Btp, debito in mano ai fondi esteri. Il piano di Giorgetti per non far fallire l’Italia

Flavia Provenzani

18 Gennaio 2024 - 10:15

L’unica soluzione per collocare tutto il debito pubblico italiano nel 2024, senza l’ombrello della BCE? Rivolgersi ai grandi hedge fund esteri.

Btp, debito in mano ai fondi esteri. Il piano di Giorgetti per non far fallire l’Italia

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgettiè volato a Davos con un obiettivo chiaro: trovare fondi esteri disposti a investire sul debito pubblico italiano.

L’urgenza pare ormai evidente: non è possibile far finanziare tutto il debito pubblico italiano attraverso emissioni dedicate alle famiglie nel 2024. C’è bisogno della potenza di fuoco di hedge fund capaci di muovere miliardi di dollari per sopperire alle dinamiche che sono pronte a caratterizzare l’anno appena iniziato.

Giorgetti questo lo sa bene: a fine anno la BCE ha in programma di concludere il PEPP (Pandemic emergency purchase programme), il suo piano di riacquisto di titoli che al momento prevede l’esclusivo reinvestimento sui titoli in scadenza, implementato a partire dal 2020 in risposta alla pandemia.

A settembre 2023 il controvalore dei titoli pubblici italiani in pancia alla BCE dalla ammontava a 716 miliardi (424 miliardi nell’ambito dell’APP, altro strumento non convenzionale di politica monetaria, e 92 miliardi in ambito PEPP). Tale circa corrisponde a poco più del 26% del debito italiano.

Il sostegno al debito pubblico italiano tramite l’acquisto di titoli da parte della BCE, tuttavia, da mesi sta svanendo - con il passaggio dall’acquisto titoli al reinvestimento solo su quelli in scadenza - ed è destinato a concludersi definitivamente alla fine dell’anno.

Secondo le stime di copertura dell’ufficio parlamentare di Bilancio, “per il 2024 le emissioni lorde dei titoli di Stato sono stimate in ulteriore aumento a 520 miliardi, a causa del più elevato fabbisogno del settore statale e di un maggiore volume di titoli in scadenza”, che spiega come “la stima deriva dalla copertura del fabbisogno previsto intorno a 135 miliardi e dal totale dei rimborsi dei titoli stimato in 421 miliardi”.

Di questi 520 miliardi di euro, la BCE ne acquisterà solo 40 miliardi, pari al 7,6% del totale.

Il piano di Giorgetti per salvare il debito pubblico italiano: è caccia agli hedge fund

Chi saranno, allora, i nuovi creditori dello Stato italiano? I Btp hanno appeal agli occhi dei gestori dei fondi?
Il ministro Giorgetti ha provato a scoprirlo mercoledì a Davos, in occasione del World Economic Forum che ogni anno riunisce esponenti dell’economia e della finanza, politici e intellettuali.

Sono diversi i colloqui privati intrattenuti dal ministro dell’Economia: da Ray Dalio, al vertice di Bridgewater Associates, hedge fund che muove ad oggi 235 miliardi di dollari e principale fondo investitore in titoli governativi a livello internazionale ai ministri delle Finanze di Arabia Saudita, Mohammed Al-Jadaan, e Qatar, Ali bin Ahmed Al Kuwari, capaci di smuovere i propri (e ricchissimi) fondi sovrani; dal segretario alle Finanze di Hong Kong Paul Mo-Po Chan fino agli AD di Bank of America, Brian Moynihan, e di JPMorgan, Jamie Dimon.

Una cosa si fa sempre più certa: il governo ha capito che l’unica soluzione per collocare tutto il debito nel 2024 sta nel venderlo a grandi fondi di investimento esteri, e non certo alle piccole famiglie italiane.
In futuro il tempo - e nel presente la logica - ci diranno quali saranno le conseguenze di una così massiccia consegna dei titoli di debito italiani in mani estere.