“Vi prego, aiutateci”, carte regalo realizzate in Cina con lavori forzati: Tesco sospende un fornitore

In una carta regalo Tesco è stata trovata una richiesta d’aiuto. Apparterrebbe a un prigioniero straniero in Cina, costretto ai lavori forzati

“Vi prego, aiutateci”, carte regalo realizzate in Cina con lavori forzati: Tesco sospende un fornitore

Tesco, catena britannica dei supermercati, ha sospeso i rapporti con un fornitore cinese di carte regalo di beneficenza. Il motivo? Una bambina di 6 anni avrebbe trovato, all’interno di una di esse, una richiesta di aiuto da parte di prigionieri stranieri, vittime di lavori forzati.

Aborriamo l’uso dei lavori forzati e non lo ammetteremo mai nella nostra catena”, ha detto domenica un portavoce di Tesco.

Carte regalo Tesco realizzate nelle prigioni cinesi

Ogni anno, la compagnia devolve 300.000 sterline dalla vendita delle “charity gift cards” che permettono a chi le riceve di donare piccole somme alla British Heart Foundation, alla ricerca sul cancro del Regno Unito e sul diabete.

La scoperta del messaggio d’aiuto avrebbe però svelato un’orrenda verità sulla produzione delle carte regalo, che sarebbero imballate in una prigione cinese da detenuti.

Siamo sconvolti da queste accuse e abbiamo immediatamente sospeso la fabbrica dove sono prodotte queste carte e abbiamo avviato un’indagine”, ha aggiunto Tesco.

Leggi anche: Guerra commerciale, Cina e diritti umani

I rifornitori cinesi usano i lavori forzati

Il Sunday Times ha rivelato che nel messaggio dentro la carta regalo c’era scritto: “Siamo prigionieri stranieri del carcere di Shanghai Qingpu in Cina. Obbligati a lavorare contro la nostra volontà. Vi preghiamo, aiutateci e avvertite l’organizzazione per i diritti umani”.

Nel messaggio si chiedeva di contattare “Mr Peter Humphrey”, ex giornalista specializzato in frodi aziendali. Humphrey e sua moglie sono stati detenuti nella medesima prigione per due anni, nel 2014, per aver ottenuto illegalmente informazioni su cittadini cinesi.

La carta regalo, che mostra un gattino con un cappello natalizio, è stata trovata da una bambina di 6 anni, Florence Widdicombe, a Londra. Il padre ha contattato immediatamente Humphrey attraverso LinkedIn.

La prigione è a 100 km dalla fabbrica Zheijiang Yunguang Printing, dove le carte dovrebbero essere prodotte. Humphrey, parlando al Sunday Times, ha detto che i prigionieri stranieri sono costretti a effettuare “lavori manuali di assemblaggio e di packaging”, compreso quello delle carte natalizie. L’ex giornalista ha detto di aver visto nel carcere di Shanghai Qingpu etichette di marchi occidentali di vestiario, anche famosi.

Non è la prima volta che tali richieste di aiuto vengono trovati all’interno di prodotti provenienti dalla Cina. Nel 2017 ne era stato trovato uno in una carta di auguri da Sainsbury, mentre tre anni prima all’interno di un paio di pantaloni Primark.

Iscriviti alla newsletter Economia e Finanza per ricevere le news su Cina

Argomenti:

Cina Regno Unito Tesco

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.