BTP Green o Buono Postale? Ecco quanto valgono davvero 10.000 euro investiti fino al 2045

Gerardo Marciano

28 Maggio 2026 - 07:54

BTP Green o Buono Postale? Su 10.000 euro investiti fino al 2045 la differenza può superare 3.700 euro. Ma c’è un rischio che quasi nessuno considera.

BTP Green o Buono Postale? Ecco quanto valgono davvero 10.000 euro investiti fino al 2045

Stiamo vivendo un momento molto particolare. Fino a pochi mesi fa, quasi tutti davano per scontato che le Banche centrali avrebbero tagliato ulteriormente i tassi di interesse. Poi, la guerra in Iran e Libano, e l’impennata del petrolio, e tutto è cambiato con un ritorno molto probabile di picchi inflazionistici. La probabilità sulla quale si scommette ora è che i tassi verranno alzati nei prossimi mesi.

Alla luce di queste situazioni, su cosa dovrebbe puntare chi preferisce investire a tasso fisso in ottica di lungo termine?
Infatti, c’è una domanda che migliaia di risparmiatori italiani si stanno facendo in questo momento: conviene ancora investire nei Buoni Postali oppure oggi i BTP offrono opportunità nettamente migliori?

La risposta non è così scontata come potrebbe sembrare. Perché se è vero che i Buoni Postali continuano a essere percepiti come strumenti semplici e sicuri, è altrettanto vero che alcuni BTP quotano oggi molto sotto 100 e questo cambia completamente il rendimento finale. E tranne l’ipotesi di un fallimento dello Stato, il rimborso a scadenza dovrebbe avvenire a 100.
Per capire davvero la differenza abbiamo simulato un investimento reale di 10.000 euro confrontando due strumenti molto diversi ma spesso scelti dagli stessi risparmiatori: il BTP Green 1,5% con scadenza aprile 2045; il Buono Postale Ordinario ventennale.

Quanto rende davvero oggi il BTP Green 2045 e perché potrebbe battere il Buono Postale

Il BTP Green aprile 2045 presenta una cedola apparentemente modesta dell’1,5%, ma il dato che conta davvero oggi è un altro: il prezzo di mercato. Il titolo quota infatti intorno a 64,69. Tradotto in modo semplice significa che con 10.000 euro non si acquistano 10.000 euro di titolo, ma oltre 15.400 euro di valore nominale.

Ed è proprio qui che nasce il vero rendimento.
Con un investimento iniziale di 10.000 euro si acquistano infatti circa 15.434 euro nominali di BTP.
A scadenza, nel 2045, lo Stato italiano rimborserà il titolo a 100. Questo significa che il risparmiatore riceverà circa 15.434 euro finali soltanto come rimborso del capitale.
Ma non finisce qui. La sorpresa è ancora maggiore.
Nel frattempo il titolo paga anche cedole annuali. La cedola dell’1,5% applicata ai 15.434 euro nominali genera circa 231 euro lordi all’anno.

Grazie alla tassazione agevolata del 12,5% prevista per i titoli di Stato italiani, l’incasso netto annuale scende a poco più di 200 euro.
Considerando gli anni mancanti alla scadenza, le cedole nette complessive possono superare i 3.800 euro.
Facendo quindi una stima complessiva:

  • circa 15.434 euro derivano dal rimborso finale;
  • circa 3.850 euro arrivano dalle cedole nette.

Il risultato finale netto sfiora quindi i 19.300 euro. In pratica, il capitale iniziale potrebbe quasi raddoppiare.
Il Buono Postale Ordinario continua a essere uno degli strumenti preferiti dai piccoli risparmiatori italiani.
Il motivo è semplice: viene percepito come sicuro, facile da capire e soprattutto privo delle oscillazioni tipiche dei mercati finanziari. E inoltre, non ci sono costi di gestioni e di dossier titoli, come avviene per i BTP.

Il prodotto offre oggi una durata massima di 20 anni e un rendimento annuo lordo a scadenza del 2,5%.
Secondo le simulazioni ufficiali di Poste Italiane, investendo 10.000 euro il valore di rimborso netto finale arriva a circa 15.588 euro. Ed è qui che emerge la differenza più importante.

