Borsa di Seoul crolla fino a -14%. Perché il bagno di sangue continua?

Laura Naka Antonelli

04/03/2026

Indice sotto attacco dei sell. Perché la furia degli smobilizzi continua? In che modo l’escalation delle tensioni geopolitiche sta condizionando il trend di questa Borsa?

Borsa di Seoul crolla fino a -14%. Perché il bagno di sangue continua?

Sulla borsa di Seoul la furia dei sell è stata tale che, a un certo punto, il Korea Exchange ha deciso di sospendere le contrattazioni dell’indice di riferimento Kospi, crollato fino a oltre -12%.

Alt anche per il trading del Kosdaq, affondato del 13% circa, con il circuit breaker che è rimasto in essere per 20 minuti circa.

Borsa di Seoul attaccata (di nuovo) dalla furia dei sell, Kospi -12%, Kosdaq -14%

Niente da fare. Il bilancio finale della sessione odierna della Borsa di Seoul è stato di nuovo drammatico.

L’indice Kospi ha concluso la giornata di contrattazioni con un tonfo del 12%, a 5.093,54 punti, travolto dai sell che hanno colpito i pesi massimi SK Hynix e Samsung Electronics, scivolati rispettivamente di oltre il 9% e di oltre l’11%.

Peggio ha fatto il Kosdaq, che ha terminato la seduta capitolando del 14%, a 978,44 punti.

La borsa di Seoul è stata piegata dagli smobilizzi anche alla vigilia, martedì 3 marzo 2026, stesso giorno in cui altri mercati azionari sono andati in tilt, a causa dell’escalation delle tensioni geopolitiche, esplose dopo gli attacchi contro l’Iran lanciati sabato scorso dagli Stati Uniti e da Israele.

Ieri il Ftse Mib di Piazza Affari è scivolato di quasi il 4% dopo essere crollato fino a quasi il 5%, mentre a Wall Street l’indice Dow Jones è stato bombardato da vendite che lo hanno portato a soffrire un tonfo fino a -1.200 punti nei minimi intraday, prima di limitare i danni, rimasti comunque ingenti.

Occhio anche al trend dei due indici azionari USA S&P 500 e Nasdaq Composite.

Perché la borsa di Seoul fa peggio di tutti gli indici di Borsa?

Ma perché la borsa di Seoul si sta confermando maglia nera dell’azionario mondiale?

Gli analisti stanno esaminando il caso e qualche riflessione è stata già fatta.

Prima cosa: l’indice Kospi proviene da una fase a dir poco rosea, che lo ha visto segnare un rally di più del 75% nel corso del 2025, e incassare nuovi guadagni anche all’inizio del 2026.

Il Kospi ha inanellato infatti continui record. Tutto merito dei suoi pesi massimi, per l’appunto, Samsung e SK Hynix, le cui azioni hanno beneficiato del boom della domanda dei seminconduttori, per la precisione dei chip di memoria.

A confermarlo alla CNBC è stata Lorraine Tan, responsabile della divisione di ricerca per l’azionario asiatico di Morningstar.

“Il calo del KOSPI può essere ampiamente attribuito alla concentrazione su singoli titoli che osserviamo nei mercati coreani”.

Samsung e SK Hynix incidono sulla borsa di Seoul per il 50%. Ma ora si teme per i data center per l’AI

Basti pensare che, secondo gli stessi dati di Morningstar, Samsung e SK Hynix, incidono sull’indice per quasi il 50%.

Di conseguenza, ha continuato Tan, “riteniamo che il calo dei prezzi delle azioni sia in parte dovuto alle prese di profitto dopo il forte rialzo, in un contesto di avversione al rischio, ma riflette anche crescenti preoccupazioni sul fatto che il ritmo di adozione dei data center per l’AI possa rallentare, a causa dei costi energetici significativamente più elevati rispetto a quelli per i data center tradizionali”.

Costi energetici destinati tra l’altro a salire, vista l’impennata che sta interessando i prezzi del gas e del petrolio, sulla scia dell’escalation dei conflitti in Medio Oriente, che continuano a vedere l’Iran attaccare diversi Paesi del Golfo e il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump minacciare nuovi interventi.

Daniel Yoo, strategist globale dei mercati presso Yuanta Securities, ha commentato la situazione ricordando che il mercato azionario della Corea del Sud è noto proprio per essere particolarmente sensibile alle oscillazioni dei prezzi del petrolio (occhio alle previsioni), il che significa che gli shock geopolitici in Medio Oriente tendono a innescare volatilità nel breve termine.

Economia Corea del Sud grande importatrice di petrolio. Ma i buy sono davvero finiti?

L’economia coreana è di fatto un grande importatrice di petrolio, tra l’altro fortemente orientata alla manifattura. Inevitabile la sua vulnerabilità al rally dei prezzi del crude oil.

Detto questo, secondo Yoo, il bagno di sangue che sta inondando la borsa di Seoul dovrebbe essere interpretato più alla stregua di una correzione che fa seguito a una fase di forte rally che come un cambiamento fondamentale nelle prospettive del mercato.

Lo strategist ha aggiunto di ritenere che la stabilità dovrebbe probabilmente tornare una volta che i prezzi del petrolio si saranno stabilizzati.

Lo scatto dei prezzi del petrolio tuttavia continua, con i contratti WTI scambiati a New York e del Brent che salgono entrambi di oltre il 2%, attestandosi rispettivamente oltre quota $76 al barile e a oltre $83 al barile.

Va detto inoltre che il segno meno si è abbattuto su tutte le principali borse asiatiche, con l’indice Nikkei 225 della borsa di Tokyo che ha chiuso la giornata di contrattazioni in ribasso del 3,61% e l’Hang Seng della borsa di Hong Kong anch’esso in forte caduta.

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