Calcolo retributivo pensione: coefficienti di rivalutazione stipendi aggiornati al 2019

Guida al calcolo della pensione con il sistema retributivo: l’Inps ha aggiornato i coefficienti di rivalutazione degli stipendi. Nessuna novità ancora per i limiti di reddito entro i quali applicare l’aliquota di rendimento piena (2%).

 Calcolo retributivo pensione: coefficienti di rivalutazione stipendi aggiornati al 2019

L’Inps - con il messaggio hermes n° 1290 del 28 marzo 2019 - ha aggiornato i coefficienti di rivalutazione degli stipendi. Si tratta di quei valori utili per calcolare la media delle retribuzioni pensionabili percepite dall’interessato, informazione necessaria per la quota degli assegni soggetti al calcolo retributivo della pensione.

Si tratta di un’informazione utile per tutti coloro che sono andati o andranno in pensione nel 2019, i quali così potranno farsi un’idea più precisa di quanto prenderanno di assegno previdenziale.

Ricordiamo, infatti, che per il calcolo retributivo della pensione non si prende l’importo della retribuzione accreditata effettivamente al lavoratore poiché gli stipendi vengono rivalutati tenendo conto dell’inflazione, ad eccezione di quello dell’anno di decorrenza e di quello immediatamente precedente. Quindi per chi va in pensione nel 2019 sono rivalutate - in base ai tassi indicati nella tabella che trovate nel prosieguo dell’articolo - le retribuzioni percepite entro il 31 dicembre 2017.

I coefficienti di rivalutazione degli assegni, così come le aliquote di rendimento, sono informazioni utili per trasformare in pensione la parte di contributi soggetta al calcolo retributivo. Ricordiamo, infatti che per il calcolo della pensione si applica un metodo differente a seconda dell’anzianità contributiva maturata dal lavoratore.

Ad esempio si utilizza il sistema retributivo per la quota di contributi accreditata entro il 31 dicembre 1995, oppure fino al 31 dicembre 2011 per chi ha almeno 18 anni di contributi versati prima della data che ha segnato il passaggio al calcolo contributivo.

Per chi vanta un’anzianità contributiva precedente a questa data ma inferiore ai 18 anni si applica il sistema misto, quindi per una parte con il metodo retributivo e per l’altra (ovvero per i contributi versati dal 1° gennaio 1996) con quello contributivo.

Quest’ultimo è un sistema che si basa esclusivamente sui contributi versati dal lavoratore nel corso della sua carriera professionale; per il calcolo della pensione infatti vengono sommati tutti i contributi versati e moltiplicati per un coefficiente di trasformazione (da non confondere con quello di rivalutazione) che viene fissato dalla legge. Il sistema contributivo per il calcolo della pensione si applica interamente per coloro che erano privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995.

Queste premesse erano necessarie per capire cosa sono coefficienti di rivalutazione e le aliquote di rendimento delle quali vi parleremo nel prosieguo di questo articolo, dove trovate anche le tabelle aggiornate. Questi, infatti, sono dei parametri che vengono utilizzati per il calcolo delle quote A e B delle pensione con il sistema retributivo; vediamo di cosa si tratta.

Come funziona il calcolo retributivo

Il sistema retributivo - che si applica nei confronti di quei lavoratori che al 31 dicembre 1995 vantano un’anzianità contributiva superiore ai 18 anni - tiene conto delle retribuzioni percepite dal lavoratore durante la carriera.

Come anticipato per il calcolo si fa riferimento a due diverse quote:

  • quota A: per l’anzianità contributiva precedente al 31 dicembre 1992;
  • quota B: per l’anzianità contributiva successiva al 1° gennaio 1993.

Per la quota A si calcola la retribuzione giornaliera pensionabile facendo una media delle migliori 540 retribuzioni giornaliere. Per la quota B, invece, la retribuzione giornaliera si calcola prendendo in considerazione un determinato numero di retribuzioni variabile a seconda della tipologia di raggruppamento alla quale appartiene il lavoratore:

  • raggruppamento A (coloro che prestano a tempo determinato attività artistica o tecnica): 1.900 retribuzioni;
  • raggruppamento B (coloro che prestano un’attività differente da quelle indicate dal gruppo A a tempo determinato): 2.600 retribuzioni;
  • raggruppamento C (coloro che prestano un’attività differente da quelle indicate nel gruppo A ma a tempo indeterminato) : 3.120 retribuzioni.

