BTP fisso o BTP Italia? La vera differenza non è il rendimento nominale, ma quanto resta davvero in tasca dopo inflazione, tassi e volatilità.
Per anni abbiamo vissuto in una sorta di bolla. L’inflazione era un ricordo lontano, un problema che sembrava appartenere a un’altra epoca. I prezzi erano immobili, i tassi continuavano a scendere e tutto appariva rassicurante, quasi anestetizzato. In quel mondo, scegliere un titolo di Stato non era una strategia, era una scelta ovvia: i rendimenti erano bassi, è vero, ma sapevi esattamente cosa aspettarti. Nessuna sorpresa, nessuna ansia.
Poi, improvvisamente, la realtà ha bussato alla porta e lo ha fatto con una violenza che non vedevamo da tempo.
Se guardiamo indietro agli ultimi venticinque anni - ovvero dall’introduzione dell’euro - il quadro è chiarissimo. Per lungo tempo l’inflazione è rimasta “addomesticata”, spesso anche sotto quel 2% che la Banca Centrale Europea considera l’ideale. Di conseguenza, i tassi sono scivolati sempre più giù, fino a toccare lo zero. In quella fase, i titoli di Stato erano come un porto sicuro in una giornata senza vento: non davano grandi soddisfazioni economiche, ma ti permettevano di dormire sonni tranquilli. Erano prevedibili. [...]
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