Chi è Marco Carrai? Biografia dell’imprenditore uomo ombra di Renzi

Chi è Marco Carrai? Biografia dell’imprenditore grande amico fin da ragazzi di Matteo Renzi, ora indagato dalla Procura di Firenze in merito alla vicenda riguardante la fondazione Open.

Chi è Marco Carrai? Biografia dell'imprenditore uomo ombra di Renzi

Chi è Marco Carrai? Per la prima volta il suo nome è diventato noto al grande pubblico dopo l’audizione di Federico Ghizzoni in commissione banche, con i riflettori che si accesero su quello che da molti viene definito come l’autentico deus ex machina di Matteo Renzi.

A distanza di tempo, adesso si torna a parlare di lui per la vicenda riguardante la fondazione Open, con Carrai che risulterebbe indagato dalla Procura di Firenze che vuole fare luce sull’attività di quella che per anni è stata una sorta di cassaforte della galassia renziana.

Una sorta di uomo ombra del leader di Italia Viva, anche se caratterialmente può essere definito l’esatto contrario dell’ex premier. Ecco allora la biografia di Marco Carrai, per capire un po’ meglio chi è questo imprenditore così legato a Matteo Renzi tanto da fargli da testimone di nozze.

Chi è Marco Carrai? La biografia

Marco Carrai è un toscano doc nato a Greve in Chianti, paese di quasi 14.000 abitanti a pochi chilometri da Firenze, il 16 marzo 1975. Sposato nel 2014 con Francesca Campana Campanini, quando si parla di lui tutti usano gli aggettivi “schivo e riservato”.

Quando entrò a far parte della scena politica fiorentina infatti, in molti ricordano la scarsa propensione alle foto e alle interviste, oltre il suo girare per la città a bordo di una vecchia Fiat Punto.

Figlio di un imprenditore ed ex calciatore delle giovanili della Fiorentina, con una madre molto cattolica come lui, anche la figura del nonno è molto conosciuta in Toscana.

Finita la Seconda Guerra Mondiale, il nonno fu accusato di aver fatto parte della Banda Carità, un gruppo di fascisti che tra il 1943 e il 1945 si rese tristemente famoso di una caccia al partigiano tra violenze ed esecuzioni sommarie.

In una regione “rossa” come la Toscana, questa onta poteva risultare molto compromettente per una famiglia conosciuta da tutti come democristiana e anti-comunista. Col tempo però il padre riesce a risollevare gli affari (aziende di rivendita di ferro e di materiale edile), così da poter garantire un certo agio anche grazie ad azzeccati investimenti immobiliari.

L’adolescenza di Marco Carrai però è segnata da problemi di salute. Ricoverato sedicenne per una banale operazione, le cose però si complicarono tanto che ci vollero anni per il suo completo recupero. Un periodo di grandi sofferenza che ha lasciato il segno anche sul suo volto con una cicatrice sul labbro.

Soprannominato “Marchino” per la sua esile costituzione fisica, alla fine il giovane Carrai riesce a diplomarsi al liceo scientifico facendo tre anni in uno appena ristabilito. Gli studi universitari di Economia però non sono stati portati a termine visto che, come lui stesso racconta, il suo impegno all’epoca in politica gli toglieva molto tempo allo studio.

L’amicizia con Matteo Renzi

Quasi come si trattasse della trama di un film, Marco Carrai e Matteo Renzi si conobbero nel 1995 a Firenze, durante dei settimanali incontri che dei giovani tenevano presso il quartiere residenziale Le Cure.

Da allora i due sono praticamente inseparabili. Nonostante che Carrai nel 1994 si fosse impegnato nella neonata Forza Italia, l’avvio politico per entrambi fu in quel Partito Popolare Italiano di Buttiglione che guardava anche al centrosinistra.

Matteo Renzi e Marco Carrai assieme possono essere definiti complementari: abile oratore e carismatico il primo, più taciturno ma abile nel tessere rapporti con la gente che conta il secondo. Assieme bruciano le tappe nella scena politica fiorentina.

