Coprifuoco: che succede se sono in giro dopo le 22?

Scatta il coprifuoco in tutte le regioni: come funziona e che succede a chi è in giro oltre l’orario consentito. Si può tornare a casa senza rischiare la multa?

Coprifuoco: che succede se sono in giro dopo le 22?

Novità dell’ultimo DPCM in vigore dal 6 novembre al 3 dicembre è il coprifuoco nazionale dalle 22 alle 5 del mattino successivo. Significa che in tutte le regioni c’è il divieto tassativo di uscire nelle fascia oraria serale. Ma cosa succede a chi viene fermato dalla Polizia dopo le 22 mentre torna a casa?

Se lo chiedono in molti, per questo è opportuno fare chiarezza e spiegare quando scatta la multa e quando, invece, uscire durante il coprifuoco è consentito.

Che succede se sono in giro dopo le 22 e cosa scrivere nell’autocertificazione

Il termine “coprifuoco” può incutere un certo timore, ma le regole sono meno rigide di quanto generalmente si pensi. Questo serve per evitare la movida e gli spostamenti, ma non significa che chiunque sia in giro oltre l’orario consentito rischi automaticamente la multa.

Infatti l’ultimo DPCM prevede che si possa uscire durante il coprifuoco per motivi di salute, lavoro e casi di necessità e urgenza, giustificando il fatto tramite modulo di autocertificazione (qui il pdf da scaricare).

Chi è fuori casa dopo le 22 non ha nulla da temere se ha violato il coprifuoco per una valida ragione non procastinabile al mattino successivo. Altrimenti scatta la sanzione amministrativa da 400 a 1.000 euro prevista dal decreto Cura Italia.

Rientro al domicilio sempre consentito?

Per quanto riguarda gli spostamenti da e verso le regioni classificate come zona rossa e zona arancione, l’ultimo DPCM prevede che lo spostamento è giustificato per il rientro al domicilio, oltre che per i consueti motivi di lavoro, salute e necessità.

Così l’articolo 2, lettera 4, comma a:

... è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori di cui al comma 1, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. Sono comunque consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti in cui la stessa è consentita. E’ consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

Per quanto riguarda il coprifuoco, invece, ecco cosa recita testualmente il DPCM del 3 novembre:

Dalle ore 22.00 alle ore 5.00 del giorno successivo sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. E’ in ogni caso fortemente raccomandato, per la restante parte della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi.

Manca, quindi, l’espressa menzione del rientro al domicilio, ciò al fine di impedire gli abusi e le elusioni alla norma: il senso del coprifuoco è limitare al massimo il numero di persone in giro e le occasioni di incontro tra non conviventi. Chi dichiara un falso indirizzo di residenza o domicilio per andare a casa di amici o del fidanzato potrebbe rischiare la denuncia per Falso (articolo 495 del Codice penale).

Che succede se non ho con me l’autocertificazione?

Non avere l’autocertificazione con sé non espone automaticamente al rischio di ricevere una sanzione. Le Forze dell’ordine dispongono di moduli in bianco da consegnare e far compilare sul momento. Esserne muniti, però, velocizza il monitoraggio, quindi chi può è invitato a scaricare e compilare a casa il modello pdf disponibile su questo link: Autocertificazione coprifuoco: il modulo per uscire la notte

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