Blackstone ha avvisato una Fed complice che il gioco sui tassi è bello, se dura poco

Mauro Bottarelli

3 Dicembre 2022 - 13:00

Il gestore Usa congela i riscatti dal suo fondo immobiliare per eccesso di richieste. Ma se riduci il redeem mensile allo 0,3% dei net assets, a fronte di AUM da 880 miliardi, la pantomima è palese

Blackstone ha avvisato una Fed complice che il gioco sui tassi è bello, se dura poco

Nemmeno due giorni e il dubbio amletico legato a questa immagine

Andamento di detenzioni bancarie Usa di MBS Andamento di detenzioni bancarie Usa di MBS Fonte: FRED

pare aver trovato risposta: gli MBS precipitati in negativo non scontano un deprezzamento sul fair value a cui sono contabilizzati a causa dell’aumento dei tassi. Con ogni probabilità, le banche Usa li stanno svendendo. Con il badile. E la conferma di questa ipotesi arriva da qui:

Perché quando il principale gestore alternativo statunitense, un moloch da 880 miliardi in AUM (Asset-Under-Management), blocca i riscatti dal suo fondo immobiliare non quotato, il Breit, per un eccesso di domanda da parte di investitori apparentemente alla disperata ricerca di liquidità, si alzano immediatamente le bandierine rosse. Come in spiaggia, quando il mare diventa grosso e il bagnino spegne sul nascere le velleità surfistiche dei bambini.

Chi segue il mercato da anni, chi ha vissuto i barbari ai cancelli, il buyout di RJR Nabisco e il collasso di LTCM, certamente non si fa spaventare da qualche gates che si alza con eccessiva prudenza. Certo, il clima è di quelli che si prestano a strane bizzarrie. Perché mentre il reverse repo della Fed di New York continua a macinare controvalori di utilizzo oltre il trilione quotidiano da parte di istituzioni finanziarie che parcheggiano miliardi in cambio di un tasso risk-free divenuto molto interessante, dal sottosuolo arrivano segnali di apparente crisi di liquidità come questo. Riscatti talmente di massa da doverli bloccare.

E contingentare nel controvalore. In maniera un po’ drastica, però. E a fronte di una situazione decisamente borderline come questa:

Strappo dell'articolo del Financial Times sul caso Blackstone Strappo dell’articolo del Financial Times sul caso Blackstone Fonte: FT
Strappo dell'articolo del Financial Times sul caso Blackstone Strappo dell’articolo del Financial Times sul caso Blackstone Fonte: FT

se limitare allo 0,3% dei net assets la possibilità di riscatto per questo mese appare decisamente estremo, ecco che l’ammissione di Frank Cohen, presidente e amministratore delegato di Breit, mette i brividi: una leverage ratio del 46% equivale a giocare alla roulette russa con almeno tre proiettili nelle camere del tamburo. Finora, tutto è andato bene. Anzi, alla grande.

Come mostrano queste immagini:

Breakdown per voci e peso percentuale degli assets di Breit Breakdown per voci e peso percentuale degli assets di Breit Fonte: Blackstone
Controvalore su base annua delle commissioni incassate da Breit Controvalore su base annua delle commissioni incassate da Breit Fonte: Goldman Sachs

con un core business focalizzato sul rental housing in grado di garantire lo scorso anno qualcosa come 1,4 miliardi solo in fees, chiaramente il cielo per Breit era sempre blu. E sgombro da nubi. Peccato per quei tassi di interessi saliti così tanto e così in fretta, però. E quel mercato immobiliare che ha visto i prezzi crollare, i mutui andare alle stelle in piena erosione post-pandemica di risparmi e potere d’acquisto, mentre gli stock di immobili disponibili sul mercato restavano tali per troppe settimane. Glut, insomma.

Sarà per questo che le banche statunitensi scaricano - apparentemente - quegli MBS come se fossero collane di aglio regalate al Conte Dracula? Siamo arrivati al redde rationem del cerino in mano? Una cosa è certa: si continua a ballare ma non solo avvicinandosi sempre di più alla porta di sicurezza. Qualcuno ha proprio piantato le tende nei pressi e danza con le mani poggiate sul simbolico maniglione antipanico, pronto a spingerlo. E quei riscatti di massa, ora bloccati, confermano questa preoccupante quadriglia in atto.

Ora tutto è davvero nelle mani della Fed, chiamata a una delle decisioni più spartiacque di sempre al Consiglio del 13-14 dicembre. E con il dato occupazionale appena diffuso che spingerebbe per una prosecuzione del ciclo rialzista, il rischio di cortocircuito o policy error sale. A meno che non si tratti di una demolizione controllata. L’ennesima.

Perché i segnali cominciano a essere troppi: il mercato non ha più solo sete di liquidità. Sta disidratandosi. E se fino a ieri lo ha fatto silenziosamente, ora qualche richiesta di aiuto - pur dissimulata dall’emergenza di riscatti inattesi - sta cominciando a udirsi. E Blackstone, da pachiderma qual è, ha deciso che era giunta l’ora di barrire. Proprio sicuri che la Fed non sapesse nulla (e non fosse addirittura complice) di questa boutade?