Carta di credito clonata, cosa fare e come ottenere il rimborso dalla banca?

Ilena D’Errico

11/06/2026

Ecco tutto quello che c’è da sapere sulla clonazione delle carte di credito o di debito. Come scoprirle subito e soprattutto cosa fare per ottenere il rimborso.

Carta di credito clonata, cosa fare e come ottenere il rimborso dalla banca?

Subire la clonazione della propria carta di credito o di debito è per molti ancora peggio del furto. L’effetto è pressoché identico, ma spesso ci vuole più tempo per rendersi conto che la carta è stata clonata, senza contare che non tutti sanno come agire in questi casi. È però bene sapere non soltanto che la clonazione delle carte di pagamento può essere prevenuta ma anche che quando ciò non riesce è possibile ottenere un rimborso dalla banca. A tal proposito, però, tempestività e idee chiare sono determinanti. Che tu voglia proteggere il denaro al meglio o capire come agire se sospetti di aver subito una frode ti trovi nel posto giusto. Di seguito tutti i passaggi da seguire per difenderti dalla clonazione.

Come scoprire se la carta è stata clonata (e prevenirlo)

Attivare le notifiche di allerta sui movimenti che interessano la carta di credito o di debito, come gli SMS da parte dell’istituto di credito o gli avvisi dall’app di home banking, è il modo migliore per scoprire subito operazioni anomale. Tale procedura può essere svolta comodamente tramite l’app ufficiale della propria banca o rivolgendosi agli operatori, fornendo un contatto autorizzato (in genere il numero di telefono cellulare o il dispositivo autorizzato all’home banking). In questo modo per ogni prelievo e pagamento arriverà un avviso sul cellulare.

Sarà più facile e veloce controllare se si tratta di un’operazione autorizzata e legittima, aprendo la notifica per leggere importo, data, orario, esercizio commerciale e tutti i dettagli utili. Di pari passo, anche il frequente monitoraggio dei movimenti e del saldo della carta è utile a scoprire subito delle transazioni improprie. Questa misura potrebbe sembrare scontata, ma è bene ricordare che spesso le insidie si nascondono negli addebiti di importo contenuto, quelli che passano facilmente inosservati anche a chi non ha una grande liquidità.

Un’altra spia di possibile clonazione della carta di credito è la richiesta di autorizzazioni, per l’accesso all’home banking o per il pagamento, non provenienti dal titolare. Attivare protezioni aggiuntive come il secure code, rivolgendosi all’istituto di credito, è di fatto il modo migliore per prevenire le clonazioni, oltre che a stanarle tempestivamente. Altri metodi di prevenzione includono:

  • controllare che non ci siano elementi insoliti all’Atm per il prelievo e altre operazioni, evitando altrimenti l’uso dello sportello e segnalandolo all’istituto di credito;
  • proteggere con cura pin, password e altri dati personali sia fisicamente (niente foglietto con il Pin nel portafoglio o occhi indiscreti durante l’inserimento) sia digitalmente;
  • affidarsi soltanto a e-commerce sicuri con siti web conformi agli standard di sicurezza (in genere, il lucchetto nella barra indirizzi del motore di ricerca è un elemento sufficiente).

Chi vuole una protezione ancora più accurata potrebbe inoltre preferire un portafoglio schermato o evitare le carte di debito e credito con tecnologia NFC. C’è anche chi preferisce avere una carta prepagata apposita per i pagamenti online, da ricaricare ogni volta con l’importo necessario, per limitare il danno in caso di clonazione. Non è però una soluzione pratica per tutti, senza contare che non protegge comunque dalla clonazione fisica che avviene con la carta, anche sotto gli occhi più attenti.

Cosa fare e come ottenere il rimborso

Se sei arrivato a questo punto le precauzioni non sono bastate a impedire la clonazione della carta, quindi dovresti immediatamente bloccarla. La banca potrà fornire tutte le indicazioni utili in merito, ma di norma ogni istituto o circuito di credito prevede un numero verde apposito sempre attivo, anche dall’estero. Fatto questo si è certi che il denaro sarà al sicuro, inutilizzabile da parte dei criminali. Ora si passa quindi alla querela, da presentare alle forze dell’ordine (rivolgendosi a propria scelta ai Carabinieri, alla Polizia oppure direttamente presso la Procura della Repubblica).

Chi preferisce può farsi assistere da un avvocato, ma non è indispensabile. Basta accertarsi di indicare accuratamente tutti gli elementi utili, esponendo nei dettagli le operazioni sospette e chiedendo di procedere contro l’autore per frode informatica e/o indebito utilizzo della carta di credito o di debito che sia, allegando la relativa documentazione (estratti conto, eventuali screenshot, copia del proprio documento di identità). Tutti i documenti, insieme alla copia della querela, potranno quindi essere inviati alla banca con la richiesta di rimborso tramite pec o raccomandata a/r, avendo cura di inserire tutti gli addebiti subiti.

Il rimborso è dovuto secondo la legge, a meno che l’istituto possa dimostrare che le transazioni sono avvenute legittimamente o che comunque sono dovute alla negligenza o colpa grave del correntista. Se hai deliberatamente fornito le tue credenziali a un amico che se ne è approfittato, per esempio, potresti non recuperare l’indebito dalla banca. Chi ritiene di aver subito un diniego ingiusto può comunque presentare un reclamo. L’esercizio della tutela legale contro il colpevole del reato, inoltre, resta, sebbene sia una strada lunga e spesso complessa.