Bankitalia vede nero: “Rischi per la stabilità finanziaria in crescita”

Da via Nazionale non ritengono la recente crescita del Pil in grado di correggere lo scenario problematico del Belpaese: “Aumenta incertezza”

Bankitalia vede nero: “Rischi per la stabilità finanziaria in crescita”

Futuro incerto e pieno d’ostacoli quello della stabilità finanziaria del Belpaese. A lanciare l’allarme è l’ultimo report targato Bankitalia, che rileva un “indebolimento della crescita” e una “vulnerabilità a evoluzioni negative dei titoli di Stato”.

Elementi che - prosegue il documento - vanno notevolmente a complicare la vita delle banche italiane e rendono loro più difficile l’accesso al mercato dei capitali, malgrado la rapida cessione dei crediti deteriorati.

Poco rilevante quindi, secondo i vertici di via Nazionale, il dato sulla crescita del Pil che ha sorpreso le attese nel primo trimestre. E di fatti la nota dell’istituto sembra quasi voler ridimensionare l’ottimismo degli ultimi giorni, parlando esplicitamente di “previsioni sulla crescita del Pil riviste al ribasso anche in Italia”.

Bankitalia vede nero sul futuro del Paese

Nel suo report sulla stabilità finanziaria Bankitalia parla di un forte condizionamento in arrivo dall’elevato debito pubblico del Paese.

Quest’ultimo va a complicare la situazione dell’economia sui mercati, e ci espone a continui ostacoli che minacciano un’imminente frenata:

“L’alto livello del debito pubblico rende l’economia italiana esposta alle tensioni sui mercati finanziari e riduce la capacità della politica di bilancio di sostenere l’attività produttiva di fronte a fasi di rallentamento”.

In più - evidenziano da via Nazionale - il rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato pesa sul costo dei nuovi finanziamenti alle famiglie, anche se per quanto riguarda i prestiti alle imprese è la concorrenza tra banche a ridurne l’impatto.

Nota positiva invece quella rappresentata dalla cessione dei crediti deteriorati, che prosegue “a ritmo sostenuto”, con 55 miliardi di euro di vendite per l’intero 2018, ovvero 15 miliardi in più rispetto a quanto preventivato dalle banche a inizio anno.

Ma il fantasma dello spread incombe sul Paese secondo Bankitalia, tanto da costare allo stato potenzialmente più di 4 miliardi di euro di interessi nel biennio 2019-2020:

“Se i rendimenti all’emissione dei titoli di Stato italiani dovessero restare coerenti con le attuali aspettative di mercato, nel biennio 2019-2020 si avrebbe una spesa complessiva per interessi sul debito pubblico di circa 4 miliardi superiore a quella che si sarebbe avuta con i tassi attesi dai mercati ad aprile dello scorso anno”.

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