Blocco degli sfratti, proroga a rischio? Pioggia di emendamenti al Milleproroghe 2021

Anna Maria D’Andrea

01/02/2021

01/02/2021 - 17:37

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Blocco degli sfratti fino al 30 giugno 2021: la proroga è in bilico. Sono numerosi gli emendamenti al decreto Milleproroghe per ridimensionare la sospensione; Italia Viva ne chiede la cancellazione totale.

Blocco degli sfratti, proroga a rischio? Pioggia di emendamenti al Milleproroghe 2021

Blocco degli sfratti, la proroga al 30 giugno 2021 non è certa. Sono numerosi gli emendamenti al decreto Milleproroghe che chiedono di ridimensionare la sospensione delle procedure esecutive.

Il decreto legge n. 183 del 31 dicembre 2020 ha prorogato il blocco degli sfratti fino al 30 giugno 2021, ma limitatamente ai provvedimenti di rilascio adottati per mancato pagamento del canone alle scadenze e ai provvedimenti di rilascio conseguenti all’adozione del decreto di trasferimento di immobili pignorati ed abitati dal debitore e dai suoi familiari.

Il destino della norma che proroga il blocco delle procedure esecutive è però in bilico. In Commissione Finanze della Camera, l’orientamento espresso dalla Maggioranza è stato chiaro: è necessario limitare la durata della sospensione delle esecuzioni, che rischia di ripercuotersi negativamente sui proprietari di immobili in affitto.

Tra le criticità, c’è l’obbligo per i proprietari di immobili in affitto di versare le imposte anche sui canoni non riscossi.

Quali sono le novità proposte? Dall’esonero delle tasse, all’eliminazione tout court del blocco, facciamo il punto sugli emendamenti all’esame della Camera.

Blocco degli sfratti, proroga a rischio? Pioggia di emendamenti al Milleproroghe 2021

Dura ormai da mesi il blocco degli sfratti, introdotto dal Decreto Cura Italia e successivamente prorogato, fino ad arrivare al 30 giugno 2021 per effetto del decreto Milleproroghe 2021.

La misura, prevista inizialmente come soluzione alle difficoltà economiche causate dal Covid-19, è stata sin da subito contestata dai proprietari di immobili in affitto e da Confedilizia, che ha evidenziato l’incostituzionalità di una norma che rischia di ledere la proprietà privata.

Ed è anche per “bilanciare gli interessi” che ora la proroga del blocco degli sfratti potrebbe essere ridimensionata. Come riportato da Skytg24, Sono diversi gli emendamenti al decreto legge Milleproroghe 2021 presentati in tal senso, da tutti i gruppi politici.

Beatrice Lorenzin (PD), chiede di limitare il blocco degli sfratti alle procedure esecutive adottate a fine gennaio 2020. Italia Viva propone di cancellare in toto la norma, supportata dai partiti di opposizione.

Intervenire sulle ripercussioni fiscali è invece l’intento di Stefano Fassina (LeU), che chiede di esonerare i proprietari dal versamento delle tasse sui canoni commerciali non percepiti.

Dal M5S arriva invece la proposta di bloccare gli sfratti solo per chi è in effettiva difficoltà economica, non ha un lavoro e non è proprietario di altri immobili.

Se le proposte sono tutt’altro che uniformi, appare invece chiaro l’orientamento espresso dalla Commissione Finanze della Camera, indirizzato alle commissioni competenti sul decreto Milleproroghe: ridimensionare e limitare il blocco degli sfratti.

Confedilizia e sindacati degli inquilini ai poli opposti sulla proroga del blocco degli sfratti

Nettamente contrarie ad uno stop al blocco degli sfratti le associazioni degli inquilini. In un comunicato del 28 gennaio 2021, i Segretari Generali di SUNIA, Stefano Chiappelli; SICET, Nino Falotico; UNIAT, Augusto Pascucci e Unione Inquilini, Massimo Pasquini, esprimono la propria contrarietà.

Quel che si contesta è la possibilità che venga effettuata una differenziazione tra le morosità incolpevoli pre e post pandemia, anche considerando le difficoltà dell’esecuzione forzata degli sfratti in un periodo di limitazione agli spostamenti tra Comuni.

I sindacati a tutela degli inquilini si dicono:

consapevoli delle difficoltà dei proprietari, ma l’alternativa in questa fase non può intervenire prima del 30 giugno. Bene invece farebbero Governo e Parlamento a prevedere ristori ed esenzioni in favore della proprietà interessata.

Al polo opposto c’è invece Confedilizia, che con una nota del Presidente Giorgio Spaziani Testa, afferma la propria contrarietà al blocco delle esecuzioni “non essendo accettabile che lo Stato scarichi sui privati compiti che sono suoi propri”, esprimendo apprezzamento circa le valutazioni in corso da parte della maggioranza.

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