In un istante ha perso €26.000. Come funziona la truffa dell’auto usata

Money.it Guide

22 Aprile 2026 - 15:06

Pensava di vedere la propria auto e di ricevere un bonifico urgente (e quindi sicuro) di ben 26 mila euro. Peccato che era una truffa: ecco cosa è successo

In un istante ha perso €26.000. Come funziona la truffa dell’auto usata

Quando si parla di acquisto o vendita di un’auto, sono pochi i capisaldi da rispettare: un passaggio di proprietà e un pagamento simultaneo o differito ma comunque sicuro. Negli anni, le fasi di compravendita hanno lasciato indietro sempre di più i contanti e i gli assegni personali con i più certi bonifici e, se possibile, assegni circolari. Difatti, quando si vuole andare sul sicuro, si può richiedere un circolare al venditore oppure un bel bonifico istantaneo o urgente da eseguire proprio al momento del passaggio con una semplice app di home banking.

Ecco, non si può mai stare tranquilli, nemmeno con i metodi di pagamenti considerati “sicuri”. Sì, perché la sicurezza fa rima sempre con conoscenza degli strumenti e attenzione massima, perché il raggiro è comunque dietro l’angolo. Ad esempio, sapevi che un bonifico - anche urgente - necessita di tempo (non sempre quantificabile nel concreto) per essere contabilizzato? In sostanza, finché non ti ritrovi i soldi sul conto non puoi essere al sicuro da revoche o problemi. Ed è proprio questa la truffa che ha coinvolto un 28enne parmense, che, dopo aver messo in vendita la propria auto usata online, è stato raggirato con un bonifico fatto e revocato da ben €26.000.

Le storie come queste, purtroppo, non sempre vanno a lieto fine, anzi. Ecco come funziona la truffa del bonifico urgente e a cosa fare attenzione per non cascarci mai.

Bonifico urgente revocato: ecco come sono andati in fumo 26 mila euro

Tutto parte da un annuncio online, come migliaia ogni giorno. Un 28enne della provincia di Parma mette in vendita la propria auto a 26.000 euro, trovando rapidamente una potenziale acquirente interessata. La trattativa sembra lineare: domande precise sul veicolo, disponibilità immediata, perfino una prova su strada per confermare l’acquisto. Nessun segnale evidente di rischio.

Il giorno dell’incontro, però, entra in scena la vera e propria truffa. La donna si presenta insieme a un uomo, che prende in mano la trattativa e, dal proprio smartphone, mostra al venditore l’esecuzione di un bonifico urgente dell’intero importo. La banca del venditore conferma che l’operazione è stata disposta: un dettaglio che basta a far abbassare la guardia. Convinto della regolarità del pagamento, il proprietario procede con il passaggio di proprietà presso un’agenzia specializzata, paga le prime pratiche e consegna chiavi e documenti.

Il punto è che il denaro, in realtà, non è mai arrivato. Nei giorni successivi il bonifico viene revocato prima della contabilizzazione effettiva. Quando il venditore se ne accorge, è già troppo tardi: l’auto è stata rivenduta nel giro di un paio di giorni a una terza persona, addirittura per 15.000 euro, ben sotto il valore di mercato, ma il piano era studiato nei minimi dettagli proprio per monetizzare subito e sbarazzarsi dell’auto.

Le indagini dei carabinieri hanno portato all’identificazione di uno dei responsabili, un 23enne con precedenti simili, ma in questi casi recuperare il denaro resta estremamente difficile. Anche il veicolo, ormai passato di mano, diventa complicato da rintracciare e sequestrare. Insomma, non ci sono molte speranze per il venditore truffato.

Neanche i bonifici sono sicuri per le compravendite? Sono sicuri se fai attenzione: ecco come

La verità è meno rassicurante di quanto si pensi: non tutti i bonifici sono uguali. Ed è proprio su questa differenza che si basano molte truffe. Il bonifico urgente, utilizzato nel caso-truffa di Parma, viene eseguito rapidamente ma non è immediatamente definitivo: esiste una finestra temporale in cui può essere revocato, ed è esattamente lì che intervengono i truffatori.

Diverso è il discorso per il bonifico istantaneo. In questo caso, il trasferimento avviene in circa 10 secondi, 24 ore su 24, e soprattutto è irrevocabile. Ciò significa che, una volta ricevuto l’accredito sul conto, il venditore ha una prova concreta e definitiva del pagamento. È oggi il metodo più sicuro per chi vende un’auto senza intermediari.

Attenzione anche agli assegni circolari: restano strumenti affidabili, ma negli anni non sono mancati casi di falsificazione. Per questo è sempre consigliabile verificarne l’autenticità direttamente con la banca emittente prima di concludere la transazione.

La regola, in ogni caso, è una sola: mai consegnare l’auto senza avere la certezza assoluta dell’accredito. Non basta una ricevuta, non basta una conferma verbale, non basta nemmeno vedere l’operazione “in lavorazione”. Servono i soldi disponibili sul conto.

In alternativa, esistono società e piattaforme che gestiscono l’intera transazione, assumendosi il rischio della compravendita. Un costo in più, certo, ma che può trasformarsi in una vera assicurazione contro truffe sempre più sofisticate e difficili da intercettare.

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