Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha finalmente annunciato i tassi minimi garantiti del nuovo BTP Valore, in collocamento dal 3 al 6 marzo.
Rendimenti che, senza particolari sorprese, si allineano ai livelli di mercato di un qualsiasi altro BTP ordinario con la stessa scadenza, attestandosi attorno al 3% annuo. Una dinamica del tutto prevedibile. A parità di rischio emittente e di durata dell’investimento, non può esistere uno strumento che offra rendimenti significativamente più alti o più bassi rispetto agli altri, perché il mercato tende rapidamente a riequilibrare eventuali differenze. In caso contrario, il titolo con il tasso inferiore finirebbe per non trovare acquirenti.
Ad ogni modo, va ricordato che i tassi comunicati dal Tesoro — bonus fedeltà compreso — sono espressi al lordo della tassazione. Si tratta quindi di rendimenti che non corrispondono a quanto effettivamente incassato dall’investitore. Per comprendere quale sia il guadagno reale, è necessario calcolare l’impatto delle imposte e trasformare il rendimento lordo in rendimento netto.
Nelle prossime righe calcoleremo i tassi netti e proporremo una simulazione su un investimento di 10.000 euro, così da avere un quadro chiaro e concreto di quanto si può realmente guadagnare.
BTP Valore, cos’è e quali sono i rendimenti?
Il nuovo BTP Valore, in collocamento dal 2 al 6 marzo (salvo chiusura anticipata), è un titolo di Stato con durata di sei anni che prevede cedole trimestrali crescenti secondo un meccanismo “step-up”: in pratica, i tassi aumentano ogni due anni. È inoltre previsto un premio fedeltà dello 0,8% per chi lo acquista in fase di emissione e lo mantiene per l’intera durata, dal collocamento fino alla scadenza (a tal proposito, attenzione al doppio ISIN: speciale e regolare).
La scorsa settimana il MEF ha comunicato i seguenti tassi minimi garantiti:
- 2,50% per il 1° e 2° anno
- 2,80% per il 3° e 4° anno
- 3,50% per il 5° e 6° anno
- Premio fedeltà finale dello 0,8%
Attenzione però: si tratta di rendimenti lordi. Per capire quanto resta effettivamente in tasca è necessario considerare l’impatto della tassazione. In Italia, sui rendimenti dei titoli di Stato si applica un’aliquota agevolata del 12,5%, sia sulle cedole sia sul premio fedeltà.
Al netto delle imposte, i rendimenti diventano quindi:
- 2,19% per il 1° e 2° anno
- 2,45% per il 3° e 4° anno
- 3,00% per il 5° e 6° anno
- 0,70% circa di premio fedeltà netto
Questi sono i numeri che incidono realmente sul rendimento effettivo percepito dall’investitore.
Infine, va ricordato che oltre alla tassazione sugli interessi occorre considerare anche l’imposta di bollo pari allo 0,20% annuo calcolata sul controvalore complessivo dell’investimento.
Sulla base dei rendimenti ricalcolati al netto della tassazione, proviamo ora a simulare un investimento di 10.000 euro, così da quantificare in modo concreto quanto si può effettivamente incassare nel corso dei sei anni. Di seguito i risultati della simulazione.
BTP Valore, quanto si guadagna con un investimento da 10.000 euro?
Alla luce dei nuovi tassi, ricalcolati al netto della tassazione del 12,5%, possiamo simulare un investimento di 10.000 euro per capire concretamente quanto si incassa nell’arco dei sei anni e quale sia il guadagno effettivo finale.
Questo sarebbe il flusso cedolare annuo del nostro investimento, a cui si aggiunge il premio fedeltà, già considerato al netto dell’imposta:
- 219 euro per il 1° e 2° anno
- 245 euro per il 3° e 4° anno
- 300 euro per il 5° e 6° anno
- 70 euro di premio fedeltà finale
Va ricordato che le cedole sono pagate trimestralmente. Ciò significa che, ad esempio, nel primo e nel secondo anno l’incasso sarà di 54,75 euro a trimestre (219 euro divisi per quattro) e così via per gli altri anni.
Al termine dei sei anni, il totale delle cedole incassate, incluso il premio fedeltà, ammonta a 1.598 euro netti.
Attenzione però: a questo importo va sottratta l’imposta di bollo, pari allo 0,20% annuo sul controvalore dell’investimento. Nel nostro caso si tratta di 20 euro l’anno (0,20% di 10.000 euro), che nell’arco di sei anni diventano 120 euro complessivi.
Il risultato finale è quindi il seguente: su 10.000 euro investiti, dopo sei anni, il guadagno netto totale scende a 1.478 euro.
È tanto o è poco? Né l’uno né l’altro: è, più o meno, esattamente quanto ci si poteva attendere. I rendimenti sono in linea con quelli di mercato, come è naturale che sia per un titolo con lo stesso rischio e la stessa durata.