Bonus baby sitter, 1.000 euro nel Decreto Ristori bis: richiesta riservata agli autonomi

Decreto Ristori bis: riconosciuto - ai soli lavoratori autonomi - un bonus da 1.000 euro per le famiglie che devono necessariamente far affidamento sulla baby sitter causa chiusura delle scuole.

Bonus baby sitter, 1.000 euro nel Decreto Ristori bis: richiesta riservata agli autonomi

Bonus baby sitter di 1.000 euro, è ufficiale: è riservato ai lavoratori autonomi. Per i dipendenti c’è invece la possibilità di un congedo parentale.

Il Decreto Ristori bis introduce nuovi per le famiglie che - trovandosi nella zona rossa - hanno dovuto fare i conti con la chiusura delle scuole medie. Giuseppe Conte - che in conferenza stampa aveva annunciato il riconoscimento di nuovi aiuti per le famiglie in quelle zone dove è stato necessario chiudere le scuole medie (eccetto che per le classi prime) - ha mantenuto la promessa, prevedendo un nuovo bonus baby sitter e congedi parentali.

Va detto, però, che a differenza del primo lockdown, non viene data libertà di scelta ai lavoratori dipendenti, i quali non potranno fare richiesta del nuovo bonus baby sitter - che è riservato agli autonomi - ma solamente del congedo parentale.

Nel dettaglio, il Decreto Ristori bis ha stanziato altri 2,5 miliardi di euro per dare supporto alle imprese, ai lavoratori e alle famiglie penalizzate dalle nuove restrizioni, specialmente per chi si trova nella zona rossa e in questo momento è sottoposto ad un vero e proprio lockdown. Aiuti che in parte vanno a compensare la chiusura delle scuole medie e superiori; vediamo in che modo facendo chiarezza su come funzionano il nuovo bonus baby sitter e il congedo parentale.

Bonus baby sitter 1.000 euro: come funziona?

Con l’approvazione del Decreto Ristori bis, il cui testo è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, entra in vigore un nuovo bonus baby sitter da 1.000 euro.

Nel testo del provvedimento, però, si leggono requisiti particolarmente restrittivi per beneficiare del nuovo bonus baby sitter. Questo, infatti, è riservato ai soli:

  • lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata;
  • lavoratori iscritti alle gestioni speciali dell’assicurazione generale obbligatoria, ossia gli artigiani, i commercianti , i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli.

Questi, inoltre, non devono essere iscritti al altre forme di previdenza obbligatoria.

Come già anticipato il bonus baby sitting è riservato alle sole famiglie che si trovano in un’area caratterizzata da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto, quindi per le Regioni dell’area rossa (che al momento comprende Lombardia, Piemonte, Calabria e Valle d’Aosta). Se ne può fare richiesta, però, solamente per quei figli ai quali è stata disposta la sospensione dell’attività didattica in presenza delle scuole secondarie di primo grado.

Inoltre, questo bonus è riconosciuto a patto che:

  • tutti e due i genitori siano lavoratori;
  • nessun genitore sia beneficiario di altre forme di tutela del reddito;
  • la prestazione lavorativa, per entrambi i genitori, non può essere svolta in modalità agile.

Queste le condizioni previste per beneficiare del bonus baby sitter che, come da consuetudine, verrà erogato tramite Libretto Famiglia secondo istruzioni dell’INPS.

Ma attenzione, perché c’è una netta differenza tra questo bonus e quello riconosciuto durante il primo lockdown. Nel testo del Decreto Ristori, infatti, c’è scritto chiaramente che questo non può essere utilizzato per le “prestazioni rese da familiari. Non potrà essere utilizzato, quindi, per pagare i nonni che si prendono cura dei nipoti.

Bonus baby sitter 1.000 euro per le famiglie con figli disabili

C’è un’altra novità che riguarda esclusivamente le famiglie con figli in stato di grave disabilità accertata ai sensi dell’articolo 1, comma 4, della Legge 104/1992. Ebbene, in questo caso il bonus baby sitter da 1.000 euro potrà essere richiesto in caso di chiusura delle scuole come pure dei centri diurni.

Congedo parentale alternativo al bonus baby sitter

I lavoratori dipendenti, invece, possono ricorrere ad un congedo parentale. Per farlo è necessario che questi soddisfino i requisiti suddetti: ad esempio, entrambi i genitori devono lavorare, e l’altro genitore non deve aver usufruito di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa.

Questo è retribuito al 50% dello stipendio e se ne potrà usufruire per tutto il periodo in cui gli studenti delle scuole medie dovranno seguire la lezione da casa usufruendo della didattica a distanza.

Lo stesso strumento può essere richiesto anche dalle famiglie con disabili per la chiusura di scuole e centri diurni.

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