Come in questi giorni ci raccontano i giornali infatti, Carrai è sempre stato al fianco dell’ex premier fin da quando questo divenne segretario fiorentino del PPI e l’altro suo assistente, seguendolo poi quando fu eletto presidente della Provincia di Firenze e inizialmente anche quando vinse le elezioni come sindaco del capoluogo toscano. Nel frattempo viene eletto consigliere comunale nel 2004 tra le fila della Margherita.

Quando Renzi diventa primo cittadino di Firenze nel 2009, Carrai si defila però dalla carriera politica iniziando quella manageriale e imprenditoriale. Negli anni infatti riesce a sommare diverse nomine e incarichi.

Da amministratore delegato della Firenze Parcheggi fino all’essere membro dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, passando poi per il cda del Gabinetto Vieusseux fino al diventare presidente di Aeroporti Firenze.

Ma è grazie alla sua fitta rete di amicizie e contatti che Carrai si guadagna l’appellativo del “Gianni Letta di Matteo Renzi”. Non è un mistero infatti la sua dimestichezza nei rapporti con il mondo ecclesiastico e finanziario.

Negli ultimi anni però si è imposto anche come brillante imprenditore. La sua azienda infatti, la Cambridge Management Consulting Lab che è una società di consulenza strategica, sta facendo registrare degli utili milionari.

La mail per Banca Etruria e la vicenda della fondazione Open

Nonostante le sue notevoli capacità imprenditoriali e relazionali, la figura di Marco Carrai è sempre stata legata a quella di Matteo Renzi. Negli scorsi anni poi ci fu una polemica su un appartamento a Firenze dell’imprenditore che sarebbe stato utilizzato dall’ex premier.

Quando poi nel 2016 si fece il suo nome per la nomina a consulente alla cybersicurezza presso la Presidenza del Consiglio, le opposizioni si misero di traverso sventolando un possibile conflitto d’interesse vista la sua grande amicizia con Renzi. Alla fine non se ne fece nulla.

Da allora di Marco Carrai si è parlato sui media sempre meno, evocandolo solamente quando si cercava di tracciare i confini di quello che viene definito il “giglio magico” che ruoterebbe attorno alla figura del segretario del PD.

Durante l’audizione in commissione banche Federico Ghizzoni, ecco però di nuovo spuntare fuori il nome di Marco Carrai. L’imprenditore infatti il 13 gennaio 2015 mandò una mail all’ex ad di Unicredit chiedendo di sollecitare una risposta sul possibile interessamento per un investimento in Banca Etruria.

Il testo poi è stato letto integralmente dal presidente della commissione Pier Ferdinando Casini.

Ciao Federico, solo per dirti che su Etruria mi è stato chiesto di sollecitarti, se possibile, nel rispetto dei ruoli, per una risposta. Un abbraccio Marco.

La risposta di Ghizzoni fu che ci stavano lavorando ma poi, alcuni giorni dopo, arrivò la risposta che Unicredit non era interessata a un investimento in Banca Etruria. La mail però per alcuni poteva avere anche significati politici vista la vicinanza di Carrai a Renzi e anche alla Boschi.

La risposta dell’imprenditore però non si è fatta attendere, dichiarando che la mail era stata inviata per un motivo tecnico in quanto un suo cliente stava verificando il dossier di Banca Federico Del Vecchio, un istituto di proprietà di Banca Etruria. Nessun motivo politico quindi ma solo professionale.

Più recente invece è la questione legata alla fondazione Open, attiva dal 2012 al 2018 e che aveva come mission quella di “fornire un contributo finanziario, organizzativo e di idee” come recitava il suo statuto.

Marco Carrai che faceva parte del CdA della fondazione sarebbe ora indagato dalla Procura di Firenze e perquisito dai finanzieri, con gli inquirenti che hanno messo nel mirino la natura dei finanziamenti privati pervenuti negli scorsi anni a Open.

Ho fiducia che la magistratura chiarirà presto la mia posizione, so di non aver commesso reati e di aver sempre svolto i miei compiti rispettando la legge” ha subito commentato Carrai, mentre per Renzi questo sarebbe un “massacro mediatico” evidenziando come i pm dell’inchiesta sarebbero gli stessi che hanno arrestato i suoi genitori.

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