Di quale «immunità» gode l’ex Ceo di FTX per essere a piede libero e tenere discorsi?

Mauro Bottarelli

24/11/2022

25/11/2022 - 08:31

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Nonostante le ammissioni sulla frode, Bankman-Fried sembra vantare una «polizza occulta». Ma più che i legami con i Democratici (e la pista ucraina), a tutelarlo sarebbe la minaccia al sistema fiat

Di quale «immunità» gode l'ex Ceo di FTX per essere a piede libero e tenere discorsi?

Il vero potere di un uomo pubblico, sia esso politico o del mondo finanziario, lo si valuta non quando è al suo apice ma quando cade in disgrazia. Se anche in quel momento, può contare su buona stampa o strategiche sparizioni dalle cronache, allora ci si trova di fronte a qualcuno in possesso della cosiddetta variabile Califano. Ovvero, non ne si esclude il ritorno. E ci si cautela, pronti a fare pesate ex post la propria fedeltà.

Pare decisamente il caso di Sam Bankman-Fried, l’ex Ceo di FTX. Il quale, nonostante la bancarotta e le ammissioni di malversazione e una decina di altri reati legati alla turbativa del mercato, non solo è ancora a piede libero ma, come mostra questo volantino, .

Inserzione pubblicitaria del convegno del New York Times del 30 novembre Inserzione pubblicitaria del convegno del New York Times del 30 novembre Fonte: New York Times

ad oggi è ancora confermatissimo relatore a un convegno organizzato dal New York Times che lo vedrà affiancato da Volodymir Zelensky, Mark Zuckerberg e nientemeno che il segretario dal Tesoro Usa, Janet Yellen. Decisamente imbarazzante, non fosse altro per quanto dichiarato dallo stesso Bankman-Fried ai propri investitori in una lettera mea culpa e, indrettamente, agli inquirenti:

Estratto della lettera di Sam Bankman-Fried agli investitori Estratto della lettera di Sam Bankman-Fried agli investitori Fonte: FTX

al netto di una generale (e ovvia) caduta dalle nuvole rispetto ai tutti i magheggi da schema Ponzi messi in atto dalla sua azienda e dal dedalo di scatole cinesi che ad essa facevano riferimento, il nostro crypto-eroe ci tiene a sottolineare come il denaro stornato per consumo personale non fosse quantificabile in un ampio ammontare.

Come dire, ho rubato. Ma poco. Parlerà di questa sua encomiabile prerogativa al convegno di mercoledì prossimo? E Janet Yellen sarà deliziata dall’ascolto di gustosi particolari su come frodare il fisco, acquistando proprietà immobiliari alle Bahamas? Probabilmente, sì. E apparentemente, pare esserci una base di razionalità dietro il silenzio che finora ha accompagnato l’approssimarsi di quel convegno e l’assenza di imbarazzate defezioni di alto livello. Quando, nel pieno di una truffa miliardaria, il quotidiano che ha scatenato il caso Watergate ti coccola con un articolo simile,

Articolo «in difesa» di Sam Bankman-Fried del Washington Post (16 novembre) Articolo «in difesa» di Sam Bankman-Fried del Washington Post (16 novembre) Fonte: Washington Post

forse significa che il personaggio in questione gode di un’immunità misteriosa, una polizza occulta che gli garantisce un trattamento da Marchese del Grillo.

Perché per quanto la tua finalità possa essere stata ufficialmente quella filantropica di aiutare la ricerca contro le future pandemie, se per perseguirla infrangi mezzo codice penale, giustizia vorrebbe che tu ne debba renderne conto. Ad esempio, Bernie Madoff fu arrestato per il suo schema Ponzi l’11 dicembre del 2008. Il 3 dello stesso mese, stando alle intercettazioni, aveva ammesso con il suo storico braccio destro, Frank Di Pascali, di essere un uomo finito. Il 9 confermò al fratello Paul come, in effetti, la sua intera creatura fosse nulla più che una colossale frode. Due giorni dopo, manette,

Perché Sam Bankman-Fried non solo è ancora a piede libero ma pare già intento a ricostruirsi una nuova vita come conferenziere professionale di alto livello? Negli Usa circola una versione dei fatti che lega FTX all’Ucraina e proprio a quel presidente Volodymir Zelensky che sarà co-relatore al convegno del 30 novembre. Per farla breve e tagliarla con l’accetta, la tesi è che FTX fosse la lavatrice digitale di parte dei finanziamenti inviati da Washington a Kiev, i quali partivano in dollari e tornavano ripuliti in forma cripto come fondi neri per il Partito democratico. Prove al riguardo? Ad oggi, nessuna. Meglio dirlo chiaro, prima di trasformare ipotesi in scenari dietrologici.