Rispetto al Buono Postale, il BTP Green potrebbe generare oltre 3.700 euro netti in più. Una differenza enorme.
Molti investitori guardano soltanto la cedola dell’1,5% e pensano che questo BTP renda poco. In realtà stanno osservando il dato sbagliato.

Quando un titolo quota molto sotto 100, il vero rendimento nasce soprattutto dal guadagno in conto capitale.
Comprare oggi a 64,69 e ricevere 100 a scadenza significa ottenere un forte incremento del capitale investito.
È proprio questo meccanismo che permette al rendimento effettivo netto del titolo di salire intorno al 4% annuo. Ed è un concetto che molti piccoli risparmiatori continuano a sottovalutare.

Il rischio che quasi nessuno spiega e quale scelta appare oggi più conveniente

Naturalmente un rendimento più elevato non arriva senza rischi. Il BTP Green 2045 è un titolo molto lungo e presenta una duration elevata. Questo significa che il prezzo può oscillare anche in modo importante. Se nei prossimi anni i tassi dovessero salire ulteriormente oppure se aumentasse lo spread italiano (oggi veleggia intorno ai minimi degli ultimi anni), il valore del titolo potrebbe scendere ancora.

Chi avesse bisogno di vendere prima della scadenza potrebbe quindi subire perdite anche significative. Ed è proprio qui che molti investitori commettono l’errore più grande. Comprano un titolo lungo senza avere davvero un orizzonte temporale coerente. Chi invece riesce a mantenere il BTP fino alla scadenza tende a subire molto meno le oscillazioni intermedie, perché il rimborso finale avviene comunque a 100.

Nonostante il rendimento inferiore, il Buono Postale continua ad avere alcuni vantaggi importanti.
Innanzitutto la stabilità psicologica. Il risparmiatore non vede oscillazioni quotidiane di prezzo e può chiedere il rimborso in qualsiasi momento. Per molte persone questo aspetto vale più di qualche punto percentuale di rendimento in più.
Inoltre il Buono Postale resta uno strumento estremamente semplice da gestire e facilmente comprensibile anche per chi ha poca esperienza finanziaria.

Questa semplicità continua a renderlo molto popolare. Uno degli aspetti più interessanti riguarda l’evoluzione futura dei tassi di interesse. Se nei prossimi anni la BCE dovesse iniziare una fase di riduzione dei tassi, i BTP lunghi potrebbero beneficiare di forti rialzi di prezzo.

In quel caso chi acquista oggi potrebbe persino ottenere importanti plusvalenze senza attendere la scadenza del 2045.
Esiste però anche lo scenario opposto. Se dovessero tornare tensioni sul debito pubblico italiano oppure aprirsi una nuova fase di rialzo dei tassi, scenario che al momento molti analisti considerano il più probabile, i BTP a lunga scadenza potrebbero subire ulteriori pressioni al ribasso.

Il motivo è legato alla loro elevata sensibilità ai movimenti dei tassi. Il BTP Green 2045 presenta infatti una duration modificata pari a 15,13: questo significa che, teoricamente, un aumento o una diminuzione dei tassi dell’1% potrebbe provocare una variazione del prezzo del titolo di circa il 15% in senso opposto.

Va però anche sottolineato che una parte di questi rischi potrebbe essere già stata incorporata dai mercati. Il ribasso registrato dai BTP negli ultimi due o tre mesi sembrerebbe infatti aver già scontato l’ipotesi di un rialzo dei tassi fino allo 0,75% entro il 2027. Per questo motivo strumenti di questo tipo non dovrebbero mai essere acquistati senza una strategia chiara.
Per un investitore disposto a mantenere il titolo fino alla scadenza e capace di sopportare oscillazioni anche importanti nel corso degli anni, il BTP Green 2045 appare oggi molto più interessante rispetto al Buono Postale Ordinario.

Il rendimento potenziale è nettamente superiore e la differenza finale, su un investimento di 10.000 euro, può superare i 3.700 euro netti. Chi invece privilegia la tranquillità assoluta, teme la volatilità dei mercati oppure desidera uno strumento semplice e sempre rimborsabile potrebbe continuare a preferire il Buono Postale.

La vera differenza, però, non sta soltanto nel rendimento.
Sta soprattutto nella capacità di sopportare il tempo, la volatilità e le inevitabili oscillazioni dei mercati finanziari.
Ed è proprio qui che si separano gli investitori razionali da quelli emotivi.