che serve a entrambi. Il motivo in un grafico

Violetta Silvestri

21/06/2023

Cina-Germania: i due Stati restano legati da importanti opportunità economiche, come emerge da un grafico. Ma Berlino vuole ridimensionare una relazione diventata rischiosa. Cosa può cambiare?

Cina-Germania: la relazione pericolosa che serve a entrambi. Il motivo in un grafico

Cina-Germania: una relazione necessaria, ma piena di rischi e insidie in questo momento così complesso nel quale l’alleato commerciale cinese è sotto i riflettori in Occidente.

In un incontro ufficiale tra il premier cinese e il cancelliere tedesco avvenuto il 20 giugno, i due leader hanno provvisoriamente concordato di legare le loro economie più strettamente e unire le forze per affrontare il cambiamento climatico, anche se la coalizione di governo del cancelliere Olaf Scholz vede sempre più Pechino come un rivale piuttosto che un partner.

Scholz ha ospitato martedì il premier cinese Li Qiang per i colloqui a Berlino, a cui hanno partecipato alti ministri di entrambi i governi. In una conferenza stampa congiunta, ognuno di loro ha rilasciato una dichiarazione che delinea le aree in cui le loro nazioni possono approfondire la cooperazione, ma senza fornire molti dettagli.

Con questa visita ufficiale, è la settima volta che Germania e Cina tengono consultazioni governative ad alto livello. La nazione tedesca è desiderosa di mantenere buoni legami con il dragone, il suo principale partner commerciale, nonostante la diffidenza nei confronti della crescente assertività di Pechino e il rifiuto di criticare l’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia.

D’altra parte la Cina non vuole perdere la quota di mercato europeo e nemmeno rischiare di essere isolata economicamente in Occidente, sotto la spinta soprattutto della rivalità Usa. Nei rapporti difficili, ma necessari di Cina e Germania si esprime tutta la complessità della relazione commerciale - e politica - tra Europa e potenza asiatica. Perché Berlino e Pechino non possono rinunciare l’una all’altra è evidente in un grafico.

Cina-Germania: perché l’alleanza economica è cruciale. Il grafico

Tradotto in numeri, il rapporto economico tra Cina e Germania è importante: scambi commerciali per 299 miliardi di euro nel 2022, “con la Germania che ha nella Cina il principale partner commerciale senza tuttavia soffrire del pesante deficit che invece appesantisce il rapporto con altri paesi occidentali”, spigano gli esperti Ispi.

Non solo, l’industria tedesca vanta il primato in Europa per investimenti nel dragone e il surplus commerciale tedesco con la Cina è di 85 miliardi di euro. Un grafico elaborato da Ispi mette in evidenza una dipendenza commerciale tra le due potenze che non è trascurabile:

Commercio Cina-Germania Commercio Cina-Germania esportazioni cinesi e tedesche

Prima delle consultazioni governative di martedì, un importante think tank economico tedesco anche ricordato che, ciò che la Russia era per le forniture energetiche, la Cina lo è per le materie prime necessarie alle aziende tedesche, in particolare nel settore dell’elettronica.

“Per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento in relazione alle materie prime critiche, la Germania ha urgente bisogno di una strategia per una maggiore diversificazione”, ha avvertito l’IfW Kiel. La sua carta segnala, infatti, 221 prodotti - dai laptop ai farmaci - in cui la Cina è il fornitore dominante della Germania, la maggior parte dei casi con una quota di mercato di almeno l’80%.

Il dragone stesso spinge per non perdere questi legami. Il premier cinese Li Qiang ha incontrato i massimi amministratori delegati tedeschi e sottolineato che la mancanza di cooperazione è il rischio maggiore, facendo pressioni per legami più forti anche se l’Europa cerca di ridurre la sua dipendenza dalla crescente superpotenza asiatica.

Li ha incontrato i capi di colossi aziendali come Mercedes-Benz, SAP e Siemens Energy a Berlino. Anche le blue-chip tedesche Covestro, BASF e Merck hanno confermato che i loro amministratori delegati erano presenti all’incontro, ma hanno rifiutato di fornire dettagli su quanto discusso.

Covestro, per esempio, si è detto favorevole a mantenere stabili i legami con la Cina, aggiungendo di ritenere che la prosecuzione delle relazioni economiche e tecnologiche sia nell’interesse della Germania e dell’Ue, nonostante le crescenti tensioni geopolitiche.

“Le aziende, non i governi, dovrebbero assumere un ruolo guida nella gestione del rischio, ha detto Li agli amministratori delegati tedeschi. Le imprese hanno il senso del rischio più diretto e acuto e sanno come evitarlo e affrontarlo, quindi dovremmo restituire alle imprese la leadership nella prevenzione dei rischi”, ha affermato.

La Germania in bilico sul tema Cina

I rapporti con la Cina stanno diventando davvero problematici per la Germania e l’Europa in generale.

Scholz ha affermato di voler evitare un’eccessiva dipendenza dal commercio cinese e diversificare l’offerta di beni chiave della Germania – un approccio che ha definito “derisking” – rifiutando l’idea di “disaccoppiamento” dalla Cina (un termine più aggressivo che vorrebbe adottare Washington, ma che sta abbandonando anch’essa).

La posizione è stata ripresa il mese scorso dalle principali potenze industriali del Gruppo dei Sette, la maggior parte delle quali è fortemente dipendente dal commercio con la Cina.

Il viaggio in Germania di Li arriva mentre l’Unione Europea sta cercando una nuova strategia con il dragone che punti all’abbandono di ogni esclusiva dipendenza in particolare per i minerali e i prodotti critici necessari per la sua transizione verde. L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia l’ha resa più cauta nel consentire ai rivali di accedere a tecnologie con applicazioni militari.

Si parla sempre di più di sicurezza economica, che implica un approccio più controllato nei confronti della Cina. Tutto questo, però, ha la portata di una “rivoluzione” per gli europei e i tedeschi, finora così legati nel commercio a questi Stati politicamente controversi (Russia e Cina). E i dubbi su come proseguire sono molti. Basti pensare che in Italia il Governo ha iniziato anche avalutare di uscire dalla Nuova Via della Seta, accordo economico e di investimenti con la Cina.

Mentre il governo federale tedesco è determinato a “ridurre i rischi e diversificare” la sua impronta industriale con la Cina, rimane diviso sull’approccio corretto. La cancelleria Scholz vorrebbe proseguire il percorso pragmatico e pro-business degli anni Merkel, ma i ministeri degli esteri e dell’economia guidati dai Verdi sono più critici nei confronti dei diritti umani e delle questioni ambientali.

La sfida è in corso. Cina e Germania rimangono appese al filo della necessità di un’alleanza, tutta da riformulare.