Chi è e quanto guadagna Rumen Radev, il nuovo premier filorusso della Bulgaria

Emanuele Di Baldo

20 Aprile 2026 - 16:08

Il nuovo premier della Bulgaria si chiama Rumen Radev ed entra in carica dopo aver lui stesso dato le dimissioni da presidente lo scorso gennaio

Chi è e quanto guadagna Rumen Radev, il nuovo premier filorusso della Bulgaria

L’ex presidente bulgaro, Ruben Radev, vince le elezioni parlamentari e da oggi è in sella alla guida della Repubblica. Il leader della “Bulgaria progressista”, infatti, guiderà il Paese dopo la candidatura da lui stesso annunciata lo scorso gennaio, dopo ben 9 anni di comando alla presidenza. Ma perché questa scelta? La volontà di riorganizzare il governo e aumentare i consensi dentro e fuori le aule politiche, imperversate, come da sue dichiarazioni, “da mafia e oligarchia”.

Ex dell’aeronautica miliare (ed ex top gun), Radev conquista la vittoria con circa il 45% dei voti, così da ottenere oltre 130 seggi su 240 in Parlamento. Un risultato storico, che gli consegna, di fatto, i pieni poteri di manovra. E se la caduta di Orban in Ungheria (ha vinto Magyar) una settimana fa avevo colpito positivamente Bruxelles, non si può dire lo stesso per l’egemonia di Radev, che in più di qualche occasione ha strizzato l’occhio all’amica Russia.

Ma cosa vuole fare davvero Radev e, soprattutto, quanto guadagna il nuovo (vecchio) leader bulgaro?

Chi è Ruben Radev? Biografia e carriera politica

Nato nel 1963 a Dimitrovgrad, Rumen Radev è una figura per certi versi atipica nel panorama politico europeo (non nel resto del mondo): un tecnico prestato alla politica, con una carriera costruita prima nei cieli e poi nei palazzi del potere. Dopo aver conseguito il diploma con il massimo dei voti, entra nell’accademia aeronautica bulgara, diventando uno dei migliori piloti della sua generazione. Non è un dettaglio: si laurea come miglior allievo e prosegue la formazione anche negli Stati Uniti, alla Maxwell Air Force Base, fino a ottenere un master in studi strategici e un dottorato in scienze militari.

La sua ascesa è rapida: comandante dell’aeronautica con il grado di maggior generale, entra nella politica nel 2016, quando vince le elezioni presidenziali con il sostegno dei socialisti. Da lì, due mandati consecutivi (2017-2026) segnati da tensioni con i governi guidati dai conservatori, in particolare con Boyko Borissov.

Il contesto che porta alle elezioni del 2026 è tutt’altro che stabile: otto tornate elettorali in cinque anni, proteste anticorruzione e una crescente sfiducia nelle istituzioni. In tutto ciò, Radev si dimette dalla presidenza per candidarsi direttamente alle parlamentari. Una scelta rischiosa, ma vincente. La sua promessa di “distruggere il modello oligarchico” intercetta un elettorato stanco, che gli ha dato ragione.

Il programma politico di Ruben Radev

Il cuore del progetto politico di Rumen Radev è un mix tra lotta alla corruzione e pragmatismo geopolitico. Sul piano interno, il leader di “Bulgaria Progressista” punta a smantellare quello che definisce un sistema radicato di potere oligarchico, accusando apertamente le precedenti élite di aver compromesso lo sviluppo del Paese più povero dell’Unione Europea.

La sua agenda include riforme strutturali nella giustizia, maggiore trasparenza negli appalti pubblici e una revisione dei rapporti tra politica e grandi gruppi economici. Non è un caso che abbia escluso qualsiasi alleanza con i partiti tradizionali, tra cui il GERB e le formazioni legate alle minoranze.

Sul piano internazionale, la posizione è più sfumata ma non meno controversa. Radev rivendica una linea “filobulgara”, che si traduce in un approccio critico verso Bruxelles senza arrivare a una rottura. Pur riconoscendo i benefici dell’adesione all’UE dal 2007, ha più volte espresso dubbi su alcune scelte strategiche, come l’adozione dell’euro, definita “prematura”.

Il nodo più delicato resta però la guerra in Ucraina: Radev ha dichiarato che “la Russia è un aggressore”, ma si oppone all’invio di aiuti militari, sostenendo che la crisi vada risolta diplomaticamente. Una posizione che lo avvicina alle linee di Ungheria (di Orban, non di Magyar) e Slovacchia e che alimenta i timori europei di nuovi veti all’interno del Consiglio.

Quanto guadagna Ruben Radev? Stipendio e patrimonio del premier bulgaro

Dal punto di vista economico, Rumen Radev si colloca ovviamente nella fascia alta della politica bulgara, ma con cifre ancora lontane dagli standard dell’Europa occidentale. Durante il suo mandato da presidente, percepiva uno stipendio base di circa 15.870 lev bulgari al mese, pari a circa 8.100 euro. Tuttavia, grazie ai bonus legati alla lunga carriera militare (circa il 1,4% per ogni anno di servizio), il suo reddito mensile effettivo saliva a circa 19.000 lev, ovvero 9.700 euro.

Su base annua, questo significa oltre 230.000 lev (circa 117.000 euro), una cifra significativa per un Paese con un PIL pro capite tra i più bassi dell’Unione Europea. Non esistono dati ufficiali dettagliati sul suo patrimonio complessivo, ma le dichiarazioni pubbliche indicano una situazione economica solida, costruita principalmente attraverso la carriera istituzionale e militare.

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