La nuova campagna di BYD in Italia colpisce Stellantis nel suo noto punto debole. Il colosso cinese promette fino a 10.000 euro di bonus per chi rottama auto dotate di motore PureTech e acquista BYD.
BYD ci va giù pesante. Il colosso cinese dell’automotive ha aperto il 2026 con il “botto”, lanciando in Italia una campagna pubblicitaria dal tono aggressivo che prende di mira - neppure troppo velatamente - la rivale Stellantis.
L’iniziativa, battezzata “Operazione PUREIFICATION”, ironizza sul gruppo di John Elkann senza mai citarlo esplicitamente, affondando il colpo su uno dei punti più critici della sua produzione recente: il motore PureTech e i ben noti problemi legati alla cinghia di distribuzione in bagno d’olio.
Ma BYD non si è limitata solo agli sfottò. La società di Shenzen ha promesso un bonus fino a 10.000 euro per chi decide di rottamare un’auto dotata di tecnologia PureTech per passare a un modello BYD elettrico o ibrido plug-in.
Lo scontro aperto tra BYD e Stellantis
Lo slogan scelto da BYD gioca su un registro apparentemente leggero, ma il messaggio è tutt’altro che casuale. La campagna mette in contrapposizione i problemi meccanici che hanno segnato la reputazione del PureTech con i numeri sbandierati dal gruppo cinese: 122.000 ingegneri impegnati in ricerca e sviluppo, 60.000 brevetti registrati e una garanzia che arriva fino a 250.000 chilometri.
In un settore in cui la fiducia è un elemento chiave, BYD ha deciso di sfruttare la sua solidità tecnologica come arma di comunicazione, colpendo alla “pancia” di potenziali acquirenti che, in passato, hanno vissuto direttamente o indirettamente delle difficoltà legate al motore di Stellantis.
L’operazione intercetta infatti un problema molto concreto. I modelli equipaggiati con il motore PureTech delle prime generazioni hanno subito una forte svalutazione che, di conseguenza, ha reso complicata la rivendita e alimentato la diffidenza degli acquirenti. BYD fa il suo ingresso in questo spazio scoperto, offrendo una via d’uscita a migliaia di automobilisti che oggi si trovano con un’auto penalizzata sul mercato.
leggi anche
Stellantis ai minimi storici in Italia, prodotti meno di 400.000 veicoli. Non succedeva dal 1955
Il danno di immagine per Stellantis
Il paradosso è che Stellantis, sul piano tecnico, ha già affrontato il problema. Dal 2023 il motore 1.2 di nuova generazione utilizza una catena di distribuzione e il nome PureTech è progressivamente scomparso dalla comunicazione ufficiale. Modelli recenti come Alfa Romeo Junior, Lancia Ypsilon e Fiat Grande Panda adottano soluzioni riviste e più affidabili.
Ma nel mercato dell’auto la percezione è rimasta la stessa. BYD lo sa e costruisce la sua offensiva proprio su quell’eredità reputazionale che continua a pesare sul colosso guidato da Antonio Filosa, a dimostrazione che oggi la battaglia tra costruttori si gioca anche sulla memoria collettiva degli automobilisti.
La gamma BYD per il mercato italiano
A rafforzare la credibilità dell’iniziativa BYD c’è una gamma ormai ben strutturata anche in Italia. La Seal U DM-i è stata tra le ibride più apprezzate del 2025 e rappresenta il modello su cui si concentra il massimo vantaggio economico della promozione.
Accanto a lei si posizionano la ATTO 2 DM-i, pensata per un utilizzo quotidiano e caratterizzata da un’autonomia complessiva prossima ai mille chilometri, e la Seal 6 DM-i, disponibile anche in versione station wagon e capace di superare abbondantemente i 1.500 chilometri di autonomia.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Argomenti