Certificato di malattia telematico non inviato: cosa rischia il lavoratore?

Antonio Cosenza

17 Dicembre 2020 - 18:34

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Malattia senza certificato medico: cosa rischia il lavoratore? Sanzioni disciplinari e niente stipendio.

Certificato di malattia telematico non inviato: cosa rischia il lavoratore?

Malattia senza certificato telematico: quali conseguenze per il lavoratore?

Assentarsi dal lavoro per malattia è un diritto del dipendente, il quale in questo periodo mantiene il posto di lavoro (entro il periodo di comporto) e percepisce un’indennità economica sostitutiva (alla quale si aggiunge il versamento dei contributi figurativi).

Allo stesso tempo, però, il nostro ordinamento prevede anche degli obblighi per il dipendente in malattia. Il più importante - e imprescindibile in quanto in mancanza di ciò ci sono delle conseguenze serie per il lavoratore - è quello riguardante l’obbligo di comunicazione dello stato di malattia sia verso il datore di lavoro che verso l’INPS, al quale si assolve esclusivamente per mezzo del certificato telematico.

In mancanza del certificato telematico scattano delle conseguenze molto serie per il dipendente in malattia; ecco perché è sempre opportuno andare dal medico e accertarsi che questo abbia provveduto correttamente ad inviare il certificato telematico.

Il mancato invio del certificato medico telematico, infatti, comporta dei rischi tanto sul piano disciplinare quanto verso l’INPS; vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Malattia senza certificato: conseguenze disciplinari per il lavoratore?

Ci sono importanti conseguenze per il dipendente in malattia che non assolve all’obbligo di comunicazione della stessa.

A tal proposito va detto che a quest’obbligo si assolve in due differenti fasi. In un primo momento la comunicazione va data subito all’insorgere dello stato di malattia, ancor prima di recarsi dal medico per la visita e il conseguente rilascio del certificato. L’assenza improvvisa del lavoratore, infatti, potrebbe creare un disservizio nell’organizzazione aziendale ed è per questo che la comunicazione riguardante l’assenza per malattia va data tempestivamente.

Subito dopo il lavoratore deve recarsi dal medico, il quale - se lo riterrà opportuno - riconoscerà alcuni giorni di malattia in cui il lavoratore è autorizzato a sospendere l’attività lavorativa. Questi sono indicati sul certificato di malattia telematico, il quale viene inviato direttamente all’INPS e al datore di lavoro.

Tuttavia, sempre per il principio di correttezza verso il datore di lavoro, è comunque opportuno comunicare a questo il codice PUC del certificato così che lo possa consultare tempestivamente.

Senza il certificato medico e le dovute comunicazioni scattano delle conseguenze disciplinari per il lavoratore. In assenza delle suddette condizioni, infatti, l’assenza può essere considerata come ingiustificata e di conseguenza il datore di lavoro è autorizzato ad applicare le sanzioni previste dal CCNL. E nella maggior parte dei contratti collettivi l’assenza ingiustificata, per più di tre giorni, porta al licenziamento per giusta causa.

Malattia senza certificato: quali conseguenze con l’INPS?

Altra importante conseguenza è quella per cui senza l’invio del certificato telematico l’INPS non viene a conoscenza dello stato di malattia del lavoratore. Ne consegue che nei giorni di malattia non si andrà a percepire alcuna indennità, né dall’INPS né tantomeno dal datore di lavoro.

Di conseguenza per i giorni di malattia si resterà senza stipendio e non ci sarà neppure il riconoscimento della contribuzione figurativa.

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