Bonus ristrutturazione 2021: come funziona, novità e lavori ammessi

Rosaria Imparato

20/08/2021

20/08/2021 - 12:49

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Come funziona il bonus ristrutturazioni? Nella guida che segue vediamo i lavori ammessi, a chi spetta l’agevolazione, come pagare le spese e i documenti da conservare.

Bonus ristrutturazione 2021: come funziona, novità e lavori ammessi

Il bonus ristrutturazioni è uno degli incentivi del “pacchetto lavori in casa” più richiesto: si può usare fino al 31 dicembre 2021.

La proroga del bonus è arrivata con la scorsa legge di Bilancio: la manovra finanziaria di solito estende, di anno in anno, le agevolazioni per la casa. Per la proroga al 2022 bisognerà quindi attendere la prossima legge di Bilancio.

Ma come funziona il bonus ristrutturazioni? Nella guida di seguito vedremo i lavori ammessi, i soggetti che possono richiedere l’agevolazione e gli adempimenti da rispettare per ottenere il bonus Irpef del 50%.

Tra le novità più importanti di quest’anno c’è la possibilità di usufruire della cessione del credito e dello sconto in fattura in alternativa alla detrazione in dichiarazione dei redditi, ma solo per i lavori di ristrutturazione e riqualificazione.

Bonus ristrutturazione 2021 confermato in Legge di Bilancio

La Legge di Bilancio 2021 proroga in toto tutte le agevolazioni per la casa, senza sostanziali novità per quanto riguarda le aliquote di riferimento per la detrazione.

La proroga dei bonus casa è finalizzata a: “Favorire gli investimenti sul patrimonio edilizio, anche per aumentare la resilienza e sostenibilità e sostenere la ripresa del settore delle costruzioni.”

Il bonus ristrutturazione viene prorogato per il 2021 senza modifiche corpose rispetto all’agevolazione del 2020: fino al 31 dicembre è possibile fare i lavori di recupero edilizio usufruendo della detrazione Irpef al 50%.

A essere prorogati sono inoltre:

Le novità del bonus ristrutturazione nel 2021

Il bonus ristrutturazione è valido per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 e fino al 31 dicembre 2021 è possibile beneficiare della detrazione fiscale del 50% ed entro il limite di 96.000 euro di spesa.

Tra le regole riguardo gli adempimenti, dovrebbe rimanere obbligatoria la comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dalla data in cui si sono conclusi i lavori per gli interventi che comportano un risparmio energetico.

Ma anche se il bonus ristrutturazione è stato prorogato senza particolari cambiamenti non vuol dire che non ci siano novità.

Il decreto Rilancio ha introdotto dei cambiamenti sulle possibili modalità di fruizione dei bonus casa, che sono:

Tra le altre novità presenti in Legge di Bilancio 2021 è senza dubbio da segnalare che quest’anno rientra nell’agevolazione anche la sostituzione del gruppo elettronico.

Non solo: la manovra 2021 prevede anche il nuovo incentivo per la sostituzione di sanitari e rubinetti e per i sistemi di filtraggio di acqua potabile, così come l’intervento sulla normativa del Superbonus 110%.

I lavori ammessi in detrazione

Il bonus Irpef sui lavori di ristrutturazione edilizia può essere chiesto per gli specifici interventi di ristrutturazione e spese individuati dall’Agenzia delle Entrate, la cui guida è per ora aggiornata al luglio 2019.

La novità per il 2021 si trova al comma 60 dell’articolo 1 della Legge di Bilancio: la detrazione del 50% si applica anche per interventi di sostituzione del gruppo elettrogeno di emergenza esistente con generatori di emergenza a gas di ultima generazione.

L’elenco delle spese ammesse al bonus ristrutturazioni è il seguente:

  • interventi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, effettuati su tutte le parti comuni degli edifici residenziali o sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze;
  • interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi;
  • interventi relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto;
  • lavori finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche (ascensori o montacarichi, installazione di strumenti idonei alla mobilità interna ed esterna di portatori di handicap gravi);
  • interventi relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi (cancelli, grate, porte blindate, casseforti, fotocamere collegate a vigilanza privata, ecc..);
  • interventi finalizzati alla cablatura degli edifici e al contenimento dell’inquinamento acustico;
  • interventi effettuati per il conseguimento di risparmi energetici;
  • interventi per l’adozione di misure antisismiche come opere per la messa in sicurezza statica;
  • interventi di bonifica dall’amianto e opere per evitare gli infortuni domestici;
  • riparazione di impianti per la sicurezza domestica (per esempio, la sostituzione del tubo del gas o la riparazione di una presa malfunzionante);
  • installazione di apparecchi di rilevazione di gas;
  • monitoraggio di vetri anti-infortunio;
  • installazione corrimano;
  • sostituzione di porte interne.

Rientrano tra le spese detraibili anche:

  • le spese per la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse;
  • le spese per prestazioni professionali comunque richieste dal tipo di intervento;
  • le spese per la messa in regola degli edifici ai sensi del DM 37/2008 - ex legge 46/90 (impianti elettrici) e delle norme Unicig per gli impianti a metano (legge 1083/71);
  • le spese per l’acquisto dei materiali;
  • il compenso corrisposto per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti;
  • le spese per l’effettuazione di perizie e sopralluoghi;
  • l’imposta sul valore aggiunto, l’imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le denunzie di inizio lavori;
  • gli oneri di urbanizzazione;
  • gli altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione degli interventi nonché agli adempimenti stabiliti dal regolamento di attuazione degli interventi agevolati (decreto n. 41 del 18 febbraio 1998).

