In presenza di una dichiarazione tardiva non slittano anche i termini per la notifica di cartelle esattoriali, a stabilirlo la Corte di Cassazione.
L’ordinanza 10440 del 21 aprile 2026 mette un punto fermo sulla notifica delle cartelle esattoriali. In caso di controlli automatizzati della dichiarazione dei redditi il termine di decadenza entro il quale notificare la cartella esattoriale non cambia e non può essere differito in avanti per il comportamento del contribuente.
Il termine di decadenza, quindi, anche in presenza di una dichiarazione tardiva, segue il regime ordinario.
Termine notifica cartella esattoriale
Se il contribuente presenta tardivamente la dichiarazione, l’amministrazione finanziaria non ha a disposizione più tempo per notificare la cartella di pagamento emessa a seguito di controlli automatizzati. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell’Agenzia delle Entrate con il quale si sosteneva che la presentazione in ritardo della dichiarazione avrebbe differito anche il termine di notifica della cartella esattoriale.
La Corte di Cassazione ribadisce che deve essere garantita la certezza del diritto e la tutela dei diritti dei contribuenti e proprio per questo il termine ultimo entro il quale deve essere notificata la cartella di pagamento deve rimanere fisso. Il termine in questione non può variare a causa dei comportamenti del contribuente (come ad esempio il fatto di aver inviato una dichiarazione tardiva).
Il termine triennale per la notifica della cartella di pagamento, infatti, è stabilito dall’articolo 25, comma uno, del D.P.R. n. 602/1973 e deve rimanere fisso indipendentemente dalla data di presentazione della dichiarazione stessa. La regola è valida sia per le imposte dirette che per quelle armonizzate (come l’Iva).
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Il caso di specie
La vicenda da cui trae origine la sentenza riguarda una cartella emessa per Ires e Iva relative all’anno di imposta 2013 notificata il 22 gennaio del 2018. La società aveva trasmesso la dichiarazione 2014 soltanto a gennaio 2015, ben oltre la scadenza ordinaria che era fissata al 30 aprile 2014.
L’Agenzia delle Entrate ricorrendo in Cassazione sosteneva che il termine triennale per la notifica della cartella di pagamento doveva decorrere dall’anno di presentazione della dichiarazione (in questo caso 2015) e proprio per questo motivo la notifica del 2018 doveva essere considerata tempestiva.
Il principio della certezza del diritto è il fulcro della sentenza: la decadenza è un termine perentorio che serve a limitare nel tempo il potere d’azione dell’Amministrazione Finanziaria. Se la Cassazione avesse dato ragione all’Agenzia, il termine sarebbe diventato mobile, danneggiando il contribuente.
Dichiarazione tardiva, termini inalterati
La presentazione della dichiarazione tardiva, oltre il 31 dicembre dell’anno in cui doveva essere presentato o successiva ai 90 giorni dalla scadenza ordinaria, non sposta in avanti i termini per la notifica della cartella esattoriale da parte dell’amministrazione tributaria. Il termine decadenziale non può essere differito (a tre anni dalla presentazione della dichiarazione tardiva, per esempio) ma deve restare ancorato sempre e comunque alla scadenza prevista originariamente per la trasmissione della dichiarazione. In caso contrario, infatti, non si potrebbe garantire la certezza del diritto.
L’ordinanza della Corte di Cassazione, quindi, stabilisce dei punti fermi:
- il termine per la notifica della cartella di pagamento decorre sempre in base al regime ordinario;
- non rileva sui termini stessi il comportamento del contribuente;
- ogni pretesa successiva al termine di decadenza è irrilevante.
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