Bill Gates sbotta: “Non si combatte così una pandemia”

Non siamo nemmeno vicini a fare abbastanza per combattere la pandemia, ammonisce Bill Gates

Bill Gates sbotta: “Non si combatte così una pandemia”

Non è così che si combatte una pandemia. La dura critica arriva dal padre di Microsoft Bill Gates.
Per Gates la situazione coronavirus, a livello globale ma soprattutto negli USA, è persino “più cupa” di quanto ci si aspettava in un primo momento.

Intervistato dalla CNN, ha letto l’elevato numero di decessi negli Stati Uniti come una dimostrazione del fatto che il suo Paese “non si sta nemmeno avvicinando a fare abbastanza per combattere la pandemia”.

La chiave - ha evidenziato - sta di certo nell’accelerare il lavoro di ricerca sul nuovo patogeno. Detto questo, non ha risparmiato una dura critica all’esecutivo Trump, seppure non nominandolo in maniera diretta:

“Va detto che molti Paesi hanno fatto molto e la tecnologia continua a migliorare. Ma gli Stati Uniti nello specifico non hanno avuto i messaggi che ci si sarebbe aspettati dalle leadership e dal coordinamento”.

Bill Gates sbotta: “Non si combatte così una pandemia”

Al momento ci sono quasi 2,5 milioni di contagi confermati negli Stati Uniti, con più di 122.000 decessi, stando ai più recenti dati della Johns Hopkins University.

Gates ha attribuito l’aumento dei casi alla carenze dei test e ai limiti nella tracciabilità dei contatti, oltre a notare un utilizzo della mascherina ancora marginale tra i cittadini statunitensi.

Il vero problema - ha spiegato - è l’elevata percentuale di americani che cercano di ignorare l’epidemia, spinti da un esecutivo statunitense che, di fatto, dà indicazioni simili, parlando di emergenza finita e di virus che sta morendo:

“L’atteggiamento di alcune persone molto conservatrici è quello di ignorare la pandemia, e purtroppo non sono in pochi a farlo”.

Ha poi respinto l’affermazione della Casa Bianca secondo cui l’aumento del numero dei casi è il risultato diretto di un aumento dei test, definendola “completamente falsa”.

Anche uscendo dallo scenario statunitense, si è detto molto deluso per la “mancanza di una leadership a livello mondiale per affrontare questo virus”, elemento che ha portato Paesi in via di sviluppo come Brasile e India a “subire tutto il peso della malattia”.

Sul fronte vaccino, l’imprenditore è in linea con il dottor Anthony Fauci, massimo esperto di malattie infettive della nazione; crede infatti che l’arrivo entro la fine dell’anno o a inizio 2021 è molto probabile.

A febbraio la fondazione Bill e Melinda Gates ha promesso fino a 100 milioni di dollari per contribuire a contenere i contagi in tutto il mondo e aiutare a trovare un vaccino.

In quello stesso frangente Gates ha spiegato che sono due le fasi di valutazione nello sviluppo di un vaccino. In primo luogo, si valuta che blocchi la malattia e, in secondo luogo, che impedisca il propagarsi dei contagi.

Riguardo l’ultimo elemento, ha avvertito che non c’è garanzia che “blocchi totalmente la trasmissione”. Malgrado ciò, sostiene che i test fino ad oggi indicano una “risposta anticorpale molto forte”.

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