Cos’è davvero, come funziona e come si fa ad investire nella Borsa Italiana? Ecco cosa c’è da sapere per capire come muoversi (limitando gli errori)
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Conoscere il funzionamento della Borsa e della Borsa Italiana è utile non solo a chi vuole iniziare a investire, ma anche a chi desidera capire meglio come si muovono i mercati finanziari, in Italia e all’estero. Tanto più in una fase come questa: secondo la Consob, a fine giugno 2026 la capitalizzazione complessiva delle società vigilate ha toccato il nuovo massimo storico di 1.209 miliardi di euro, in crescita del 12,3% rispetto a fine 2025.
La Borsa, o Borsa valori, è in breve un mercato finanziario regolamentato in cui vengono contrattati diversi strumenti finanziari, tra cui azioni, obbligazioni, titoli di Stato, derivati e quote di ETF. È il luogo in cui si incontrano domanda e offerta. La Borsa Italiana, invece, è la società che organizza e gestisce questi mercati nel nostro Paese e che dal 2021 fa parte del gruppo Euronext.
Cos’è la Borsa Italiana
La Borsa Italiana è una società privata il cui scopo è gestire il mercato finanziario italiano, con un’attività che ha carattere di impresa e si svolge in condizioni di autonomia e flessibilità operativa. Dal 2021 fa parte del Gruppo Euronext, l’operatore paneuropeo che gestisce anche le Borse di Amsterdam, Bruxelles, Dublino, Lisbona, Oslo e Parigi.
Le sue radici sono antiche: la Borsa di commercio di Milano fu istituita con decreto vicereale di Eugenio Napoleone il 16 gennaio 1808 e le prime negoziazioni si svolsero il 15 febbraio dello stesso anno, nei locali provvisori del Monte di Pietà. Oggi la sede è Palazzo Mezzanotte, a Piazza Affari, a Milano, mentre nel mondo operano numerose altre Borse valori, da New York a Tokyo e Londra, ciascuna con mercati e regole propri.
Oggi la negoziazione avviene attraverso piattaforme elettroniche che incrociano gli ordini di acquisto e di vendita. Semplificando, gli attori in gioco sono tre:
- acquirenti, ovvero coloro che desiderano acquistare i titoli;
- venditori, cioè chi intende cederli;
- infine gli strumenti finanziari, che vengono venduti o acquistati a seconda del momento.
All’apertura della seduta iniziano le fasi di negoziazione previste per ciascun mercato. Il ruolo di acquirente e venditore non è fisso ed è legato al singolo titolo: è normale avere azioni che si desidera vendere e, al contempo, volerne acquistare altre.
In passato per poter fare trading bisognava affidarsi quasi sempre a intermediari e agenti di cambio, che compravano o vendevano le azioni per i clienti stando direttamente nella sede di Piazza Affari. Con l’avvento della digitalizzazione la necessità di trovarsi fisicamente in presenza è venuta meno, e da tempo è possibile investire in Borsa a distanza, sia personalmente sia affidandosi a intermediari. Dal 27 marzo 2023 i mercati azionari ed ETF di Borsa Italiana girano su Optiq, la piattaforma di negoziazione di Euronext, seguiti dai mercati obbligazionari l’11 settembre 2023 e dai derivati nel marzo 2024.
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A cosa serve la Borsa Italiana
Lo scopo della Borsa Italiana è organizzare i mercati e incrociare la domanda e l’offerta di strumenti finanziari, gestendo le infrastrutture che permettono di negoziarli in modo ordinato. Il suo ruolo riguarda soprattutto il mercato secondario, dove gli investitori si scambiano titoli già emessi, ma è centrale anche nel mercato primario, perché è la porta d’accesso per le società che vogliono quotarsi e raccogliere capitali.
Accanto alla gestione, Borsa Italiana fissa le regole dei propri mercati. Tra le sue facoltà rientrano:
- stabilire i requisiti per l’ammissione degli strumenti finanziari alla quotazione e degli intermediari alle negoziazioni;
- stabilire anche i requisiti per la permanenza sul listino;
- gestire la diffusione al mercato delle informazioni delle società quotate;
- in casi particolari, sospendere in maniera temporanea la quotazione di titoli e quindi anche le relative contrattazioni.
