Bonus sicurezza e impianti d’allarme 2023: detrazione, regole ed elenco spese ammesse

Simone Micocci

13/01/2023

13/01/2023 - 17:14

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Bonus sicurezza anche nel 2023: ecco quanto si risparmia sull’acquisto (e l’installazione) di impianti d’antifurto, porte blindate e grate.

Bonus sicurezza e impianti d'allarme 2023: detrazione, regole ed elenco spese ammesse

Il bonus sicurezza è quell’agevolazione fiscale che consente di risparmiare sull’acquisto e l’installazione di impianti di allarme, come pure su tutti gli interventi utili per la salvaguardia della propria abitazione, come ad esempio le grate alle finestre o le porte d’ingresso blindate.

D’altronde una delle più grandi paure degli italiani è quella di subire un furto in casa. E i dati confermano che è bene stare attenti e prendere le dovute contromisure: come segnalato da Cna sulla base dei dati provvisori dell’Istat, nel 2021 le denunce per furti hanno superato quota 182 mila, quasi 500 al giorno.

Ecco perché misure come il suddetto bonus per impianti d’allarme, e non solo, sono importanti, in quanto consentono di mettere la propria casa in sicurezza risparmiando sui costi.

Il bonus sicurezza rientra tra i cosiddetti bonus ristrutturazioni, per i quali con la legge di Bilancio 2022 è arrivata la proroga per tre anni. Fino al 2024, quindi, si potrà beneficiare - su un lungo elenco di spese, comprese quelle per l’esecuzione dei lavori - di una detrazione del 50% - ripartita in 10 quote annuali, a fronte di un tetto massimo di spesa pari a 96 mila euro.

Quali spese comprende

Districarsi nel complesso delle agevolazioni previste per la ristrutturazione della propria casa può essere molto complicato. Anche perché spesso le misure non vengono chiamate con il loro nome: ad esempio, c’è chi parla di bonus antifurto o allarmi non sapendo che in realtà di tratta del bonus sicurezza 2023 che in sé comprende una serie di spese soggette ad agevolazione.

Nel dettaglio, vi rientrano le spese sostenute per l’adozione di misure volte a prevenire il rischio di atti illeciti, dai furti alle aggressioni. Ma non solo, anche per la prevenzione d’incendi, ad esempio. Volendo riepilogare, possiamo dire che il bonus sicurezza comprende gli interventi per:

  • il rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate o recinzioni murarie degli edifici;
  • l’apposizione di grate sulle finestre o loro sostituzione;
  • l’installazione porte blindate o rinforzate;
  • l’apposizione o sostituzione di serrature, lucchetti, catenacci, spioncini;
  • l’installazione di rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti;
  • l’apposizione di saracinesche;
  • l’installazione di tapparelle metalliche con bloccaggi;
  • l’installazione di vetri antisfondamento;
  • l’installazione di casseforti a muro;
  • l’installazione di fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati;
  • l’installazione di apparecchi rilevatori di prevenzione antifurto e relative centraline;
  • l’installazione d’impianti di rilevazione incendi, evacuazioni e controllo fumi

Come detto sopra, non sono agevolabili solamente le spese sostenute per l’acquisto dei materiali. Rientrano, infatti, anche i costi di progettazione e delle prestazioni professionali connesse, come pure quelle per la messa a norma degli impianti elettrici. Vale lo stesso per eventuali perizie e sopralluoghi, o anche la parcella sostenuta per la certificazione di conformità dei lavori.

Chi può richiederlo

Il bonus sicurezza, così come la generalità delle spese rientranti nella detrazione del 50% per le ristrutturazioni, può essere fruito da tutti i soggetti tenuti al versamento dell’Irpef.

Più nel dettaglio, possono detrarre la spesa sostenuta i proprietari dell’immobile nel quale sono installati i sistemi di sicurezza, ma anche i titolari di diritti reali o personali di godimento.

Forniamo quindi di seguito l’elenco di chi può beneficiare del bonus per il 2023:

  • proprietari o nudi proprietari
  • titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie)
  • locatari o comodatari
  • soci di cooperative divise e indivise
  • imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce
  • soggetti indicati nell’articolo 5 del Tuir, che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.

Può beneficiare della detrazione se sostiene la relativa spesa e se i bonifici e le fatture sono a lui intestati anche il familiare convivente di chi possiede o detiene l’immobile, il coniuge separato assegnatario dell’immobile, il convivente o parte dell’unione civile.

Bonifico parlante

Particolare attenzione bisognerà prestare alle modalità di pagamento da adottare. Anche per le spese che rientrano nel bonus sicurezza è infatti necessario utilizzare il bonifico parlante, contenete i seguenti dati:

  • causale del versamento, con riferimento alla norma (articolo 16-bis del Dpr 917/1986)
  • codice fiscale del beneficiario della detrazione
  • codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.

Il bonifico dovrà essere conservato, insieme alle fatture e alle ricevute delle spese effettuate, ed esibito in caso di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Cessione del credito e sconto in fattura

Le detrazioni previste per i lavori di ristrutturazione, nelle quali come abbiamo visto rientrano una variegata categoria di spese, sono normalmente fruite in dichiarazione dei redditi.

Il bonus è quindi ripartito in 10 rate di pari importo, nell’anno in cui è sostenuta la spesa e in quelli successivi.

Alla modalità ordinaria di fruizione si affianca la possibilità di beneficiare dello sconto in fattura o della cessione del credito e in ambedue i casi, il contribuente può recuperare in tempi celeri l’agevolazione riconosciuta. La monetizzazione dei bonus fiscali si applica dunque anche alle spese per la sicurezza.

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