Busta paga marzo 2023, in arrivo bonus e aumenti: per chi e di che importi si tratta

Simone Micocci

28/03/2023

Guida alla busta paga di marzo: quali bonus faranno aumentare lo stipendio? Dagli una tantum riconosciuti dagli ultimi rinnovi di contratto ai premi erogati dal datore di lavoro, ecco cosa aspettarsi.

Busta paga marzo 2023, in arrivo bonus e aumenti: per chi e di che importi si tratta

Ultimi giorni di lavoro a marzo e per i datori di lavoro è tempo d’iniziare a elaborare le buste paga che nella maggior parte dei casi verranno messe in pagamento già la prossima settimana.

Allorché è lecito chiedersi se nella busta paga di marzo verrà applicato qualche bonus particolare che andrà ad aumentare lo stipendio. Va detto che questo mese non ci sono state giornate particolari per le quali è previsto un trattamento retributivo particolare - a differenza del mese prossimo, quando tra le feste di Pasqua e il 25 aprile ci sono diverse occasioni per aspettarsi una paga maggiorata - tuttavia in alcuni settori lavorativi è comunque in arrivo un aumento per merito dei recenti rinnovi di contratto.

In diversi settori, infatti, sindacati e associazioni datoriali hanno raggiunto un accordo per l’aumento di stipendio che in alcuni casi partirà proprio da marzo. E molti altri contratti sono ancora in attesa di rinnovo, ragion per cui nei prossimi mesi anche i lavoratori non compresi nel seguente elenco potranno sperare in un incremento.

Bonus busta paga marzo, per quali lavoratori è in arrivo?

Fermo restando che ormai tutti i datori di lavoro dovrebbero aver correttamente applicato lo sgravio contributivo del 2% o 3% in busta paga, a marzo gli unici aumenti che è lecito aspettarsi sono quelli conseguenti al rinnovo di contratto firmato nel settore di appartenenza.

Partiamo dal settore commercio, per il quale gli aumenti sono previsti non dal rinnovo di contratto - che deve essere ancora sottoscritto - bensì dal protocollo straordinario di settore che nell’attesa ha comunque riconosciuto un incremento di stipendio per l’anno 2023. Fermo restando che da aprile lo stipendio aumenterà di 30 euro lordi mensili al IV livello, importo che si riduce per i livelli più bassi, per il primo trimestre è stata riconosciuta un’indennità una tantum del valore massimo di 350 euro lordi (per il IV livello), erogata in due differenti tranche: la prima, di 200 euro, è stata già pagata a gennaio, mentre la seconda, di 150 euro, verrà erogata con la busta paga di marzo.

Quindi, per i soli dipendenti che avevano già un contratto in essere alla firma del suddetto protocollo, ossia il 13 dicembre scorso, verrà applicato nella busta paga un bonus di massimo 150 euro lordi, il cui importo viene parametrato in base al livello d’inquadramento.

Un bonus è in arrivo anche per i dipendenti dei centri estetici e parrucchieri: per coloro che risultavano impiegati alla data del 10 ottobre 2022, quando appunto è stato firmato il rinnovo del Ccnl Acconciatura estetica, è in arrivo la terza rata dell’una tantum riconosciuto a copertura delle 75 mensilità di carenza contrattuale (dal 1° luglio 2016 al 30 settembre 2022). Complessivamente pari a 246 euro lordi, i primi 100 euro sono stati pagati a novembre, i successivi 100 a dicembre mentre a marzo 2023 ci sarà l’accredito dei restanti 46 euro lordi. Ricordiamo però che agli apprendisti impiegati alla suddetta data l’una tantum verrà ridotto del 70%.

Nel caso dei dipendenti del Ccnl calzature/industria, purché impiegati in aziende prive della contrattazione aziendale o territoriale, è previsto dall’accordo di rinnovo del contratto del 21 giugno 2021 un elemento di garanzia retributiva (E.G.R.) che viene pagato nel marzo di ogni anno. Ad averne diritto sono però i soli dipendenti che non percepiscono altri trattamenti economici individuali o collettivi oltre a quanto già stabilito dal contratto collettivo nazionale. L’importo è uguale per tutti i lavoratori e ammonta a 300 euro lordi.

Un elemento simile - ma chiamato compenso retributivo aziendale (C.R.A.) - è invece riconosciuto per chi lavora nelle aziende private di nettezza urbana nelle quali non vi è contrattazione aziendale per quanto riguarda il premio di risultato. Per loro, sempre in assenza di altri trattamenti economici collettivi o individuali, nel mese di marzo di ogni anno è riconosciuto un importo aggiuntivo di 150 euro lordi.

E infine, per gli impiegati in aziende che utilizzano il Ccnl Anav (Associazione nazionale autotrasporto viaggiatori) da marzo 2023 verrà riconosciuto - come previsto dal rinnovo firmato lo scorso 6 ottobre - un ticket restaurant del valore di 6,50 euro al giorno. A partire da novembre 2023 il valore del “buono pasto” aumenterà invece a 7 euro.

Quali bonus può erogare il datore di lavoro?

Indipendentemente da quanto previsto dai vari contratti collettivi, il datore di lavoro può comunque procedere con l’erogazione di bonus in busta paga. In particolare quest’anno lo strumento più conveniente è quello del premio di produttività, per il quale la legge di Bilancio 2023 ha provveduto a ridurne l’imposta sostitutiva Irpef e delle addizionali regionali e comunali dal 10% al 5%.

Per quanto riguarda i cosiddetti fringe benefit, invece, si ricorda che la soglia di esenzione quest’anno è tornata a essere quella solitamente prevista dall’art. 51, comma 3, del Tuir, pari quindi a 258,23 euro l’anno (mentre lo scorso anno era stata portata a 3.000 euro). Separato dai fringe benefit è invece il cosiddetto bonus benzina di 200 euro, riproposto anche per il 2023, soglia annua entro cui il valore del buono emesso dal datore di lavoro non concorre alla formazione del reddito.

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