La vigilanza pubblica su mercati, emittenti e intermediari spetta invece alle autorità competenti, Consob e Banca d’Italia, secondo le rispettive attribuzioni: la separazione tra chi gestisce il mercato e chi lo controlla è uno dei pilastri del sistema.
La Borsa Italiana S.p.A. nasce dalla privatizzazione dei mercati finanziari italiani: costituita il 7 febbraio 1997, è operativa dal 2 gennaio 1998 con il compito di organizzare e gestire la Borsa Valori di Milano. Dal 2007 al 2021 ha fatto parte del London Stock Exchange Group. Il 9 ottobre 2020 è stato firmato l’accordo di cessione a Euronext, perfezionato il 29 aprile 2021 per un corrispettivo finale di 4.444 milioni di euro.
I mercati della Borsa Italiana: Euronext Milan, STAR, Growth e gli altri
Dal 25 ottobre 2021 i mercati azionari di Borsa Italiana hanno cambiato nome per allinearsi al marchio Euronext, mantenendo però le rispettive caratteristiche. Ecco come sono organizzati oggi:
- Euronext Milan (ex MTA, Mercato Telematico Azionario): è il mercato regolamentato principale, rivolto alle imprese di media e grande capitalizzazione. Vi si negoziano azioni, azioni di SIIQ, obbligazioni convertibili, diritti di opzione e warrant;
- Euronext STAR Milan (ex segmento STAR): è il segmento di Euronext Milan più selettivo in termini di trasparenza e informativa. Vi partecipano società con capitalizzazione tra 40 milioni e 1 miliardo di euro e un flottante minimo del 35%, tenute a rispettare standard più elevati di governance e liquidità, compresa la nomina di un operatore specialista;
- Euronext Growth Milan (ex AIM Italia): è il sistema multilaterale di negoziazione dedicato alle PMI dinamiche e competitive, con un percorso di quotazione calibrato sulla loro struttura. Al suo interno c’è il Segmento Professionale, pensato per le PMI che vogliono accedere ai mercati in modo graduale e per start-up e scale-up;
- Euronext MIV Milan (ex MIV): è il mercato dei veicoli di investimento, riferimento per la quotazione di fondi e società che investono nell’economia reale.
Accanto ai mercati azionari, Borsa Italiana gestisce altri mercati, ciascuno con strumenti, regole e orari propri: il MOT, il Mercato Telematico delle Obbligazioni e dei Titoli di Stato, punto di riferimento per i risparmiatori che comprano BTP, BOT e obbligazioni; ETFplus, dedicato a ETF, ETC ed ETN; IDEM, il mercato dei derivati su azioni e indici, compresi i futures sul FTSE MIB; e EuroTLX, sistema multilaterale per obbligazioni, certificati e covered warrant.
Quanto è grande oggi Piazza Affari? Secondo i dati Consob al 30 giugno 2026, le società negoziate su Euronext Milan, Euronext Growth Milan e Vorvel Equity Auction erano 416: 195 su Euronext Milan (erano 198 a fine 2025) e 203 su Euronext Growth Milan (erano 211). Il quadro ha due facce: da un lato capitalizzazione ai massimi, dall’altro un listino che si restringe, con zero IPO su Euronext Milan nel primo semestre 2026, un solo passaggio dall’Euronext Growth Milan e un record storico di delisting netti sul mercato delle PMI. Dal 2023, ricorda l’Autorità, le IPO sul mercato principale sono state appena quattro.
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Gli orari della Borsa Italiana
La Borsa Italiana è aperta dal lunedì al venerdì, secondo il calendario pubblicato ogni anno. Su Euronext Milan, segmento STAR incluso, e su Euronext Growth Milan la giornata si articola in quattro fasi, con questi orari ufficiali:
- asta di apertura: dalle 7:30 alle 9:00, con chiusura casuale tra le 9:00:00 e le 9:00:30. In questa fase gli ordini vengono raccolti e si determina il prezzo di apertura, senza scambi in continuo;
- negoziazione continua: dalle 9:00 alle 17:30, quando gli ordini si incrociano in tempo reale;
- asta di chiusura: dalle 17:30 alle 17:35, con chiusura casuale tra le 17:35:00 e le 17:35:30, da cui nasce il prezzo di chiusura;
- trading-at-last: fino alle 17:40, una fase in cui si può negoziare solo al prezzo dell’asta di chiusura.
