Nel Decreto 1° maggio c’è un nuovo incentivo per la trasformazione del contratto di lavoro a tempo determinato in contratto a tempo indeterminato. Ecco le condizioni e i beneficiari.
Bonus stabilizzazione 2026, nel Decreto 1° maggio arrivano gli incentivi per chi trasforma un contratto di lavoro a tempo determinato a contratto a tempo indeterminato, ma attenzione: affinché l’agevolazione sia valida sono ancora necessari dei passaggi. Ecco cos’è e a chi spetta il bonus Stabilizzazione 2026
Il Decreto 1° maggio interviene sui bonus assunzione andando a rimodularli, tornano in vigore il bonus assunzione ZES, Bonus assunzioneunder 35, Bonus assunzione donne, ma c’è anche una novità, cioè il Bonus stabilizzazione che mira a premiare i datori di lavoro che trasformano contratti di lavoro a tempo determinato in contratti di lavoro a tempo indeterminato.
Ecco cos’è il Bonus stabilizzazione 2026, a chi spetta, quali sono le condizioni da rispettare.
Bonus stabilizzazione 2026: cos’è?
Il decreto Primo maggio prevede un esonero contributivo totale, con importo massimo di 500 euro mensili. Sono esclusi dall’agevolazione i premi INAIL. L’esonero contributivo ha una durata massima di 24 mesi e si applica alle trasformazioni effettuate dal 1° agosto 2026 al 31 dicembre 2026. Perché tale dilazione? Il motivo è semplice, il bonus stabilizzazione deve prima ricevere il via libera della Commissione europea, solo in secondo momento sarà possibile rendere operativa la norma.
Chi può accedere al Bonus stabilizzazione?
L’approvazione della Commissione europea non è l’unica condizione per l’entrata in vigore:
- il lavoratore non deve aver ancora compiuto 35 anni alla data della trasformazione;
- non deve mai aver avuto un rapporto di lavoro a tempo indeterminato in precedenza.
La trasformazione è possibile nel caso in cui il contratto di lavoro a tempo determinato sia stato stipulato entro il 30 aprile 2026 e avere una durata complessiva non superiore a 12 mesi. Affinché si possa ottenere il Bonus stabilizzazione è, inoltre, necessario che non vi sia un’interruzione tra il rapporto di lavoro a tempo determinato e la trasformazione, ciò vuol dire che se prima del primo agosto il contratto precedente scade, non si può accedere al bonus, che, ricordiamo, si manifesta sotto forma di esonero contributivo per un periodo massimo di 24 mesi e tetto di 500 euro mensili.
La trasformazione deve generare un incremento occupazionale netto: il numero di dipendenti dopo la stabilizzazione deve risultare superiore alla media dei 12 mesi precedenti.
Esclusione e revoca del Bonus stabilizzazione 2026
Non possono accedere ai benefici del Bonus stabilizzazione 2026 le imprese che nei sei mesi precedenti la trasformazione hanno effettuato licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi ai sensi della legge 223/1991, nella medesima unità produttiva.
Il beneficio viene inoltre revocato nel caso in cui l’azienda nei sei mesi successivi } alla trasformazione del contratto a tempo determinato in contratto a tempo indeterminato effettua licenziamenti per giustificato motivo oggettivo dei lavoratori interessati dall’esonero oppure di colleghi con la medesima qualifica nella stessa unità produttiva. In caso di revoca è necessario restituire i benefici ottenuti.
Anche in questo caso, per poter accedere ai benefici previsti dal bonus stabilizzazioni è necessario rispettare le condizioni previste per il “salario giusto” previsto dallo stesso decreto Primo maggio. L’esonero non trova applicazione in caso di contratti di apprendistato e nei rapporti di lavoro domestico. Infine, non si applica il bonus stabilizzazione ai contratti di livello dirigenziale.
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