Il caso Etruria-Boschi spiegato: cosa è successo veramente?

Cristiana Gagliarducci

20 Dicembre 2017 - 09:30

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Il caso Etruria-Boschi spiegato passo dopo passo, dai colloqui tenuti segreti fino alle odierne audizioni in Commissione banche. Cosa c’è da sapere?

Il caso Etruria-Boschi continua a far discutere.

Giorno dopo giorno le prime pagine dei quotidiani cercano di non farsi sfuggire neanche la più piccola novità sulla vicenda che ha gettato ombre non solo su un partito, ma anche sull’intero sistema istituzionale italiano.

Eppure, nonostante la rilevanza della questione, sono in molti a chiedersi che cosa è successo davvero e perché Maria Elena Boschi sia stata e continui ad essere duramente attaccata. Qual è stato il suo coinvolgimento nel caso Etruria-Boschi e chi altri ha giocato un ruolo nella vicenda?

I principali personaggi coinvolti

  • Maria Elena Boschi: allora Ministro per le Riforme del Governo
  • Pierluigi Boschi: padre di Maria Elena, all’epoca vicepresidente di Etruria
  • Giuseppe Vegas: presidente Consob
  • Gianni Zonin: allora presidente di Popolare di Vicenza
  • Denis Verdini: parlamentare, amico della Boschi
  • Ignazio Visco: governatore Bankitalia
  • Fabio Panetta: vicedirettore Bankitalia

Cosa è successo davvero

Quali sono le tappe che hanno portato all’attuale stato di cose e qual è stato il coinvolgimento della famiglia Boschi fino ad ora?

#1 - La crisi di Banca Etruria
Tutto inizia quando Banca Etruria si ammala. Sul finire del 2013, più precisamente il 13 dicembre di quell’anno, l’istituto rende noto quanto richiesto da Bankitalia pochi giorni prima, ossia la necessità di trovare un gruppo bancario di elevato standing con il quale dar vita ad un’integrazione o ad una aggregazione.

#2 - L’interesse di Vicenza
Per far fronte alle suddette richieste di Vincenzo Visco, Banca Etruria sceglie Rothschild e Lazard in qualità di advisor con il compito di trovare il partner più adatto. I contatti si susseguono, ma l’unica interessata all’istituto toscano pare Banca Popolare di Vicenza.

A marzo del 2014, il presidente della stessa Vicenza, Gianni Zonin, annuncia il lancio di un’offerta amichevole, cosa che, però, suscita le immediate preoccupazioni di Maria Elena Boschi.

#3 - Il ruolo di Vegas (Consob)
Il ministro, accompagnato da Verdini, si dirige a Milano dove esprime i propri timori su Etruria e Vicenza al presidente della Consob Giuseppe Vegas. In un’altra occasione (gli incontri sono stati diversi) Maria Elena annuncerà la successiva nomina del padre a vicepresidente dell’istituto toscano.

“A suo avviso c’era la possibilità che Etruria venisse incorporata dalla Popolare di Vicenza e questo era di nocumento per la principale industria di Arezzo che è l’oro”,

ha affermato Vegas nel corso della sua audizione sul caso Etruria-Boschi e con preciso riferimento all’allora ministro per le riforme.
L’uomo della Consob ha specificato come questo primo incontro sia avvenuto su richiesta della Boschi, la quale però non avrebbe esercitato pressioni, ma soltanto esposto una questione.

Tra i due ci sarebbero stati però anche dei messaggi, a commento dei quali la Boschi ha affermato:

“Non cancello spesso gli sms. Ne ho quindi molti in memoria, anche con altri esponenti del mondo del credito e del giornalismo. Non solo quelli con Vegas. Dal momento che mi sembrò insolita la richiesta di vederci a casa sua alle 8 del mattino, chiesi che l’incontro si svolgesse al ministero o in Consob. Non sta a me dire perché Vegas lo propose, certo io non accettai. Quanto alla serietà istituzionale di Vegas ricordo che già indicato come capo dell’Autorità di vigilanza partecipò al voto di fiducia al governo Berlusconi. E non aggiungo altro.”

#4 - Il ruolo di UniCredit
Non solo Popolare di Vicenza, ma anche UniCredit nel caso Boschi-Etruria. Secondo quanto riportato da Ferruccio de Bortoli, il ministro avrebbe fatto pressioni su Federico Ghizzoni, allora ad di Unicredit, per il salvataggio dell’istituto toscano del padre (in quel momento Pierluigi Boschi è già stato nominato vicepresidente).