Fa eccezione il Segmento Professionale di Euronext Growth Milan, dove si scambia sulla base di un prezzo unico giornaliero determinato in un’asta che va dalle 8:00 alle 17:35. Gli altri mercati, come MOT, ETFplus e IDEM, seguono calendari e fasi propri: i futures sul FTSE MIB, per esempio, hanno una sessione serale che arriva fino alle 22:00.
FTSE MIB cos’è e gli altri indici di Borsa Italiana
L’andamento di Piazza Affari viene sintetizzato soprattutto dal FTSE MIB, il principale indice della Borsa Italiana. Raccoglie le 40 azioni più liquide e capitalizzate quotate su Euronext Milan ed Euronext MIV Milan ed è ponderato in base alla capitalizzazione corretta per il flottante, con un tetto: nessun titolo può pesare più del 15% del paniere.
Il FTSE MIB è un indice di prezzo, quindi non tiene conto dello stacco dei dividendi ordinari, viene calcolato in tempo reale durante la negoziazione continua e alla chiusura della seduta e la sua composizione viene rivista con cadenza trimestrale. Il valore base è quello del Mib 30 alla chiusura del 31 ottobre 2003, pari a 10.644 punti.
Il primo semestre 2026 è stato da ricordare: secondo la Consob il FTSE MIB è cresciuto del 15%, la migliore performance tra le grandi Borse europee (Ibex35 +12,5%, Cac40 +3,1%, Dax30 +2,1%), e ha superato il precedente livello record del marzo 2000.
Oltre al FTSE MIB esistono altri indici che fotografano porzioni diverse del mercato, come il FTSE Italia All-Share, che comprende l’intero listino principale, e il MIB ESG, sviluppato da Euronext in collaborazione con Borsa Italiana, che seleziona le 40 società con il miglior approccio ambientale, sociale e di governance tra le 60 italiane più liquide, escludendo quelle coinvolte in attività controverse.
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Consob, cos’è e come tutela gli investitori
Consob è l’acronimo di «Commissione Nazionale per le Società e la Borsa», autorità amministrativa indipendente istituita con la legge 7 giugno 1974, n. 216, che vigila sui mercati finanziari italiani, sulle società quotate e sugli intermediari.
È dotata di personalità giuridica di diritto pubblico dal 1985 e opera per assicurare l’efficienza e la trasparenza del mercato mobiliare italiano e per tutelare gli investitori.
Le funzioni di vigilanza sulla Borsa che oggi le spettano erano in passato affidate al ministero del Tesoro. La Commissione è composta da un presidente e quattro membri, nominati con decreto del presidente della Repubblica su proposta del presidente del Consiglio, con un mandato di sette anni non rinnovabile. Dopo la scadenza del mandato di Paolo Savona, l’8 marzo 2026, e alcuni mesi di reggenza dei commissari, dall’estate 2026 alla guida dell’Autorità c’è Guido Stazi.
Coloro che ne fanno parte devono essere, oltre che persone di comprovata esperienza e competenza nel settore, anche assolutamente indipendenti: per tutta la durata del mandato non possono esercitare attività professionali, nemmeno di consulenza.
Le funzioni principali della Consob comprendono:
- la vigilanza sul corretto comportamento degli intermediari, attraverso l’emanazione di norme specifiche, sia per la protezione degli investitori, sia contro eventuali scorrettezze e abusi di mercato;
- il controllo sull’ordinato svolgimento delle negoziazioni, perché i prezzi si formino in modo trasparente e senza manipolazioni;
- la verifica che le società quotate diffondano al mercato le informazioni dovute, in modo che siano accessibili a tutti gli operatori nello stesso momento.
