Sembra che ci troviamo nel mezzo di un paradosso del crimine.
Il 2025 si prospetta come l’anno con il tasso più basso di crimini violenti da decenni, sia in Gran Bretagna che negli Stati Uniti. Sebbene episodi drammatici come la sparatoria avvenuta martedì a New York ricevano – giustamente – un’ampia attenzione mediatica, sono ormai eventi eccezionali. Negli Stati Uniti, i tassi sia di violenza in generale che di omicidi sono diminuiti di oltre la metà rispetto ai picchi degli anni ’90 e si avvicinano ai minimi storici.
Un quadro simile si osserva nel Regno Unito, dove il crimine violento è in calo da trent’anni e continua a diminuire anche quest’anno. Tuttavia, a dispetto di questi dati, la preoccupazione pubblica per la criminalità nel Regno Unito è in costante aumento da anni. Negli Stati Uniti, la maggior parte delle persone ritiene che la criminalità sia ancora in aumento, sia a livello locale che nazionale. Sfruttando questo crescente senso di inquietudine, Nigel Farage, leader del partito populista di destra Reform UK, ha recentemente tenuto una conferenza stampa per avvertire che la criminalità è aumentata al punto che il Regno Unito sta “affrontando un collasso sociale”.
Di fronte a questi dati contrastanti, sarebbe facile liquidare le crescenti paure come risultato del nostro innato pregiudizio verso la paura e della nota tendenza dei media a privilegiare negatività e spettacolarizzazione. Ma sebbene le persone siano notoriamente poco precise nel valutare la reale incidenza dei fenomeni, tendono ad avere una buona percezione della loro direzione – come dimostra un articolo del 2016 del politologo britannico Will Jennings, valido anche per il crimine. Quindi cosa sta succedendo?
Un fattore chiave che influenza la percezione pubblica è che, sebbene i crimini più pericolosi siano fortunatamente molto più rari, molti dei reati più visibili sono in aumento.
Il Regno Unito è un buon esempio. Il crimine violento è diminuito in modo significativo, come confermano sia le indagini demografiche sia i dati ospedalieri. E la popolazione percepisce questo cambiamento: alla fine degli anni ’90, il 25% dei britannici era preoccupato per il crimine violento; oggi lo è solo l’8%. Ma altri reati sono in forte aumento, in particolare i furti in negozio e i borseggi, entrambi ai massimi da almeno 15 anni.
Questi cambiamenti influenzano la percezione. Il crimine violento è certamente allarmante, ma nella maggior parte dei casi non è casuale – in oltre metà degli episodi, la vittima conosce l’aggressore ed è già stata colpita in passato. Inoltre, spesso avviene lontano dalla vista pubblica, rendendolo un fenomeno distante per la maggioranza. Al contrario, i furti lampo (snatch theft), in netto aumento, avvengono quasi sempre in luoghi pubblici, ad opera di sconosciuti e su vittime casuali, dando una più forte impressione che “potrebbe capitare anche a me”.
Il furto nei negozi danneggia in modo particolare la sensazione di ordine pubblico, poiché le persone non solo assistono agli atti, ma anche alle conseguenze durature: la crescente presenza di personale di sicurezza e la comparsa di blocchi di protezione su prodotti di ogni tipo, dalla carne ai cosmetici.
Questi reati minori, sempre più frequenti, sono segnali tangibili che qualcosa non va – senza bisogno del filtro mediatico. E il loro aumento è ben visibile sia negli Stati Uniti che nel Regno Unito.
Questo fenomeno si inserisce in un quadro più ampio, identificato dal ricercatore americano Charles Fain Lehman, secondo il quale, sebbene la criminalità violenta negli Stati Uniti sia in calo, sta emergendo un problema opposto: l’aumento del disordine pubblico. Questa categoria, ampia e sfumata, è difficile da misurare, ma Lehman propone alcuni indicatori: evasione del pagamento dei trasporti pubblici, infrazioni stradali e attacchi da parte di cani.
Un’analisi dei dati britannici conferma le sue osservazioni. L’evasione tariffaria a Londra e New York è molto più diffusa rispetto a dieci anni fa, i ricoveri ospedalieri per morsi di cane sono più che raddoppiati negli ultimi vent’anni e le infrazioni per guida pericolosa sembrano anch’esse in aumento.
Anche questo trend riflette il sentimento popolare. I britannici si sentono più sicuri che mai a camminare da soli dopo il tramonto, ma è fortemente aumentata la percentuale di persone che segnalano un aumento dei comportamenti antisociali.
Tutto ciò è aggravato dalla percezione che i criminali agiscano impunemente, dato che i tassi di arresto, incriminazione e condanna sono in calo per tutti i tipi di crimine, in entrambi i paesi.
Nel complesso, il quadro si allinea a uno studio del 2021 che ha rilevato come le preoccupazioni per la criminalità siano fortemente influenzate dal disordine quotidiano e dalla prestazione delle forze dell’ordine, più che da attacchi gravi ma lontani.
È facile dare la colpa ai media o ai politici opportunisti per aver alimentato la paura. E forse non è nemmeno del tutto sbagliato. Ma non coglie il punto centrale: America e Regno Unito sono meno pericolosi che mai, ma più disordinati di quanto non siano stati da molto tempo.
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