Dopo due anni di crescita trainata dalla spesa militare, l’economia russa entra in recessione: settori in calo e prospettive future incerte. Ecco cosa sta accadendo.
La Russia è ufficialmente in recessione.
Dopo due anni in cui l’economia russa, tra sforzi e crisi, è rimasta a galla trainata dalla spesa militare, oggi quella stessa non conta più. Il boom militare aveva generato una crescita annua del PIL superiore al 4%, creando l’illusione di una prosperità stabile e di un’economia resistente alle difficoltà. Tuttavia, la realtà degli ultimi mesi mostra un quadro molto diverso: due trimestri consecutivi di contrazione, settori industriali chiave in calo e una crescita complessiva che si è praticamente fermata.
La VEB, una delle principali banche statali russe, ha evidenziato come il PIL russo nel secondo trimestre si sia contratto dello 0,6% rispetto al primo, confermando la recessione tecnica.
Questo scenario pone la Russia davanti a una serie di sfide strutturali, con implicazioni non solo economiche, ma anche sociali e politiche. Analisti e economisti prevedono che nei prossimi trimestri la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente, aggravata dalle sanzioni, dai bassi prezzi del petrolio e da problemi legati agli investimenti e alla proprietà privata. Ecco cosa sta accadendo in Russia.
Russia, fine del boom militare: crescita ferma e settori in declino
Dopo due anni di boom economico sostenuto dalla spesa militare, l’economia russa mostra segnali chiari di recessione. La contrazione del PIL per due trimestri consecutivi (-0,6% sia nel primo che nel secondo trimestre 2025) indica una recessione tecnica, un fenomeno raro per un’economia che fino a poco tempo fa sembrava “resiliente”. La crescita annuale è precipitata: dal 4,5% del quarto trimestre 2024, si è passati all’1,4% nel primo trimestre del 2025 e all’1,1% nel secondo trimestre, con una sostanziale stagnazione a luglio (+0,4% rispetto all’anno precedente).
I settori industriali riflettono questa difficoltà:
- il settore metallurgico, che produce risorse fondamentali per l’industria e la difesa, ha registrato un calo del -10,2% rispetto all’anno precedente;
- il comparto tessile e dell’abbigliamento ha perso il -7%;
- il comparto dei mobili il -12%;
- le apparecchiature elettriche il -6,5%.
Il rallentamento della produzione riflette anche l’impossibilità di sostituire le importazioni con produzione interna, fenomeno atteso dalle autorità che non si è concretizzato. L’industria, una volta motore del PIL, si trova ora sull’orlo della stagnazione. La diminuzione della produzione e l’incertezza generale stanno creando difficoltà anche alle imprese più solide, con effetti a catena sull’occupazione e sugli investimenti. Insomma, il boom militare che aveva mascherato le debolezze strutturali dell’economia è finito, rivelando una crescita ferma e settori in profondo declino.
Russia in recessione: le cause e le sfide per il futuro
Le cause della recessione russa sono molteplici e complesse. Una delle principali è legata alla spesa militare eccessiva: oltre 20 trilioni di rubli sono stati destinati a esercito, mercenari e produzione di armamenti, creando un’illusione di ricchezza “artificiale”. Tuttavia, questo stimolo ha provocato effetti collaterali negativi:
- inflazione esplosiva;
- tassi d’interesse in aumento;
- crescenti problemi per le imprese, che hanno visto ridursi margini e capacità di investimento.
A questa dinamica si aggiungono fattori esterni e strutturali. Le sanzioni internazionali limitano l’accesso a mercati e tecnologia, i prezzi bassi del petrolio riducono le entrate statali, e i problemi nella tutela della proprietà privata scoraggiano investimenti. Gli esperti sottolineano come questi fattori creino uno scenario in cui l’economia è “in bilico sull’orlo della recessione”. Nonostante alcune stime prevedano una crescita minima, intorno allo 0,3-0,9%, la realtà è che il tessuto economico rimane fragile e dipendente da stimoli esterni che non sono più disponibili.
Le sfide per il futuro includono la necessità di diversificare l’economia, ridurre la dipendenza dalla spesa militare e trovare modi per stimolare investimenti interni ed esterni. Senza riforme strutturali e politiche economiche mirate, la Russia rischia non solo la stagnazione, ma un peggioramento della recessione, con impatti significativi sul benessere della popolazione e sulla stabilità economica complessiva. La vera domanda da porsi è: Putin riuscirà a rimanere ancorato alla sua poltrona al Cremlino, mentre il popolo è in profonda crisi.
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