Chi può richiedere il bonus ristrutturazioni 2021

Non ci sono sostanziali novità in merito ai soggetti che possono richiedere il bonus ristrutturazioni nel 2021. L’agevolazione fiscale può essere richiesta da tutti i contribuenti soggetti al pagamento delle imposte sui redditi, residenti o non residenti in Italia.

La detrazione del 50% sull’Irpef può essere richiesta non solo dal proprietario dell’immobile ma anche al titolare dei diritti di godimento e da coloro che ne sosterranno le spese.

I beneficiari della detrazione fiscale nel 2021 sono:

  • proprietari o nudi proprietari;
  • titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
  • locatari o comodatari;
  • soci di cooperative divise e indivise;
  • imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce;
  • soggetti che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.

Se è stato stipulato un contratto preliminare di vendita - compromesso - chi ha comprato l’immobile può usufruire del bonus se:

  • è stato immesso nel possesso dell’immobile;
  • esegue i lavori di ristrutturazione a proprio carico;
  • è stato regolarmente registrato il compromesso.

L’agevolazione fiscale sui lavori di ristrutturazione può essere richiesta anche a chi esegue lavori in proprio sull’immobile relativamente alle spese sostenute per l’acquisto del materiale.

I documenti da conservare

Per richiedere la detrazione fiscale bisogna indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali dell’immobile.

Nello specifico, i documenti relativi all’immobile che il contribuente dovrà conservare per presentare a richiesta degli uffici dell’Agenzia delle Entrate sono:

  • domanda di accatastamento;
  • ricevute di pagamento dell’imposta comunale ICI-IMU;
  • delibera dell’assemblea per l’esecuzione dei lavori (parti comuni edifici residenziali) e tabella della ripartizione delle spese;
  • dichiarazione di consenso all’esecuzione dei lavori;
  • concessioni, autorizzazioni allo svolgimento dei lavori o dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà indicante data di inizio dei lavori e compatibilità con le spese ammesse al Bonus ristrutturazioni.

La comunicazione ENEA

A partire dai lavori effettuati dal 1° gennaio 2018 è necessario inviare comunicazione all’ENEA sulle spese di ristrutturazione sostenute.

Tutte le istruzioni su come bisognerà fare la comunicazione ENEA dei lavori di ristrutturazione sono racchiuse nella guida pubblicata il 21 novembre 2018 che si mette di seguito in allegato:

Guida comunicazione ENEA ristrutturazioni
Scarica la guida e le istruzioni per l’invio della comunicazione delle spese di ristrutturazione che comportano risparmi energetici

L’obbligo non riguarda tutti i lavori ma soltanto quelli che comportano un risparmio energetico. Ecco l’elenco completo:

Componenti e tecnologieTipo di intervento
Strutture edilizie - riduzione della trasmittanza delle pareti verticali che delimitano gli ambienti riscaldati dall’esterno, dai vani freddi e dal terreno;
- riduzione delle trasmittanze delle strutture opache orizzontali e inclinate (coperture) che delimitano gli ambienti riscaldati dall’esterno e dai vani freddi;
- riduzione della trasmittanza termica dei Pavimenti che delimitano gli ambienti riscaldati dall’esterno, dai vani freddi e dal terreno
Infissi - riduzione della trasmittanza dei serramenti comprensivi di infissi che delimitano gli ambienti riscaldati dall’esterno e dai vani freddi
Impianti tecnologici - installazione di collettori solari (solare termico) per la produzione di acqua calda sanitaria e/o il riscaldamento degli ambienti;
- sostituzione di generatori di calore con caldaie a condensazione per il riscaldamento degli ambienti (con o senza produzione di acqua calda sanitaria) o per la sola produzione di acqua calda per una pluralità di utenze ed eventuale adeguamento dell’impianto;
- sostituzione di generatori con generatori di calore ad aria a condensazione ed eventuale adeguamento dell’impianto;
- pompe di calore per climatizzazione degli ambienti ed eventuale adeguamento dell’impianto;
- sistemi ibridi (caldaia a condensazione e pompa di calore) ed eventuale adeguamento dell’impianto;
- microcogeneratori (Pe<50kWe);
- scaldacqua a pompa di calore;
- generatori di calore a biomassa;
- installazione di sistemi di contabilizzazione del calore negli impianti centralizzati per una pluralità di utenze;
- installazione di sistemi di termoregolazione e building automation;
- installazione di impianti fotovoltaici
Elettrodomestici 2 (solo se collegati ad un intervento di recupero del patrimonio edilizio iniziato a decorrere dal 1° gennaio 2017) - forni;
- frigoriferi;
- lavastoviglie;
- piani cottura elettrici;
- lavasciuga;
- lavatrici

Come pagare?

Per fruire della detrazione prevista dal bonus ristrutturazioni 2021 è necessario che i pagamenti siano effettuati con bonifico bancario o postale. Nel bonifico dovranno essere indicati i seguenti dati:

  • causale del versamento: Bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall’articolo 16-bis del Dpr 917/1986;
  • codice fiscale del beneficiario della detrazione;
  • codice fiscale o Partita IVA del beneficiario del pagamento.

Per quanto riguarda gli interventi realizzati sulle parti comuni dei condomini, oltre al codice fiscale del condominio bisognerà indicare quello dell’amministratore o del condomino che effettua il pagamento.

Quando ci sono più persone che sostengono la spesa e che intendono fruire della detrazione bisognerà indicare nel bonifico il codice fiscale di tutte le persone interessate.

Il bonus ristrutturazioni può essere richiesto anche se i lavori sono stati pagati con un finanziamento.

Il contribuente in questo caso può richiedere lo sconto Irpef del 50% ma la società finanziaria dovrà pagare tramite bonifico, seguendo tutte le indicazioni per la compilazione (indicando il CF del soggetto per il quale si effettua il pagamento) e il titolare dell’agevolazione fiscale dovrà conservare la ricevuta del bonifico.

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