Bonus famiglia 2019: agevolazioni e contributi per mamme, papà e figli

Bonus Famiglia 2019: tra conferme e novità ecco quali sono le agevolazioni e i contributi economici accessibili dal prossimo anno.

Bonus famiglia 2019: agevolazioni e contributi per mamme, papà e figli

Nel 2019 ci saranno molte conferme e novità tra i bonus per la famiglia.

La Legge di Bilancio 2019, infatti, dovrebbe contenere uno speciale “pacchetto famiglia”, contenente diverse misure per il sostegno del reddito. Utilizziamo il condizionale perché al momento gli emendamenti di questo pacchetto devono essere ancora approvati, quindi non abbiamo ancora la certezza che queste misure entreranno a far parte effettivamente della manovra finanziaria. Ci sono però alcuni bonus per la famiglia che non necessitano di un rifinanziamento per il 2019, quindi sono automaticamente confermati per il prossimo anno.

Prima di andare avanti è comunque importante sottolineare che non esiste un vero e proprio bonus famiglia; ce ne sono diversi, ognuno dei quali presenta determinati requisiti e procedure per la richiesta.

Ad esempio, ci sono dei bonus per le famiglie con figli, alcuni dei quali non essendo legati al reddito possono essere richiesti indipendentemente dall’ISEE. Poi ce ne sono altri per le famiglie in difficoltà economica.

Insomma, i beneficiari dei bonus famiglia sono diversi e la disciplina solitamente varia ogni anno a seconda delle risorse stanziate nella manovra finanziaria. Ecco perché è bene aggiornarsi costantemente su quelle che sono le novità a riguardo, così da non perdere l’occasione di usufruire degli aiuti che lo Stato mette a disposizione delle famiglie.

In attesa di capire se il “pacchetto famiglia” sarà approvato oppure no, vediamo quali sono i bonus confermati e quelli che invece devono essere rifinanziati dalla manovra finanziaria per il prossimo anno.

Bonus bebè (da confermare)

Il rinnovo del bonus bebè per il 2019 è tra gli emendamenti del pacchetto famiglia; solo in caso di approvazione dell’emendamento specifico, quindi, questo contributo verrà confermato per il prossimo anno.

Per chi ancora non lo conoscesse si tratta del cosiddetto premio natalità INPS che consiste in un assegno di 80€ al mese per ogni figlio nato o adottato nel corso dell’anno. Il requisito necessario per avere diritto al premio è un reddito ISEE sotto i 25mila euro. Le famiglie appartenenti a una fascia ISEE sotto i 7mila euro beneficiano, invece, di un assegno pari a 160€ mensili.

Fino agli anni scorsi il bonus bebè era fruibile fino al compimento del 3° anno di età del figlio naturale o adottivo, ma dal 2018 il contributo viene corrisposto per soli 12 mesi. Sono esclusi da questa novità coloro che hanno beneficiato del bonus bebè prima del 1° gennaio 2019, i quali continueranno a riceverlo fino ad avente diritto ricordandosi però di presentare l’ISEE aggiornato per ogni anno.

L’emendamento proposto dal Ministro per la famiglia prevede una novità molto importante: per ogni figlio successivo al primo si ottiene una maggiorazione del 20% sull’importo del bonus bebè. Non ci sono variazioni, invece, per fasce di reddito (confermate le due fasce 0-7.000€ e 7.000-25.000€) e per la durata che, anche per il 2019, sarà di 12 mesi.

Bonus asilo nido (confermato)

Sia il bonus asilo nido, che quello mamme domani che vedremo di seguito, sono confermati per il 2019. Nel dettaglio, questo è rifinanziato fino al 2020, mentre il bonus mamma domani è una misura strutturale.

Si tratta di due aiuti per le famiglie che in questi anni hanno avuto molto successo tra le famiglie, anche perché non sono legati all’ISEE. Il bonus asilo nido è un contributo riservato alle famiglie che mandano i loro figli al nido, sia pubblico che privato, le quali hanno diritto ad un rimborso sulle spese sostenute per la retta e l’iscrizione.

L’importo massimo rimborsabile è di 1.000 euro su un totale di 11 mensilità, per un importo mensile di 90,91€.

Bonus mamma domani (confermato)

Anche il bonus mamma domani, quindi, può essere richiesto nel 2019 (e negli anni successivi visto che si tratta di una misura strutturale). Questo consiste nell’erogazione di 800 euro in favore delle donne incinte e si chiama così perché viene concesso prima della nascita del bambino.

L’assegno, che viene corrisposto dall’INPS in un’unica soluzione, è concesso alle donne che abbiano superato il 7° mese di gravidanza indipendentemente dal reddito ISEE.

Come specificato dall’INPS il bonus non è legato all’evento, ma al numero di figli; di conseguenza per i parti gemellari si possono ottenere 1.600€.

Possono richiedere il bonus mamme domani anche le famiglie che adottano un bambino, purché al momento della domanda siano in possesso del provvedimento giudiziario che lo attesta.

Voucher baby sitter e nido (da confermare)

Alle neomamme che rinunciano al congedo parentale negli anni scorsi è stato riconosciuto un bonus baby sitter e asili nido consistente in voucher telematici rilasciati dall’Inps del valore di 600€.

Come si può facilmente capire dal nome di questo contributo statale, i 600€ devono essere utilizzati per pagare iscrizione e rette dell’asilo nido, oppure per i compensi della baby sitter (tramite il Libretto Famiglia).

Può essere richiesto sia dalle lavoratrici subordinate che dalle autonome, tuttavia mentre le prime hanno diritto al voucher per 6 mesi, le seconde solamente per 3 mensilità.

Anche la conferma di questa misura è prevista nel pacchetto degli emendamenti alla Legge di Bilancio; per dare l’ufficialità di un suo rinnovo per il 2019, quindi, dovremo attendere l’approvazione da parte del Parlamento.

Reddito di cittadinanza (da introdurre)

Da marzo 2019 per le famiglie in difficoltà economica dovrebbe essere introdotto un nuovo sostegno economico che andrà a sostituire l’attuale REI (reddito di inclusione): stiamo parlando del reddito di cittadinanza, per il quale nella Legge di Bilancio 2019 sono stati stanziati 9 miliardi di euro. Per l’ufficialità però bisognerà attendere l’approvazione di un decreto legge che sarà slegato dalla Legge di Bilancio.

Al momento sappiamo che il reddito di cittadinanza consiste in un’integrazione sul reddito fino al raggiungimento dei 780€ mensili; gli importi del contributo poi dovrebbero essere rimodulati in base al numero di componenti del nucleo familiare, ma al momento c’è ancora poca chiarezza sulle cifre. Il limite di reddito per usufruirne dovrebbe essere pari ad 8.000€.

Ma il reddito di cittadinanza non è solamente una misura assistenziale; chi beneficia dell’assegno mensile, infatti, dovrà anche sottoscrivere un accordo con il centro per l’impiego impegnandosi ad accettare almeno una delle prime tre offerte di lavoro che gli verranno presentate; inoltre, bisognerà frequentare dei corsi di formazione e rendersi disponibili per 8 ore alla settimana in lavori socialmente utili.

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