Da quando Shakespeare fece chiedere a Giulietta se i nomi contassero davvero, la risposta è sempre sembrata affermativa. Non lontano da dove venne messa in scena la sua opera più celebre ha sede il London Stock Exchange Group, o LSEG come preferisce chiamarsi, la cui azione in difficoltà contrasta nettamente con quella dei concorrenti. Se avesse un altro nome, questa Borsa farebbe forse annusare con più favore gli investitori?
Tra i dieci principali gruppi borsistici mondiali per valore di mercato, LSEG è l’unico quest’anno ad aver registrato un calo delle azioni: –17%, nonostante faccia parte del FTSE 100, che è salito del 13%. La scorsa settimana, il titolo ha toccato il minimo annuale, pur avendo riportato ricavi e utili semestrali superiori alle attese. Un lieve calo degli abbonamenti e un dollaro più debole hanno tolto un po’ di smalto ai risultati, ma nulla che giustifichi davvero un tonfo dell’8%.
Potrebbe darsi che parte del problema di LSEG stia proprio nel suo nome, che più che descrivere, ormai distrae? Le difficoltà di Londra come centro finanziario sono ben note e i dibattiti su come rivitalizzare la City probabilmente occupano una parte sproporzionata del tempo del CEO David Schwimmer, rispetto all’impatto reale sul suo business.
Da quando Schwimmer ha trasformato il gruppo con l’acquisizione di Refinitiv per 27 miliardi di dollari nel 2021, la principale attività di LSEG è diventata quella dei dati e delle analisi, mentre il ramo dei mercati finanziari, che ospita la Borsa di Londra, è dominato da Tradeweb, piattaforma obbligazionaria statunitense ereditata con quell’accordo. Lo scorso anno, la Borsa rappresentava solo il 3% dei ricavi totali del gruppo, oltre i due terzi dei quali sono stati generati all’estero.
Ne risulta un’azienda focalizzata sull’aumento dei ricavi ricorrenti, tipicamente apprezzati dagli investitori, riducendo allo stesso tempo l’esposizione alla volatilità dei mercati. Una strategia non lontana da quella della concorrente americana Nasdaq, che ha investito nella tecnologia per attenuare le fluttuazioni, come dimostrato dall’acquisto di Adenza, società di software per la conformità, per 11 miliardi nel 2023.
Oggi le azioni LSEG vengono scambiate a 22 volte gli utili stimati per il 2026, in linea con i concorrenti europei ma sotto i multipli di 26 e 24 di Nasdaq e Intercontinental Exchange, rispettivamente. È anche dietro ad altri gruppi britannici orientati ai dati come Experian e RELX, entrambi a quota 27, a cui potrebbe essere paragonato più facilmente.
Le Borse valori, come le compagnie aeree di bandiera, portano con sé un senso di orgoglio nazionale. Schwimmer ha tenuto a sottolineare, la scorsa settimana, che la Borsa di Londra è centrale nella strategia di LSEG. Va bene. La New York Stock Exchange, con i suoi 233 anni, fa parte del gruppo Intercontinental Exchange, che ne ha solo 25, senza perdere in rilievo.
Insomma, il nome conta. E quello di LSEG, al momento, sembra non esserle di grande aiuto.
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