Borsa Italiana: banche vanno ko

Le banche di Borsa Italiana in ginocchio: colpa del diktat BCE su Monte dei Paschi

Borsa Italiana: banche vanno ko

Pessima giornata per le banche di Borsa Italiana.

L’intero comparto è stato scosso dalle ultime dichiarazioni della BCE, che è tornata ad occuparsi di Monte dei Paschi di Siena.

Nella bozza di decisione sullo SREP 2019 pubblicata nel pomeriggio di venerdì scorso, l’istituto di Francoforte ha sottolineato i punti di forza e quelli di debolezza dell’istituto, al quale ha rimarcato la necessità di fare di più sul fronte crediti deteriorati - nello specifico, la BCE ha chiesto a MPS di incrementare i livelli di copertura sullo stock di Npl. La reazione delle banche di Borsa Italiana è stata evidente.


L’andamento odierno delle azioni MPS

Borsa Italiana oggi: banche in sofferenza

Le prime a reagire già in avvio di seduta sono state ovviamente le azioni MPS, che tra una sospensione e l’altra hanno registrato ribassi superiori agli 8 punti percentuali.

Le restanti banche di Borsa Italiana, però, non sono state esentate dalla pioggia di vendite che si è abbattuta sulla senese. L’intero comparto è praticamente crollato, mentre l’indice FTSE Italia Banche ha bruciato più del 2% nel corso della mattinata. A pesare su Piazza Affari, comunque, sono stati anche i dati sulla produzione industriale dell’Eurozona, crollata tanto da far pensare ad una nuova recessione.

Al momento in cui si scrive, la Borsa Italiana sta perdendo lo 0,92% soprattutto a causa di BPER Banca, Banco BPM, UniCredit, UBI Banca, tutte con rossi compresi tra il 2,5% e il 3,8%.

Monte dei Paschi trascina il comparto: cosa ha chiesto BCE?

Come anticipato la BCE ha chiesto a MPS di implementare fino alla fine del 2026:

“un graduale aumento dei livelli di copertura sullo stock di crediti deteriorati in essere alla fine di marzo 2018”,

il tutto, ha continuato l’istituto di Mario Draghi, secondo una:

“logica complementare alle indicazioni fornite nell’Addendum alle Linee guida della BCE per le banche sui crediti deteriorati (Npl) generati a partire da aprile 2018”.

Per dirla in altre parole, Monte dei Paschi dovrà incrementare la copertura sui crediti deteriorati al 100% nel giro di 7 anni, e questo non soltanto sui nuovi flussi, ma anche sugli stock.

Le dichiarazioni della BCE hanno affossato tutte le banche di Borsa Italiana oggi, preoccupate da una pressione regolamentare crescente. Secondo numerosi osservatori di mercato, quello di MPS potrebbe rappresentare un pericoloso precedente per il resto del comparto bancario.

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