BCE: Francia in pole nella corsa alla presidenza?

Sarebbero almeno tre i nomi caldi sul fronte francese per cogliere l’eredità di Mario Draghi alla guida della BCE. L’analisi

BCE: Francia in pole nella corsa alla presidenza?

In vista della scadenza del mandato per l’attuale Presidente della BCE Mario Draghi, prevista per il prossimo 31 ottobre 2019, la Francia si sta facendo spazio nella corsa a raccogliere l’eredità dell’italiano.

Sono infatti tre i nomi che al momento arrivano da Parigi: Francois Villeroy de Galhau, Benoit Coeure e Christine Lagarde.
Secondo Bloomberg le loro possibilità sono in aumento, e vanno a sfidare le maggiormente attenzionate figure di Jens Weidmann, a capo della tedesca Bundesbank, e Erkki Liikanen, governatore uscente della banca centrale finlandese.

Il neoeletto presidente BCE assumerà un mandato di otto anni a partire dal novembre del 2019.

Nuovo Presidente BCE: erede francese?

Considerando che prima di Draghi c’era il francese Jean-Claude Trichet, resta difficile pensare a un nuovo numero uno della BCE in arrivo da Parigi.

Solo pochi mesi fa infatti il nome più caldo era quello del tedesco Jens Weidmann, a capo della Bundesbank. Weidmann è visto da molti economisti come il più probabile successore visto che la presidenza della BCE non è mai andata alla Germania, malgrado costituisca la maggiore economia della zona euro.
Eppure al momento le probabilità di un nome francese sembrano moltiplicarsi.

L’opzione Christine Lagarde, 62enne direttrice del FMI, è la più gettonata. Estremamente conosciuta e apprezzata visto l’attuale ruolo, rappresenterebbe la prima donna alla conduzione della BCE.

Riguardo la possibile circostanza molti si sono affrettati a ipotizzare un avvicendamento Draghi-Lagarde, con l’italiano che, chiuso il suo mandato, virerebbe proprio verso la guida del Fondo.

A seguire, poi, le altre due candidature parigine: Francois Villeroy, dal 2015 a capo della Banca di Francia e considerato da molti l’erede di Trichet, solo qualche mese fa ha però minimizzato la prospettiva di una presidenza, pur non escludendola; in ultimo Benoit Coeuré, già in forze alla BCE come membro esecutivo, ruolo che storicamente non ha mai portato a un passaggio al comando.

Resta ancora forte sul lato opposto il nome del finlandese Erkki Liikanen. L’economista finlandese ha delineato il suo punto di vista in merito alla politica monetaria, spiegando come la chiave stia nell’essere risoluti:

“Quando l’inflazione sale oltre il 2%, che è il nostro obiettivo, allora va chiesto un aumento dei tassi di interesse. Quando resta molto al di sotto di quel livello, è necessaria una politica monetaria di stimolo”.

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