Bce: c’è un allarme dal Giappone, in arrivo un nuovo shock per l’Europa?

Violetta Silvestri

2 Giugno 2023 - 13:19

Secondo la Bce c’è un allarme Giappone che può scatenare il caos nel mercato obbligazionario europeo: perché il prossimo shock per la finanza in Eurozona arriverà dagli investitori nipponici?

Bce: c’è un allarme dal Giappone, in arrivo un nuovo shock per l’Europa?

La stabilità finanziaria in Europa ha una nuova minaccia: è il Giappone, secondo la Bce.

Nello specifico, i mercati obbligazionari dell’Eurozona rischiano di subire una profonda svendita causata da un improvviso ritiro degli investitori nipponici, se la Banca del Giappone dovesse porre fine alla sua politica monetaria ultra-espansiva. L’avvertimento è dell’Eurotower che ha illustrato le minacce finanziarie n grado di scuotere il già fragile sistema europeo di questo momento.

Nel mirino della Bce è finito il mercato dei titoli di Stato, osservato con estrema attenzione proprio mentre crescono i tassi di interesse (e i rendimenti delle obbligazioni) e gli acquisti della banca centrale si ritirano.

Il mercato del debito potrebbe subire un’ulteriore scossa dai movimenti dei trader giapponesi: perché la Bce ha lanciato l’allarme e cosa rischia l’Europa.

Perché il prossimo shock finanziario in Europa arriverà dal Giappone

“Se la Banca del Giappone decidesse di normalizzare la sua politica, ciò potrebbe influenzare le decisioni degli investitori giapponesi che hanno una grande impronta nei mercati finanziari globali, compreso il mercato obbligazionario dell’area dell’euro: queste le parole della Bce nella sua relazione semestrale sulla stabilità finanziaria.

Un allontanamento dal contesto di bassi tassi di interesse in Giappone potrebbe mettere alla prova la resilienza dei mercati obbligazionari globali, ha osservato la revisione semestrale della stabilità finanziaria europea.

La Banca centrale europea ha affermato che il rischio di “investitori giapponesi che si ritirano bruscamente dal mercato obbligazionario dell’area dell’euro” è tra le miriadi di possibili minacce al sistema finanziario dell’Eurozona, anche se l’area si è mostrata resiliente anche dopo le recenti turbolenze bancarie negli Stati Uniti e in Svizzera.

Il tema osservato, e che inquieta la Bce, è che banca centrale giapponese ha recentemente segnato il primo passo per allentare la sua politica monetaria ultra-espansiva, abbandonando la sua forward guidance secondo cui i tassi di interesse rimarrebbero pari o inferiori ai livelli attuali dopo che l’inflazione nel paese è aumentata al tasso più rapido degli ultimi quattro decenni. Questo significa che anche il Giappone è pronto ad aumentare i tassi, fornendo rendimenti del suo debito più interessanti.

Di contro, la ricaduta di un potenziale cambiamento di politica in Giappone sarebbe accentuata per i mercati del debito dell’Eurozona, perché coinciderebbe con la linea Bce volta a ridurre le proprie partecipazioni obbligazionarie quest’anno, ha affermato l’istituto con sede a Francoforte.

Il fatto è che gli investitori giapponesi detengono partecipazioni significative in titoli di stato della zona euro, in particolare debito francese, oltre a ingenti investimenti in titoli del Tesoro statunitensi e obbligazioni australiane. Il grafico elaborato da Financial Times è eloquente:

Debito mondiale acquistato da investitori giapponesi Debito mondiale acquistato da investitori giapponesi Quote in Europa, Usa, Australia

La normalizzazione della politica monetaria giapponese potrebbe portare a un rapido calo dei differenziali di tasso e una maggiore volatilità dei tassi di cambio, che potrebbe ridurre l’attrattiva dei carry trade - in cui gli investitori prendono a prestito a tassi bassi in Giappone per investire in obbligazioni a più alto rendimento all’estero.

Tassi giapponesi più elevati potrebbero indurre gli investitori a riportare denaro in patria e i tassi privi di rischio più alti, garantiti dal debito giapponese, potrebbero bloccare la ricerca del rischio degli investitori, inclusa la loro disponibilità a investire all’estero.

Gli investitori della nazione asiatica hanno già scaricato 5,4 trilioni di yen (38,7 miliardi di dollari) di obbligazioni europee nel 2022 secondo Bloomberg. Sebbene i fondi giapponesi siano stati acquirenti netti finora quest’anno, hanno speso solo 81 miliardi di yen sugli acquisti, l’importo più basso per un primo trimestre in sei anni.

Il messaggio della Bce è chiaro: con gli investitori giapponesi che scaricano i titoli di Stato europei per acquistare in patria e la Banca centrale europea che si ritira dai massicci acquisti di debito dei Paesi dell’Eurozona, chi comprerà il debito europeo? Il caos obbligazioni è pronto a esplodere?