Chi prende la Naspi deve firmare il GOL: cos’è, come funziona e cosa cambia per i disoccupati

Claudio Garau

05/09/2022

05/09/2022 - 14:44

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Anche i titolari di Naspi accedono al programma GOL, espressione delle politiche attive del lavoro che intende rilanciare l’occupazione in Italia. Ecco alcuni interessanti dettagli sull’iniziativa.

Chi prende la Naspi deve firmare il GOL: cos'è, come funziona e cosa cambia per i disoccupati

Nonostante la sigla faccia subito pensare allo sport più amato dagli italiani, in verità il programma GOL non ha nulla a che fare con il mondo del pallone. Come vedremo più nel dettaglio nel corso di questo articolo, siamo infatti di fronte ad un programma pensato appositamente per favorire le opportunità di ricerca e accompagnamento al lavoro di tutti coloro che stanno cercando una nuova occupazione.

Parlarne in questo periodo è molto importante, e ci riferiamo in particolare ai percettori di Naspi, i quali in base alle regole previste dal meccanismo in oggetto, sono tenuti a firmare il programma GOL. Di seguito intendiamo spiegare cos’è in sintesi, come funziona e quali sono i vantaggi del percorso - e lo faremo con speciale riferimento proprio a coloro che incassano mensilmente l’importo della nuova assicurazione sociale per l’impiego (Naspi). I dettagli.

Che cos’è il programma GOL?

In questo periodo il programma GOL entra nel vivo: sono infatti iniziate le chiamate dei centri per l’impiego per la firma del patto collegato. Ma che cos’è allora questo programma? Ebbene, la sigla sta per Garanzia di Occupabilità dei lavoratori e si tratta fondamentalmente di un’ampia e aggiornata offerta di servizi, mirata agli obiettivi che seguono:

  • inserimento e reinserimento lavorativo dei disoccupati;
  • qualificazione o riqualificazione professionale dei disoccupati.

In estrema sintesi, il programma intende favorire le opportunità di ricerca e accompagnamento al lavoro per i cittadini in cerca di una nuova occupazione. Soprattutto l’iniziativa include una varietà di misure per il reinserimento lavorativo di chi ha perso il lavoro ed intende venir incontro ai bisogni dei percettori di reddito di cittadinanza, dei lavoratori in cassa integrazione, dei disabili, delle donne, dei giovani e di altre categorie come i titolari di Naspi, la nuova assicurazione sociale per l’impiego.

Interessante notare che il programma GOL fa parte della lista degli obiettivi del PNRR e sarà applicato nel periodo 2021-2025. Nello specifico fa parte della Missione 5, Componente 1 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, rivolta espressamente alle politiche del lavoro.

In un’ottica di complessiva revisione e riforma del comparto lavoro, il programma GOL si applica peraltro in combinazione con l’atteso potenziamento dei centri per l’impiego sparsi per la penisola.

Perché è opportuno parlare del programma GOL in riferimento ai percettori di Naspi?

In base alle regole vigenti, sono davvero molte le categorie cui si applica il programma GOL: non soltanto - ad esempio - i lavoratori fragili o vulnerabili, i neet o le donne in condizioni svantaggiate, ma anche i lavoratori con redditi molto ridotti e coloro che beneficiano della misura di sostegno al reddito di ambito assistenziale (RdC).

Oltre a questi esempi di beneficiari, abbiamo anche i percettori di Naspi, ovvero un’indennità mensile di disoccupazione, versata su richiesta dell’interessato e che a suo tempo sostituì le anteriori prestazioni di disoccupazione ASpI e MiniASpI. La Naspi si applica in relazione agli eventi di disoccupazione involontaria verificatisi a partire dal primo maggio 2015.

In base alle più recenti stime, sono oggi molte centinaia di migliaia i percettori di Naspi in Italia e, trattandosi di un importo erogato per un lasso di tempo limitato, ben si comprende non soltanto l’utilità del programma GOL per questi soggetti, ma anche l’estrema importanza della firma del relativo patto presso i centri per l’impiego. Questi ultimi infatti dovranno impegnarsi ad attuare in concreto gli obiettivi dell’iniziativa e i percettori della Naspi a loro volta saranno tenuti a perseguire gli obiettivi previsti.

Il ruolo fondamentale delle regioni nell’attuazione del programma GOL

Se ci si chiede delle origini di questo programma, la risposta è che sono piuttosto recenti. Infatti, il programma GOL nacque con un provvedimento dello Stato quale la legge di Bilancio 2021. Questa stanziò consistenti risorse per istituire un fondo ad hoc, al fine dell’attuazione di misure di politica attiva - rientranti tra quelle compatibili con il programma React EU.

Soprattutto, tutti coloro ai quali il programma GOL si riferisce debbono sempre tener presente che sono le regioni - e i Cpi locali - ad avere il compito di dare piena attuazione all’iniziativa per l’occupazione e la rioccupazione. Previsti criteri di riparto di risorse agli enti locali per l’attuazione delle politiche attive e indicati obiettivi alle regioni e province autonome: nel programma GOL l’intenzione è quella di non lasciare nulla al caso e di dare una efficace risposta alla domanda di lavoro dei disoccupati.

D’altronde, uno degli obiettivi essenziali dell’iniziativa è rappresentato dall’adozione di piani regionali ad hoc, per la piena attuazione del meccanismo e raggiungimento di almeno il 10% dei beneficiari complessivi entro quest’anno.

