Stacco cedola in settimana sul Valore nato al culmine del rialzo dei rendimenti sul reddito fisso di questo decennio (almeno ad oggi)
Niente di meglio dell’inaugurare un nuovo anno civile con un’entrata extra tipo l’accredito interessi sul conto corrente. Dopo la tredicesima di dicembre e le tante spese di fine anno, infatti, non guasta rimpinguare le finanze con una buona cedola. In questo caso si tratta di un rateo trimestrale giunto a maturazione che porta il debitore a corrisponderlo agli aventi diritto.
Sabato 10 gennaio, infatti, arriva la cedola di inizio 2026 sul BTP Valore ad oggi più ricco e prossimo al rialzo dei tassi. Si tratta del 2° bond di questa particolare famiglia di titoli di Stato che tanto seguito hanno riscosso presso i piccoli investitori retail.
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Le caratteristiche del BTP Valore 2028
L’obbligazione ha due ISIN, uno speciale emesso nella settimana di collocamento (IT0005565392) e uno ordinario (IT0005565400). Solo ai titolari del primo arriverà a naturale scadenza il premio extra finale di fedeltà dello 0,5% del capitale nominale sottoscritto. Ovviamente il bonus si applicherà sul solo nominale tenuto in portafoglio da principio a fine, e non anche su eventuali quote di bond nel frattempo liquidate. Non spetta assolutamente nulla a chi lo ha comprato e/o tradato nel corso della sua vita fruttifera, cioè durante i 5 anni di vita utile.
Il titolo ha data godimento e regolamento 10/10/’23 e scadenza al 10/10/’28, per 5 anni di durata complessiva scissa in un triennio iniziale e un biennio finale. In pratica dallo scorso 10 ottobre è iniziato il 3° e ultimo anno del 1° step, mentre tra 9 mesi esatti entrerà in scena il 2° step, quello più ricco.
Cedole e rendimenti effettivi a scadenza del BTP Valore 2028
Una particolarità del bond è che è nato all’apice della fase di rialzo degli yield sul comparto obbligazionario sovrano nazionale e comunitario. Difatti è l’unico dai tassi nominali annui più alti tra le 6 serie Valore ad oggi in circolo sul mercato. Nello specifico il titolo paga il 4,10% nel 1°, 2° e 3° anno, cioè dal 10/01/’24 al 10/10/’26 e il 4,50% nel 4° e 5° anno, cioè dal 10/10/’27 al 10/10/’28.
Un’altra particolarità del bond è stata che ha introdotto la cedola trimestrale, con date di stacco al 10 gennaio, 10 aprile, 10 luglio e 10 ottobre fino a scadenza. Quindi il tasso cedolare periodale in arrivo in queste ore è pari all’1,025% del proprio debito nominale sottoscritto.
A livello di intero bond, invece, per il MEF si tratterà di circa 154,17 milioni di € di interessi da pagare. Il flottante coincide infatti con i 17.190,004 mln di € raccolti in origine, quando furono siglati 641.881 contratti per un taglio medio (in origine) di 26.781 €.
Oggi il titolo prezza sui 104,9 centesimi, sopra la pari, per un rendimento effettivo a scadenza del 2,56% (netto: 2,02%). La duration modificata, invece, è pari al 2,53% (dati: Borsa Italiana).
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Tenere o vendere il BTP Valore 2028?
Chi lo ha sottoscritto in origine può ritenersi soddisfatto della scelta fatta, almeno ad oggi. Nel complesso ha già incassato l’8,20% in 2 anni e un altro 1,025% è ormai in arrivo, per un buon 9,22% lordo di cedole in 27 mesi. Non solo, ma se decidesse di rivenderlo incasserebbe anche un altro 4,9% circa di capital gain, per un ritorno lordo complessivo del 15%. Nulla da eccepire, data la natura dell’asset, la durata dell’operazione e la vita utile complessiva del bond.
Il dilemma potrebbe riguardare invece un altro aspetto: liquidare o portare a scadenza il bond? Dal 10/01/’26 al 10/10/’28 gli incassi attesi dal bond (cedole e premio fedeltà) per gli acquirenti iniziali sono del 12,575% lordi complessivi. A quella data sarà sparita la plusvalenza attuale dato che nel frattempo le quotazioni si porteranno progressivamente a 100.
Per venderlo ai corsi attuali, quindi, servirebbe avere tra le mani un’alternativa capace di dare almeno il 12,575% in 33 mesi. In altri termini, un prodotto che renda effettivo almeno il 4,57% annuo lordo a parità di tempo e, magari, di rischio, di valuta e tassazione.
Un ultimo cenno, infine, lo facciamo in merito ai possibili, futuri corsi di mercato: saliranno ancora? Difficile rispondere, mentre sarebbe più corretto riformulare la domanda in altri termini. Ossia i prezzi del Valore ’28 avranno la forza di tornare ai massimi di fine maggio ’25 quando giunsero a 106? Un elemento “contro” del bond sta infatti nel progressivo contrarsi della sua vita utile. Tra 3 mesi esatti l’obbligazione sarà a metà vita utile, per cui meglio non cullare aspettative di chissà quali altri futuri, robusti rialzi. Anzi.
Cedola di inizio 2026 sul BTP Valore ad oggi più ricco e prossimo al rialzo dei tassi
Dopo aver fatto le valutazioni sul tenere o vendere il Valore ’28 per gli acquirenti della prima ora, chiediamoci ora se convenga o meno acquistarlo ai corsi attuali. Prima di dire la nostra al riguardo, ribadiamo che non spetta a noi dare la risposta, idem sul discorso se tenere o vendere fatto prima. Ogni investitore gestisce i propri risparmi come meglio crede nei tempi, modi e forme che più ritiene congrui.
Fatte le premesse, c’è che l’attuale ritorno del Valore ’28 è più alto di altri titoli MEF pari durata a cedola fissa e non. Lo yield del Futura Nv28 (step-up), per esempio, è del 2,48%, mentre scende al 2,37% sul BTP Tf 2,80% Dc28 che prezza sui 101,15.
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