Infine per il calcolo della pensione si sommano queste due quote. Bisogna specificare però che la media delle migliori retribuzioni non si considera al 100% per i lavoratori; per il calcolo della pensione con sistema contributivo, infatti, si applicano le cosiddette aliquote di rendimento, dei parametri utilizzati per capire quale percentuale di retribuzione riconoscere al lavoratore collocato in quiescenza.

Aliquote di rendimento: coefficienti aggiornati al 2018

La regola generale vuole che delle migliori retribuzioni - sia della quota A che della B - ne venga riconosciuto un 2% per ogni anno di lavoro svolto dal soggetto che va in pensione.

Il limite massimo è di 40 anni di contributi; ciò significa che in tal caso al lavoratore viene riconosciuto l’80% della media delle migliori retribuzioni percepite durante la propria carriera.

Per l’aliquota di rendimento al 2%, però, è necessario non superare una fascia di retribuzione annua di importo pari a 46.630€. Al di sopra di questo limite l’aliquota di rendimento annuo diminuisce, così da evitare che coloro che durante la carriera hanno percepito degli stipendi elevati siano maggiormente agevolati rispetto agli altri.

Ad esempio per chi ha una fascia di reddito superiore ai 77.000 euro annui si applica un’aliquota di rendimento dell’1%, dimezzata rispetto a quella ordinaria.

Le fasce di retribuzione per le relative aliquote di rendimento vengono fissate annualmente dall’INPS e di seguito trovate quelle relative al 2018 (non ancora aggiornate al 2019), utili per capire come calcolare l’importo dell’assegno pensionistico che rientra nel sistema retributivo.

Importo annuo Aliquota percentuale di rendimento
QUOTA A Massimo 46.630€ 2% (80% per 40 anni)
Da 46.630,01€ a 62.017,90€ 1,50% (-25%), 60% per 40 anni
Da 62.017,91€ a 77.405,80€ 1,25% (-37,5%), 50% per 40 anni
Superiore a 77.405€ 1% (-50%), 40% per 40 anni di contributi
QUOTA B Massimo 46.630€ 2% (80% per 40 anni)
Da 46.630,01€ a 62.017,90€ 1,60% (-20%), 64% per 40 anni
Da 62.017,91€ a 77.405,80€ 1,35% (-32,5%), 54% per 40 anni
Da 77.405,01€ a 88.597€ 1,10% (-45%), 44% per 40 anni di contributi
Superiore a 88.597€ 0,90% (-55%), 36% per 40 anni di contributi

Coefficienti di rivalutazione degli stipendi aggiornati al 2019

Questa, invece, la tabella con i coefficienti di rivalutazione degli assegni aggiornata al 2019 sulla base delle informazioni fornite dall’Inps nel messaggio Hermes 1290/2019.

AnnoQuota A Quota B
2019 1 1
2018 1 1
2017 1,011 1,021
2016 1,0221 1,0425
2015 1,0221 1,0527
2014 1,0221 1,0629
2013 1,0241 1,0751
2012 1,0354 1,0977
2011 1,0671 1,1415
2010 1,0957 1,1832
2009 1,1131 1,2127
2008 1,1213 1,233
2007 1,1571 1,2844
2006 1,1775 1,3183
2005 1,201 1,3566
2004 1,2214 1,3919
2003 1,2449 1,432
2002 1,2756 1,48
2001 1,3073 1,5291
2000 1,342 1,5834
1999 1,3768 1,6378
1998 1,3982 1,6776
1997 1,4228 1,722
1996 1,4441 1,7663
1995 1,51 1,8502
1994 1,6071 1,9652
1993 1,6756 2,059
1992 1,747 2,1626
1991 1,8292 2,2977
1990 1,9704 2,4642
1989 2,2488 2,6349
1988 2,3687 2,8309
1987 2,4978 2,994
1986 2,645 3,1562
1985 2,868 3,3741
1984 3,1854 4,1128
1982 3,6306 4,7673
1981 4,2099 5,5837
1980 4,9833 6,6762
1979 5,889 8,1465
1978 6,7869 9,4964
1977 7,6425 10,7547
1976 8,997 12,7914
1975 10,4982 15,0096
1974 12,2528 17,7095
1973 14,3636 21,2999
1972 16,0893 23,6708
1971 17,1427 25,1721
1970 18,0193 26,6105
1969 18,9243 28,1525
1968 19,5576 29,1371
1967 19,8773 29,7052
1966 20,307 30,5
1965 20,8408 31,3115
1964 21,8261 32,8891

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