900 € oggi sul BTP con cedola annua al 2,95% diventano 1.000 € a scadenza

Stefano Vozza

5 Agosto 2026 - 14:05

Il mercato regala ancora occasioni di ingresso a sconto sul mercato su bond sovrani con buone cedole nominali annue e scadenze non eterne

900 € oggi sul BTP con cedola annua al 2,95% diventano 1.000 € a scadenza

Entrare a sconto su un prodotto che a scadenza verrà rimborsato a premio è sicuramente come intraprendere un’attività con il piglio giusto. Questo non vuol dire che gli esercizi finanziari saranno chiusi in utile di default, ma che le sfide potrebbero risultare meno proibitive delle attese.

Per un investitore, la mission numero uno è di (almeno) proteggere il potere d’acquisto del suo capitale. Secondo, di farlo crescere in termini reali e non solo nominali. Nel complesso, un obiettivo fattibile ma tutt’altro che scontato. Vediamo al riguardo se 900 € investiti oggi sul BTP con cedola annua al 2,95% che diventano 1.000 € a scadenza può o meno fare al caso.

Il titolo di Stato in scadenza nel 2038

Il riferimento è al BTP ventennale in origine MEF emesso il 1° settembre del 2017 ed identificativo ISIN IT0005321325. È prossimo allo stacco cedola il 1° del mese prossimo, quando residueranno 12 anni esatti prima del suo rimborso (01/09/’38).
Analizziamo i rischi e le opportunità del prodotto, partendo dai primi.

Ha una volatilità annua del 7,841 e una duration modificata del 9,6 per cui il titolo espone ai tipici rischi di mercato. Chi cerca la tranquillità assoluta farebbe bene a bypassarlo, almeno per i prossimi 4-5 quando durata e duration saranno sostenute. L’alternativa potrebbe essere la certezza assoluta di portare a termine l’investimento, e in tal caso le fluttuazioni dei corsi sarebbero (relativamente) secondarie. Al riguardo, i valori min-max YTD e sul timeframe a 5Y sono stati, nell’ordine, 87,47 e 94,75 nel 1° caso e tra i 77 e i 129 nel 2°.

Ai corsi attuali in area 90 si può dire che le quotazioni attuali siano mediane tra i due valori estremi segnati nell’ultimo lustro. Ora è da vedere se da qui al termine, specie entro i prox 5 anni, il titolo ritesterà uno o entrambi gli estremi o ne riformerà di nuovi. Quando la vita residua si accorcerà i corsi perderanno di elasticità e il titolo diventerà più “prevedibile” e meno rischioso.

Cedola e rendimenti del BTP a tasso fisso del 2,95% lordo annuo

Veniamo ai pro, a partire dalla certezza del capitale a scadenza e la garanzia dello Stato Italiano sul capitale affluito. Sul MOT, il mercato secondario dei bond, gode di discreta liquidità con contratti e controvalori giornalieri in media tra 50 e 100 i primi e di qualche milione di € i secondi.

Un altro pro è la tassazione di favore al 12,50% su interessi e plusvalenza. Il tasso cedolare nominale annuo è del 2,95% (il 2,582% netto), l’1,475% semestrale, mentre al momento prezza 90,17. Ieri si acquistava a leggero sconto, in area 90, mentre due settimane fa sugli 88,5 centesimi. Ai corsi attuali il rendimento effettivo a scadenza è del 4,02% (dati: Borsa Italiana), mentre quello lordo totale residuo del 48,15% circa.

Il guadagno atteso può dirsi sufficiente per proteggere il capitale dall’inflazione attesa da qui al ‘38? Tutto dipenderà dal futuro tasso di crescita medio annua dei prezzi. A grandi linee, l’effettivo a scadenza sia di tasse (ritenuta e bollo) che di spese bancarie del Tf 2,95% St38 è intorno al 3,35-3,4% circa. Morale, la risposta sarebbe positiva fino a un 3,3-3,35% annuo medio futuro di inflazione. Poi oltre questa soglia il rendimento reale diverrebbe negativo, e positivo a scenari invertiti.

Difficile sbilanciarsi verso l’una o l’altra direzione. Quel che oggi appare più probabile è che al di sotto di certe soglie (tipo 1-1,5%) per l’inflazione sarà difficile andare nei prossimi anni. Ci sono troppe potenziali micce sparse qua e là che ogni pericolo si tramuta in combustile utile per gli yield. Oggi sembrano quasi archiviati per sempre gli anni in cui il mercato si accontentava di briciole (in termini di ritorni) per comprare bond sovrani. Non solo, ma ha ristretto tanto anche l’orizzonte temporale verso cui si espone, specie i retailer.

900 € oggi sul BTP con cedola annua al 2,95% diventano 1.000 € a scadenza

Malgrado ciò l’obbligazione presenta quel “fascino” tutto proprio dei bond a discreta cedola, ampia durata e un buon sconto sul prezzo di ingresso. Cioè una via di mezzo tra il BTP a medio termine a rischio contenuto (i Valore, per esempio) e quelli molto lunghi che espongono integralmente alle minacce di mercato. Qui il compromesso è dato dal mix tra cedola e atteso rialzo dei corsi prima del termine, tanto gradito agli investitori relativamente dinamici.

In quest’ottica bisogna essere bravi nell’individuare un tempo/prezzo giusto di ingresso sul titolo e di lasciar lavorare il mercato al posto nostro. Ultimo, ma non per questo meno importante, individuare un’area di uscita, possibilmente in profitto. Sbagliare approccio e/o tempo e/o prezzo potrebbe tradursi in un trade perdente o, ancora peggio, in un capitale semplicemente incagliato. È la peggiore delle beffe, che nasce nel momento stesso in cui si trasforma un trade “a tempo” a uno “fino al termine” per evitare l’uscita in perdita.