Essendo un progetto mirato a favorire l’inserimento nel mondo del lavoro, alle regioni e in particolare ai centri per l’impiego spetta il compito di assicurare attività di formazione e rafforzamento delle competenze. Ciò vale in modo particolare per i percettori di Naspi, i quali incassano sì l’indennità mensile di disoccupazione, ma che però ha durata limitata nel tempo (fino a 24 mesi).

Non solo. Un altro degli obiettivi del programma GOL sta in questa percentuale: almeno l’80% dei Cpi in ciascuna regione - entro il 2025 - dovrà mettere in pratica gli standard definiti quali livelli essenziali dell’iniziativa.

I centri per l’impiego al centro dell’attuazione del programma GOL

Il programma GOL è mirato al miglioramento delle politiche attive regionali e perciò intende indicare ai centri per l’impiego la via da seguire per favorire la nuova occupazione, integrando tra loro i vari servizi territoriali.

Gli interventi a favore del disoccupato - e quindi anche a favore del percettore di Naspi - debbono essere differenziati in base all’età, alla tipologia e al livello di competenze, alle caratteristiche del mercato del lavoro locale e alle necessità delle imprese del territorio.

Non meno importante è cooperazione tra sistema pubblico e privato. Il programma GOL intende favorire anche il pieno coordinamento e la ampia cooperazione tra servizi pubblici e agenzie per il lavoro e soggetti privati, che svolgono attività di formazione.

I percettori di Naspi debbono anche ricordare che il programma si prefigge lo scopo di coinvolgere anche le imprese del territorio, ovvero gli operatori economici locali. Ciò in modo che i Cpi possano essere davvero il centro di riferimento nell’intermediazione tra domanda e offerta di lavoro a livello locale.

Attraverso una valutazione professionale, la stipula del patto di servizio personalizzato presso il centro per l’impiego farà in modo di orientare il percettore di Naspi verso uno dei percorsi previsti dal programma GOL, che tra poco vedremo. Nel patto si trova indicato il percorso di politica attiva che il firmatario si impegna ad iniziare. Ma ovviamente l’interessato deve aver precedentemente rilasciato la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro (Did).

I 5 percorsi formativi per i partecipanti al programma GOL

I vari beneficiari dell’iniziativa, con speciale riferimento ai moltissimi percettori di Naspi, avranno modo di svolgere uno tra cinque percorsi formativi ad hoc. Ciascuno di essi è differenziato sulla scorta dell’esperienza lavorativa e delle caratteristiche del soggetto interessato.

Vediamo allora in sintesi quali sono questi percorsi, tenuto conto del fatto che ogni percettore di Naspi ha caratteristiche e provenienza diverse. Conseguentemente potrà partecipare ad un percorso piuttosto che ad un altro:

  • profili ad alta occupabilità, con esperienza e competenze richieste dal mercato, che svolgeranno un percorso lineare di reinserimento lavorativo;
  • profili con necessità di adeguamento della preparazione e delle competenze, i quali faranno un percorso di aggiornamento breve, ma teso a migliorare il proprio profilo professionale - rendendolo più appetibile per le aziende;
  • profili con necessità di nuove competenze, i quali svolgeranno un iter ad hoc di riqualificazione e di cosiddetta ‘reskilling’. Per questo percorso sono previste anche attività formative fino a 300 ore;
  • profili con ridotta occupabilità, che saranno al centro di un percorso ad hoc di lavoro e inclusione. Previsto a questo proposito il coordinamento con la rete dei servizi territoriali;
  • profili esclusi dal mercato del lavoro a seguito di gravi crisi aziendali, che potranno partecipare ad un percorso di ricollocazione collettiva.

La durata dei percorsi di politica attiva varia in base al percorso in cui il partecipante è incluso e può arrivare anche a 12 mesi.

Al fine dell’attuazione del programma GOL nei suoi vari percorsi, la legge di Bilancio 2022 ha previsto la possibilità di sottoscrivere accordi tra autonomie locali, soggetti pubblici e privati, enti del terzo settore (ad es. organizzazioni di volontariato, enti filantropici ecc.), associazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative a livello nazionale. Ben si comprende allora che l’intero progetto sia di ampio respiro, coinvolgendo una vastissima platea di disoccupati e dando ai percettori di Naspi - che hanno perso involontariamente l’occupazione - una concreta opportunità di reinserirsi quanto prima nel mercato del lavoro.

Come partecipare al programma GOL?

I percettori della Naspi potranno usufruire del programma GOL rivolgendosi ai centri per l’impiego presso i quali - come sopra accennato - sarà possibile firmare un patto di servizio ad hoc, per l’adesione all’iniziativa. Nel quadro del percorso di politica attiva individuato, previsto peraltro un piano di intervento personalizzato (Pip) per il percettore della Naspi. A questo proposito, il Ministero del Lavoro ha comunque precisato che vi saranno forme di cooperazione tra sistema pubblico e privato.

Grazie ai fondi varati e al conseguente finanziamento alle Regioni, saranno gli enti locali ad occuparsi dell’attuazione del progetto, anche mediante il supporto dell’ANPAL (Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro).

Infine, per ulteriori informazioni di dettaglio sull’iniziativa, rimandiamo alla pagina web ad hoc dell’Agenzia, dove gli interessati potranno trovare anche una utilissima area FAQ.

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