L’incontro si sarebbe tenuto il 4 novembre del 2014 e in quella stessa occasione la Boschi avrebbe chiesto all’ad di acquisire la popolare aretina. Da Milano sarebbero allora partite analisi sulla situazione di Etruria che qualche tempo dopo avrebbero accertato un eccesso di crediti deteriorati, troppi per poter davvero pensare ad una acquisizione.

La Boschi ha sempre negato di aver esercitato alcun tipo di pressione e di aver avanzato richieste simili a Ghizzoni. Qualche giorno fa, invece, sarebbero giunte le conferme da parte dello studio legale di UniCredit.

“Con Ghizzoni abbiamo parlato del sistema bancario, non solo di Banca Etruria o UniCredit. Non ho mai fatto pressioni perché UniCredit comprasse Banca Etruria, né avrebbe potuto accettarle un amministratore delegato di una importante banca quotata”,

ha affermato la Boschi.

#5 - Il ruolo di Bankitalia
Ad una vicenda già ricca di colpi di scena si è aggiunto oggi un altro tassello. Secondo quanto riportato dalle ultime notizie di stampa, Maria Elena Boschi avrebbe incontrato non solo Vegas, ma anche Fabio Panetta, il vicedirettore di Bankitalia.

L’audizione di Ignazio Visco, tenutasi nella giornata di martedì 19 dicembre, ha tentato di far luce sulla questione. Il governatore ha confermato l’incontro tra Boschi e Panetta, ma ha chiarito l’assenza di pressioni da parte dell’allora ministro che, a sua detta, avrebbe espresso un “legittimo interesse” per una questione riguardante l’economia del suo territorio.

Visco ha poi parlato delle richieste di Matteo Renzi relative ai motivi di una eventuale fusione Popolare di Vicenza-Banca Etruria, richieste alle quali egli non avrebbe fornito risposta per motivi di riservatezza.

#6 - La Commissione banche
Nasce a settembre 2017 con l’obiettivo di indagare sulle controverse crisi bancarie degli ultimi anni, compresa quella di Banca Etruria e quella delle due banche venete. Presieduta da Pier Ferdinando Casini, la Commissione è composta da 20 deputati e 20 senatori che presenteranno una relazione sul lavoro svolto per metà gennaio. I lavori si chiuderanno a fine anno.

È proprio in tale sede che sono stati ascoltati i diversi personaggi coinvolti nel caso Etruria-Boschi. Tra le audizioni più seguite sicuramente quella già citata di Giuseppe Vegas, ma anche quella di Roberto Rossi, il procuratore capo di Arezzo che ha definito marginale il ruolo di Pierluigi Boschi. Nonostante la “difesa”, il padre di Maria Elena è stato recentemente iscritto nel registro degli indagati per falso in prospetto e per accesso abusivo al credito.

La settimana appena iniziata sarà ricca di eventi in Commissione. Lunedì è stato il turno di Pier Carlo Padoan - che ha ribadito di non aver mai affrontato la questione Etruria-UniCredit - martedì, invece, quello di Ignazio Visco. Mercoledì sarà invece la volta di Federico Ghizzoni, ex Ad di UniCredit al quale la Boschi si sarebbe rivolta per salvare l’istituto toscano.

Alcune tappe del caso Etruria-Boschi

  • 5 dicembre 2013: Bankitalia chiede a Etruria di trovare un Gruppo
  • 13 dicembre 2013: Etruria rende note le richieste di Visco
  • Marzo 2014: Zonin annuncia un’offerta amichevole su Etruria
  • 5 giugno 2014: viene rifiutata la prima offerta di Vicenza
  • 18 giugno 2014: è rifiutata anche la seconda offerta
  • 1° agosto 2014: si chiude la trattativa Etruria-Vicenza
  • Novembre 2014: partono nuovi esami sull’istituto toscano in crisi
  • 4 novembre 2014:c’è l’incontro Boschi-Ghizzoni (UniCredit)
  • 10 febbraio 2015: c’è il commissariamento di Banca Etruria
  • Settembre 2017: prende vita la Commissione banche

Le prossime audizioni in Commissione saranno sicuramente in grado di fornire ulteriori elementi per la ricostruzione definitiva del caso Etruria-Boschi.

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