Chi è James Tobin, ideatore della Tobin Tax

Giulia Sami

4 Luglio 2026 - 10:16

Chi era James Tobin, premio Nobel per l’economia nel 1981 e ideatore della Tobin Tax?

Chi è James Tobin, ideatore della Tobin Tax

A partire dal 1° marzo 2013 è in vigore in Italia un’imposta sulle transazioni finanziarie nota come Tobin Tax, il cui obiettivo è scoraggiare le speculazioni e rendere più stabili i mercati finanziari, generando allo stesso tempo entrate pubbliche, contribuendo al gettito fiscale dello Stato.
La tassa si applica principalmente al trasferimento di proprietà di azioni e altri strumenti finanziari partecipativi di società italiane. Con la Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025), a partire dal 1° gennaio 2026 le aliquote sono state raddoppiate:

  • l’aliquota per le operazioni fuori dai mercati regolamentati (OTC) sale dallo 0,2% allo 0,4%;
  • l’aliquota per le operazioni su mercati regolamentati o sistemi multilaterali di negoziazione sale dallo 0,1% allo 0,2%;
  • anche l’aliquota applicata alle operazioni ad alta frequenza (high frequency trading) raddoppia, passando dallo 0,02% allo 0,04%.

Ma ciò che in pochi conoscono è l’economista dietro la Tobin Tax, ovvero il premio Nobel James Tobin.

Chi era James Tobin, autore della Tobin Tax?

James Tobin è nato nel 1918 a Champaign, in Illinois. Laureato presso l’Università dell’Illinois a Urbana-Champaign e all’Università di Harvard, divenne poi consulente della banca centrale degli Stati Uniti, la Federal Reserve.

Fu consigliere economico dell’allora presidente John F. Kennedy, poiché faceva parte del Council of Economic Advisers (CEA), un’agenzia statunitense che appartiene all’Ufficio Esecutivo del Presidente, che fornisce consulenza al presidente degli Stati Uniti in materia di politica economica.

Iniziò ad insegnare presso l’Università di Yale nel 1955, anno in cui vinse la John Bates Clark Medal, assegnata dall’American Economic Association a “quell’economista americano di età inferiore ai quarant’anni che è stato giudicato aver dato un contributo significativo al pensiero e alla conoscenza economica”.

Tobin contribuì allo sviluppo dell’economia keynesiana della sua generazione, sostenendo l’intervento del governo per stabilizzare la produzione ed evitare recessioni. I suoi studi riguardarono gli investimenti, la politica monetaria e fiscale e i mercati finanziari.

Morì a New Haven, in Connecticut, nel 2002.

La Tobin Tax e il Premio Nobel

L’idea della cosiddetta Tobin Tax fu proposta da Tobin nel 1972. In origine non riguardava le azioni, ma le transazioni sui mercati valutari: l’economista suggerì una piccola imposta sugli scambi di valuta internazionale con l’obiettivo di ridurre i movimenti speculativi a brevissimo termine e rendere più stabile il sistema monetario internazionale.

Propose anche il modello econometrico per variabili censurate, oggi noto come modello Tobit, che permette di stimare come i fattori influenzano la variabile di interesse anche quando non tutti i valori sono direttamente misurabili.

Inoltre, è noto per la sua teoria chiamata “q di Tobin”, un indicatore economico che confronta il valore di mercato di un’impresa con il costo di sostituzione dei suoi asset. Se il valore di mercato è maggiore del costo (q > 1), significa che il mercato valuta l’impresa più dei suoi beni e ciò stimola nuovi investimenti. Se è minore del costo (q < 1), l’impresa è sottovalutata e gli investimenti tendono a rallentare.

Nel 1981 vinse il Premio Nobel per l’economia, che gli fu conferito “per la sua analisi dei mercati finanziari e le loro relazioni con le decisioni di spesa, con l’occupazione, con la produzione e con i prezzi”.
Secondo quanto riporta il sito ufficiale del Premio Nobel:

“I risultati ottenuti da James Tobin coprono un ampio spettro della ricerca economica. Ha dato un contributo sostanziale in settori molto diversi tra loro, quali i metodi econometrici e la teoria dei giochi rigorosamente formalizzata, la teoria del comportamento delle famiglie e delle imprese, la teoria macroeconomica generale e l’analisi applicata della politica economica”.