Bond: il tonfo dei rendimenti è globale

Il mercato obbligazionario continua a far tremare: dagli USA all’Australia, i rendimenti globali stanno continuando ad affondare

Bond: il tonfo dei rendimenti è globale

I rendimenti obbligazionari di tutto il mondo stanno scendendo senza sosta.

Nelle ultime ore, a far riflettere non sono stati soltanto i Treasury USA. Dalla Germania fino ad arrivare all’Australia, il mercato dei bond è tornato a rispolverare l’ipotesi di una recessione in dirittura d’arrivo.

Tutto è iniziato qualche giorno fa, quando la curva dei rendimenti USA si è invertita per la prima volta dal 2007, anno che ha aperto le porte alla grande crisi finanziaria globale. L’inversione ha rappresentato un vero e proprio campanello d’allarme (il segnale viene generalmente considerato anticipatore di recessione), ma il tonfo dei rendimenti ha progressivamente iniziato ad interessare non soltanto gli USA, ma il mondo intero.

Bond: il calo dei rendimenti è globale

Anche l’Asia è stata travolta dal calo dei rendimenti obbligazionari nel momento in cui i timori di recessione hanno alimentato le aspettative di un maggiore allentamento delle politiche da parte delle principali banche centrali. Alcuni alcuni mercati azionari dell’area, comunque, sono riusciti a stabilizzarsi dopo alcune vendite anticipate.

Le preoccupazioni relative all’inversione della curva USA si sono accentuate quando qualche ora fa i rendimenti del decennale sono crollati ancora sui minimi di 15 mesi, in area 2,34%.

Wall Street, di conseguenza, ha archiviato l’ultima seduta con tutti i principali indici sotto la parità:

  • S&P 500: -0,46%;
  • Dow Jones: -0,13%;
  • Nasdaq: -0,63%.

Persino l’Europa è stata interessata dal tonfo dei rendimenti globali. Il decennale tedesco, solo per fare un esempio, è scivolato ancora in territorio negativo nel momento in cui la BCE Draghi ha parlato di un possibile ulteriore rinvio nel rialzo dei tassi di interesse.

Allo stesso tempo, la Reserve Bank of New Zealand ha addirittura abbandonato la sua guidance neutrale rispolverando l’ipotesi di un taglio del costo del denaro. Lo scenario ha avuto un impatto deciso sugli yield neozelandesi e australiani, entrambi crollati su nuovi minimi.

Giù anche i rendimenti obbligazionari del decennale giapponese, scivolato sui minimi di agosto 2016. Il mercato dei bond si sta nuovamente rendendo protagonista e, secondo alcuni esperti, finirà per pesare in maniera decisa sulle azioni:

“Crediamo che l’appiattimento o l’inversione della curva siano un brutto segno per l’azionario”,

ha tuonato Oliver Jones, economista di mercato di Capital Economics.
Se il tonfo dei rendimenti sarà anticipatore di recessione, però, si capirà soltanto più avanti.

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1 commento

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Giorgio P. • 3 mesi fa

Il cambiamento, oltre che nel mondo della finanza, credo dovuto alla visione diversa che ogni popolo ha del proprio futuro. Tempi e decisioni sempre più accelerati, quindi relazioni sempre più tese e violente di certo non tranquillizzano il mondo della finanza, dunque si cerca di essere meno «bloccati». I bond sono il contratto con cui un investitore compra «un debito», quindi sovvenziona, un’impresa o uno stato. E questa operazione sarà remunerativa solo nel medio/lungo termine, e per questo devo tenere impegnate troppe risorse. Oggi questo concetto diventa pericoloso. Meglio comprare pezzi di società, le azioni, che garantiscono meglio il concetto di valore e consentono benefici (e anche rischi) più gestibili e immediati.

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