Banche Centrali: la BCE vuole essere meno tedesca

Il nuovo corso di Christine Lagarde alla guida della BCE potrebbe iniziare con una novità particolarmente importante.

Banche Centrali: la BCE vuole essere meno tedesca

Forse le misure messe in campo dalla Banca Centrale Europea non sono le più adatte all’attuale contesto. Questo il dubbio che già da qualche tempo aleggia tra i funzionari dell’istituto con sede a Francoforte.

Secondo quanto riportato dall’agenzia Bloomberg, la BCE starebbe pensando di ridurre l’influenza, o di abbandonare completamente, l’approccio “teutonico” alla politica monetaria.

L’attuale politica monetaria della BCE, in linea con la view della BundesBank, è fondata sul pilastro fondamentale della base monetaria, cioè della quantità di moneta effettivamente in circolazione.

BCE: inflazione in quota 1% nonostante un bilancio da record

Gli ultimi anni hanno però fatto emergere la probabile inadeguatezza della quantità di moneta in circolazione a determinare l’andamento dei prezzi.

Eccezion fatta per un picco in quota 3% a fine 2011 ed una risalita sopra il 2% nel 2018, l’indice dei prezzi al consumo di Eurolandia, nonostante un bilancio della BCE in quota 4,7 mila miliardi di euro (41% del Pil di Eurolandia, oltre il doppio rispetto al 2015), fa fatica a superare il punto percentuale.

Non va meglio se guardiamo alle stime elaborate dalla stessa BCE che, a uno, due e cinque anni stima l’inflazione in quota 1,2, 1,4 e 1,7 per cento.

BCE: è il caso di cambiare prospettiva per la politica monetaria?

Su queste basi, ai piani alti dell’Eurotower gli alti funzionari della BCE, riporta Bloomberg News, starebbero ragionando sull’eventualità di modificare uno dei punti fondanti della strategia della banca centrale.

La valutazione delle politiche monetarie non dovrebbe più passare dalla quantità di moneta in circolazione (più moneta uguale più inflazione) ma da altri fattori, come ad esempio il credito concesso o l’impatto della politica monetaria sulla stabilità finanziaria.

La revisione di uno dei pilastri fondanti della politica monetaria della BCE arriva in concomitanza del nuovo corso avviato dall’elezione del nuovo governatore.

Christine Lagarde ha già fatto sapere di voler analizzare in dettaglio l’efficacia delle strategie portate avanti dalla Banca Centrale Europea, sia in termini di target di inflazione della BCE (secondo alcuni l’obiettivo del 2% non è più adatto all’attuale contesto economico) e sia alla luce delle sfide poste dal cambiamento climatico e dalle monete digitali.

BCE: appuntamento al meeting di gennaio?

La revisione della politica monetaria della BCE, rileva Bloomberg, potrebbe essere formalizzata nel meeting dei governatori in calendario a gennaio.

Oltre alle forti implicazioni pratiche che il cambiamento di uno dei pilastri della politica monetaria potrebbe comportare, va valutato anche l’aspetto simbolico, perché ad essere abbandonato potrebbe essere quello che da oltre 40 anni rappresenta uno dei pilastri fondanti della BundesBank.

Ovviamente il cambiamento di uno dei parametri chiave della politica monetaria è destinato ad innescare forti polemiche.

In un intervento di qualche anno fa, il n.1 della Banca centrale tedesca, Jens Weidmann, ha tenuto a rimarcare che “il pilastro monetario non ha assolutamente perso di importanza”.

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