Basta AI, Michael Burry rincara la dose. Molla del tutto quest’azienda e lancia raffica di attacchi short

Laura Naka Antonelli

06/05/2026

Michael Burry torna a farsi sentire con un post con cui fa un nuovo grande annuncio. Non finisce qui. I nuovi attacchi short contro queste azioni.

Basta AI, Michael Burry rincara la dose. Molla del tutto quest’azienda e lancia raffica di attacchi short

Già noto per aver lanciato negli ultimi mesi diversi alert sul rischio dell’esplosione della bolla AI, Mr. Big Short Michael Burry ha confermato la sua view negativa su alcune azioni che continuano invece a fare furore a Wall Street.

Burry è andato anche oltre, decidendo di mollare del tutto una partecipazione precedentemente presentata da alcuni media americani come una sorta di “ Grande Scommessa ”, espressione che ha dato il nome in Italia al film che ha raccontato la storia dell’investitore: la grande puntata short contro il mercato immobiliare USA, che ha confermato come da un bel po’ Burry avesse individuato quell’enorme castello di carta che, con la sua caduta, avrebbe provocato la crisi finanziaria del 2008.

A rivelare le ultime mosse è stato lui stesso, smontando per l’ennesima volta la fiducia degli investitori per le azioni delle Big Tech USA, in particolar modo per quelle delle società attive nel business dell’intelligenza artificiale. Convinto sostenitore della presenza di una bolla AI, Burry ha appena rincarato la dose contro i titoli del settore, dopo averli già colpiti con le scommesse short che hanno gelato Wall Street lo scorso autunno.

La prima grande notizia riguarda la meme stock GameStop, su cui Michael Burry era tornato a scommettere alla fine di gennaio, definendo la mossa un investimento di lungo periodo, giustificato dalla fiducia mostrata nei confronti del CEO del gruppo Ryan Cohen: “Credo in Ryan, mi piace la governance, la strategia, così come le vedo. Ho intenzione di detenere (le azioni) nel lungo periodo, e sono entusiasta di capire come si evolverà la situazione (...) Non sono troppo vecchio per essere paziente”, così aveva detto appena qualche mese fa.

Peccato che Cohen lo abbia deluso, e a quanto pare non poco, con la mega offerta appena presentata da GameStop per acquistare eBay, per $125 in azioni e contanti, valore complessivo di $55,5 miliardi.

Michael Burry non ha gradito l’offerta, facendo il suo grande annuncio dal suo profilo Substack:

Ho venduto l’intera posizione in GME”, ha scritto. Alla base della scelta, la convinzione che GameStop sia destinata a indebitarsi troppo per finanziare l’acquisizione di eBay e che non rifletta ormai più la cosiddetta tesi “Instant Berkshire” che l’investitore ha formulato: quella secondo la quale il leverage non può superare una certa soglia. Quella tesi, ha detto ancora Burry, non è stata di fatto mai compatibile con un rapporto Debito/EBITDA superiore alle 5 volte.

Tra l’altro, ha scritto ancora l’investitore, “Non confondete mai il debito con la creatività”.

Non solo stop GameStop. Burry attacca azioni AI tra boom put e short. I nomi delle vittime

Dunque, basta GameStop. Ma Michael Burry non si è fermato per l’appunto alla decisione di dare il benservito a GameStop.

Tra le altre novità, i nuovi attacchi contro le azioni AI: tra questi, “l’apertura di una posizione short direttacontro i titoli Palantir, così spiegata: “Sto shortando il modello di business. Sto shortando l’intera premessa su cui si basa l’azienda. Sto shortando il CEO ”.

Burry ha fatto inoltre incetta di opzioni put più bearish sull’iShares Semiconductor ETF, sull’Invesco QQQ Trust e su Nvidia.

Nel commentare la corsa delle azioni dei produttori di chip, l’investitore ha così osservato: “Che rally, la vera ciliegina su oltre un decennio di crescita esplosiva. Sono felice di essere short su ognuno di questi nomi alle valutazioni attuali e in questa fase del ciclo”.

Di Nvidia ha così detto: “ Nvidia rimane uno dei modi più convenienti per shortare la bolla dei data center per l’AI, a causa della view positiva di Wall Street che continua a essere positiva quasi all’unanimità”.

Burry ha reso noto infine che le sue put accumulate sul SOXX, sull’ETF QQQ, su Palantir, Nvidia (la cui capitalizzazione ha sfondato alla fine di aprile quota $5 trilioni) e Oracle rappresentano quasi il 7% del suo portafoglio, mentre gli short diretti su Palantir (a dispetto della ribellione del suo CEO) e Tesla costituiscono una ulteriore fetta pari al 2,5%.