È un cambiamento che ridisegna il funzionamento dei mercati finanziari e che solleva una domanda cruciale.
Negli ultimi anni il ruolo dello Stato nei mercati finanziari si è trasformato in modo radicale, passando da regolatore esterno a protagonista diretto dell’allocazione del capitale.
Non si tratta di un ritorno ideologico al passato, ma di un cambiamento misurabile, che emerge con chiarezza osservando le dimensioni raggiunte dagli investitori pubblici.
Sommando le attività di banche centrali, fondi pensione pubblici e fondi sovrani, i governi controllano oggi circa 60.000 miliardi di dollari di asset. È una cifra che vale circa tre volte la capitalizzazione delle maggiori aziende tecnologiche statunitensi, il doppio dei bilanci complessivi di tutte le banche americane e quasi la metà dell’intero patrimonio gestito dall’industria globale del risparmio. [...]
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