Bonus 200 euro, che caos: milioni di lavoratori rischiano di non averlo, ecco perché

Simone Micocci

24 Giugno 2022 - 15:58

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Bonus 200 euro: quando si avvicina il momento del pagamento mancano ancora informazioni chiare. Le aziende non sanno cosa fare, pagamento a rischio per milioni di persone.

Bonus 200 euro, che caos: milioni di lavoratori rischiano di non averlo, ecco perché

A lanciare l’allarme è l’Associazione nazionale consulenti del lavoro (Ancl), la quale lamenta un vero e proprio caos per quanto riguarda il pagamento del bonus 200 euro in busta paga.

Come abbiamo già avuto modo di spiegare, ci sono aziende che devono caricare il bonus 200 euro già nel cedolino di giugno e altre che invece potranno aspettare quello di luglio. Nel dettaglio, la regola generale, per la quale sono arrivati i chiarimenti da parte dell’Inps, stabilisce che:

  • i 200 euro vanno sul cedolino di giugno quando lo stipendio viene pagato nel mese successivo a quello di riferimento;
  • i 200 euro vanno sul cedolino di luglio quando lo stipendio viene pagato nel mese corrente.

In entrambi i casi, così come stabilito dall’articolo 31 del decreto legge n.50/2022, i 200 euro vengono erogati con la retribuzione pagata a luglio.

Tuttavia, quando sta per arrivare il momento di pagare il bonus 200 euro, ci sono aziende che non sanno ancora come muoversi. E a farne le spese potrebbero essere milioni di lavoratori, i quali - almeno per il momento - potrebbero non ricevere il bonus in busta paga.

Il bonus 200 euro non è chiaro

Più volte abbiamo fatto notare che la normativa che introduce il bonus 200 euro, il decreto n.50 del 17 maggio 2022, è poco chiara e lascia ampio spazio all’interpretazione.

Dello stesso avviso l’Associazione nazionale consulenti del lavoro, secondo cui questa mancanza d’informazioni farà sì che milioni di dipendenti non riceveranno il bonus 200 euro o comunque lo avranno in ritardo rispetto alle tempistiche.

A lanciare l’allarme è Dario Montanaro, presidente della suddetta Associazione, il quale lamenta la mancanza d’istruzioni operative da parte dei ministeri di Economia e Lavoro. “Sembra quasi che vogliano rimandare l’impatto finanziario sui conti dello Stato”, ipotizza Montanaro; d’altronde è proprio questo che potrebbe succedere, visto che ci sono datori di lavoro che in mancanza d’istruzioni chiare potrebbero aspettare prima di anticipare i 200 euro in busta paga.

È vero che l’Inps “ha provato a metterci una toppa” emanando una circolare per gli aspetti applicativi, ma secondo l’Associazione nazionale consulenti del lavoro questa non chiarisce nulla:

Non è accettabile una tale sequenza di eventi per una misura che coinvolge quasi tre milioni di lavoratori.

Ma a cosa si deve questa scarsa chiarezza da parte dell’Inps? Secondo le informazioni in possesso di Montanaro, il problema - ancora più grave - è che persino l’istituto previdenziale è in attesa d’informazioni da parte dei ministeri competenti.

Da qui l’appello al ministero dell’Economia e delle Finanze e a quello del Lavoro: servono maggiori chiarimenti entro l’inizio della prossima settimana, altrimenti “si determineranno le condizioni per le quali sarà impossibile erogare il bonus a milioni di lavoratori a causa delle evidenti inefficienze della pubblica amministrazione”.

Basti pensare che non sono state date informazioni riguardo al modello di autocertificazione che il dipendente deve consegnare al datore di lavoro: l’unico Fac-simile a disposizione è quello realizzato dalla Fondazione studi consulenti del lavoro, e le uniche istruzioni su come compilarlo e quando consegnarlo si leggono dalla stampa.

Ancora una volta imprese e lavoratori rischiano di essere ostaggio di una “burocrazia lenta e farraginosa”. E ancora peggio va al bonus indirizzato ai lavoratori autonomi, per i quali - a oltre 60 giorni dall’approvazione del provvedimento che lo prevede - manca ancora l’apposito decreto attuativo.

Bonus 200 euro: chi non lo riceve pur lavorando

Ricordiamo che, al netto della mancanza d’informazioni da parte dell’Inps, ci sono lavoratori che in ogni caso non hanno diritto al bonus.

Nel dettaglio, per averne diritto serve aver beneficiato in almeno una delle prime quattro mensilità del 2022 della riduzione dello 0,8% della contribuzione Ivs.

Questo significa che almeno uno stipendio tra gennaio e aprile 2022 deve essere risultato inferiore a 2.692 euro (lordi). Di conseguenza, non hanno diritto al bonus:

  • coloro che hanno percepito solamente stipendi superiori alla suddetta soglia;
  • coloro che non hanno avuto alcun rapporto di lavoro tra gennaio e aprile;
  • coloro che pur avendo un rapporto di lavoro in essere tra gennaio e aprile non hanno percepito alcuno stipendio. Pensiamo, ad esempio, a chi per mancanza di green pass è risultato assente ingiustificato al lavoro.