Politiche monetarie BCE: De Guindos lancia l’allarme

Nonostante le decisioni prese dalla BCE siano state giuste, dai dati in arrivo dall’economia emergono allarmi che dovranno essere monitorati con attenzione. A dirlo è il vicepresidente della BCE.

Politiche monetarie BCE: De Guindos lancia l'allarme

A lungo evocati dai falchi all’interno del Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea, gli effetti collaterali delle politiche monetarie della Banca Centrale Europea stanno iniziando a manifestarsi.

Lo ha affermato il vicepresidente della BCE, Luis de Guindos, nell’ambito di un intervista alla testata tedesca Boersen-Zeitung.

Secondo l’economista spagnolo, già ministro in occasione del governo guidato da Mariano Rajoy, nei prossimi mesi sarà necessario porre particolare attenzione agli eventuali effetti collaterali.

BCE: De Guindos, effetti collaterali sempre più evidenti

In primo luogo, il vicepresidente ha difeso le misure adottate nel meeting di settembre, quando, tra le altre cose, il board ha ulteriormente ridotto il tasso sui depositi ed ha riavviato, questa volta senza fissare una scadenza, il piano di Quantitative Easing (Riunione BCE: Draghi annuncia il QE a tempo indeterminato).

«Il pacchetto messo in campo a settembre ha rappresentato, senza ombra di dubbio, la decisione giusta» ed “avrà un significativo effetto positivo". Ma, con la crescita dell’economia e dell’inflazione a livelli anemici, per l’istituto con sede a Francoforte c’è ancora tanto da fare.

“Abbiamo la possibilità di mettere in campo ulteriori azioni ed adotteremo ulteriori misure nel caso fosse necessario”, ha detto De Guindos.

Ma, nelle condizioni attuali, “è chiaro che gli effetti collaterali negativi stanno diventando sempre più pronunciati”.

“Siamo consapevoli degli effetti collaterali della nostra politica monetaria e cercheremo di controllarli in maniera ancora più scrupolosa in futuro”.

Secondo i contrari alle politiche della Banca Centrale, i due più grandi effetti negativi sarebbero rappresentati dai rischi per la stabilità finanziaria e dalla «zombificazione» dell’economia.

BCE: De Guindos, effetti della politica fiscale sono amplificati

De Guindos si è poi unito al coro che chiede un intervento più pronunciato da parte di quei governi che sono nelle condizioni di usare la leva fiscale.

Proprio grazie al contesto creato dalle autorità monetarie, che garantisce tassi di interesse molto bassi per parecchio tempo, “la politica fiscale potrebbe avere un impatto decisamente maggiore”.

Nonostante il fatto che dopo due anni di rallentamento il contesto macroeconomico di Eurolandia sembrerebbe essersi stabilizzato (“nel terzo e nel quarto trimestre abbiamo assistito ad una stabilizzazione”), il maggior pericolo continua ad essere rappresentato “dalla debolezza della crescita” e, in questo contesto, “la politica fiscale dovrà svolgere un ruolo molto più incisivo in futuro”.

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