Non è un mistero, poi, che Sam Bankman-Fried sia generoso finanziatore dei Democratici e, soprattutto, un pupillo di Bill Clinton e della sua Foundation, amicizia che ancora oggi negli USA conta. E molto. Ancorché, fanno notare i più maliziosi, sul lungo periodo può perdere di appeal a livello di grado assicurativo, come confermano gli 11 anni di prigione comminati solo 5 giorni fa all’ex star della Silicon Valley, Elizabeth Holmes. Anch’essa storicamente nelle grazie dell’ex presidente e per anni dipinta dalla stampa come un misto fra Madame Curie e Rosa Luxemburg 2.0. Alla fine, si è rivelata una Wanna Marchi.

Qualcuno azzarda un’ipotesi più estrema per giustificare la mano leggerissima con cui, almeno finora, istituzioni e media hanno trattato Sam Bankman-Fried e il suo crack. E farebbe implicito riferimento a questo:

Andamento storico dei flussi di capitale di Credit Suisse Andamento storico dei flussi di capitale di Credit Suisse Fonte: Bloomberg

dopo essere sparita per qualche giorno dai radar del mercato, Credit Suisse ha fatto prepotente ritorno nelle headlines a causa di un’ammissione da pelle d’oca: la crisi di credibilità legata agli scandali e ai dubbi che contornano i termini della ristrutturazione è costata all’istituto elvetico una fuga di capitali da 84 miliardi di franchi svizzeri solo nelle prime settimane del trimestre in corso. Nel commentare la notizia, Bloomberg non ha utilizzato giri di parole: The worst exodus since the financial crisis.

Ma cosa c’entra FTX? Ce lo spiegherebbe implicitamente questa seconda immagine,

Andamento per controvalore dell'utilizzo di swap lines della Fed da parte della SNB Andamento per controvalore dell’utilizzo di swap lines della Fed da parte della SNB Fonte: New York Fed/Zerohedge

la quale mostra l’utilizzo record di swap lines in dollari della Fed da parte della stessa Credit Suisse a partire da metà ottobre, quasi certamente per tamponare buchi in modalità emergenziale, stante la non programmazione di quegli accessi alle linee di credito estere della Banca centrale statunitense. Cosa unirebbe quindi i due casi? Credit Suisse con le sue ultime, preoccupanti notizie rischia sempre più di dipingere un vivido quadro di comparazione nell’impatto di crisi finanziario fra regime fiat e crypto.

Perché FTX è stata colpita da redemptions di massa, paragonabili a una bank-run e dopo pochi giorni ha fatto accesso alla procedura di bancarotta. Senza però alcun intervento di salvataggio o sostegno da parte di una Banca centrale. Credit Suisse ha patito un’emorragia di depositi ma sia la SNB che la FED sono intervenute in suo soccorso. E dovranno farlo ancora, forse. Insomma, un’eccessiva pubblicità e drammatizzazione (anche giudiziaria) del caso FTX potrebbe implicitamente portare non solo il mercato ma anche - e soprattutto - le opinioni pubbliche a chiedersi quale sia la miglior interpretazione del vero spirito del capitalismo.

Ovvero, la responsabilità rispetto alle perdite. Tradotto, troppo clamore per FTX potrebbe significare l’emergere di una corrente di pensiero che chieda medesimo darwiniano epilogo anche per banche commerciali e d’affari tradizionali che cadano in disgrazie. Tradotto ulteriormente, la fine del casinò costruito con tanta fatica e tanti anni di manipolazione da QE. Insomma, salvo sorprese, niente manette per Sam Bankman-Fried. E, anzi, porte aperte ai convegni che contano. Poi, passata l’ennesima buriana globale, la giustizia potrebbe fare il suo corso. Elizabeth Holmes docet.

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