Come si compra un titolo in Borsa
Fino agli anni Novanta, prima del passaggio al sistema telematico, gli scambi si concludevano nella «Borsa delle grida», con gli agenti di cambio che contrattavano a voce nelle corbeille di Palazzo Mezzanotte. Oggi tutto avviene per via elettronica e i canali per iniziare a investire sono diversi.
Il primo passo è aprire un conto titoli (o dossier titoli) presso un intermediario autorizzato: una banca, una SIM o un broker online. Solo gli intermediari ammessi alle negoziazioni possono infatti inviare ordini al mercato. In alternativa ci si può affidare a un consulente o a una gestione patrimoniale, soluzioni che però comportano in genere costi più elevati.
Si può investire anche in autonomia, tramite le piattaforme di trading online, molte delle quali disponibili anche su smartphone. In questo caso è fondamentale verificare che l’intermediario sia autorizzato: la Consob pubblica sul proprio sito gli elenchi dei soggetti abilitati e segnala regolarmente i siti abusivi oscurati.
Una volta operativo il conto, comprare un titolo significa inviare una proposta di negoziazione, che contiene almeno lo strumento, la quantità, il tipo di operazione (acquisto o vendita) e le condizioni di prezzo. Le scelte principali sono due:
- ordine con limite di prezzo: si indica il prezzo massimo a cui si è disposti a comprare (o il minimo a cui vendere), e l’ordine viene eseguito a quel prezzo o a uno migliore, se nel book ci sono controparti disponibili;
- ordine al meglio: viene eseguito al miglior prezzo disponibile in quel momento, ma sui titoli poco liquidi può essere eseguito a prezzi diversi da quelli attesi o solo in parte.
Gli ordini confluiscono nel book di negoziazione, dove proposte di acquisto e di vendita vengono ordinate per prezzo e orario di immissione e incrociate automaticamente.
Dopo l’esecuzione c’è la liquidazione, cioè lo scambio effettivo tra titoli e denaro: oggi avviene entro due giorni lavorativi dalla negoziazione (T+2), ma dall’11 ottobre 2027 le operazioni in valori mobiliari concluse sulle sedi di negoziazione europee, Piazza Affari compresa, passeranno al ciclo T+1, con regolamento il giorno lavorativo successivo.
Costi e tasse: quanto si paga a investire in Borsa
Comprare e vendere titoli ha un costo che va messo in conto prima di cominciare, perché incide direttamente sul rendimento finale. Le voci principali sono quattro.
Commissioni dell’intermediario: variano molto da un operatore all’altro (fisse per ordine, in percentuale sul controvalore o miste) e possono aggiungersi canoni per il conto o per l’accesso ai dati di mercato. Confrontare i fogli informativi è il modo più semplice per evitare sorprese.
Tobin tax: l’imposta sulle transazioni finanziarie si applica agli acquisti di azioni di società con sede in Italia e capitalizzazione media superiore a 500 milioni di euro. Con la Legge di Bilancio 2026, dal 1° gennaio 2026 le aliquote sono raddoppiate: 0,2% per gli acquisti sui mercati regolamentati e sui sistemi multilaterali (era 0,1%) e 0,4% per le operazioni fuori mercato (era 0,2%). L’imposta è a carico dell’acquirente e si calcola sul saldo netto delle operazioni chiuse nella stessa giornata sullo stesso titolo: se a fine seduta si rivende l’intera quantità acquistata il saldo è zero e l’imposta non è dovuta, mentre in caso di vendita parziale si paga sulla parte rimasta in portafoglio.
Imposta sui guadagni: plusvalenze e dividendi su azioni ed ETF sono tassati con un’imposta sostitutiva del 26%, in vigore dal 1° luglio 2014. Per i titoli di Stato italiani, quelli equiparati e quelli emessi da Paesi della white list resta invece l’aliquota agevolata del 12,5%. Nel regime amministrato, il più diffuso, è l’intermediario a calcolare e versare le imposte; nel regime dichiarativo è il contribuente a indicarle nella dichiarazione dei redditi.
Imposta di bollo: sul conto titoli si paga ogni anno lo 0,2% del controvalore degli strumenti detenuti.
Articolo revisionato da Emanuele Di Baldo il
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