Tassi UK femi al 3,75%, mentre l’attenzione è ancora rivolta alla riunione della Fed della vigilia. Occhio al dollaro.
La Bank of England ha annunciato oggi, giovedì 18 giugno 2026, di aver lasciato i tassi UK invariati al 3,75%, come da attese.
L’attenzione dei mercati continua a essere rivolta alla Fed, all’indomani della prima riunione presieduta dal neo Presidente Kevin Warsh, che ha impresso una svolta hawish, secondo la comunità degli esperti ma anche secondo i mercati, alla politica monetaria USA.
Non per niente sul mercato del forex protagonista è la corsa del dollaro nei confronti delle altre principali valute.
Il mercato scommette su una Fed pronta ad alzare i tassi USA a causa dell’inflazione galoppante negli States.
L’inflazione galoppa tuttavia un po’ ovunque, a causa degli effetti dello shock energetico scatenato dalla guerra USA-Iran.
Per quanto riguarda la Bank of England, nel comunicato con cui ha annunciato la decisione di confermare i tassi al 3,75%, la banca centrale ha ribadito che il Comitato di Politica Monetaria (MPC) è pronto ad agire se necessario per garantire che l’inflazione CPI torni al target del 2% nel medio termine.
La BOE ha osservato che “l’outlook sui prezzi dell’energia rimane incerto” e che il mercato del lavoro del Regno Unito continua a raffreddarsi.
In generale, ha aggiunto la banca centrale, i segnali di un indebolimento dell’economia potrebbero contribuire a contenere le pressioni inflazionistiche.
La decisione di lasciare i tassi UK ferrmi non è stata presa all’unanimità, in quanto passata con 7 voti favorevoli e 2 contrari: a votare contro lo status quo sono stati gli esponenti Huw Pill e Megan Greene, che avrebbero preferito un rialzo dei tassi al 4%, a causa del trend del tasso di inflazione del Regno Unito, che continua a battere il target fissato dall’istituzione, pari al 2%.
Dal meeting di oggi si è appreso allo stesso tempo che la Bank of England ha rivisto al ribasso le previsioni sull’inflazione.
Ora l’outlook è di un tasso lievemente inferiore al 3% nel terzo trimestre del 2026, che dovrebbe “risalire un po’ oltre il 3,25% nel quarto trimestre”.
Nel mese di aprile le stime avevano messo in conto un aumento dell’indice CPI, dunque dell’inflazione, del 3,3% nel terzo trimestre e “un ulteriore aumento nel quarto trimestre”.
La revisione al ribasso delle stime sull’inflazione non scaccia però il timore che i tassi UK vengano alzati, con un’inflazione attesa viaggiare a livelli ancora decisamente più alti rispetto al target del 2% della BOE.
Buy sul dollaro USA dopo riunione Fed. Dollar Index scatta al record da maggio 2025
Nel frattempo i mercati cercano ancora di digerire le tante novità emerse dalla prima riunione della Fed sotto l’egida di Kevin Warsh. In evidenza lo scatto del dollaro USA, che prezza la view più hawkish emersa dal dot plot e il messaggio che arriva dai mercati.
Ora i mercati monetari scommettono infatti su strette monetarie negli USA pari a 40 punti base entro la fine dell’anno, con una probabilità di un rialzo dei tassi a luglio che viene data al 36% e una a settembre pari al 72%. Considerata inoltre certa una stretta monetaria nella riunione del FOMC di ottobre.
Le speculazioni mettono così il turbo al dollaro, che è salito al record in più di due mesi nei confronti dell’euro e della sterlina, con il cambio euro-dollaro EUR-USD sceso a $1,146 e il rapporto sterlina-dollaro, GBP-USD a $1,322. Focus sul Dollar Index, che è balzato fino a 100,71, al valore più alto da maggio del 2025, dopo il rialzo dello 0,85% avvenuto el Fed Day, che ha portato l’indice a riportare lo scatto più forte in più di tre mesi. In evidenza il trend della sterlina dopo l’annuncio sui tassi della Bank of England. La valuta UK rimane sotto pressione, perdendo più di mezzo punto percentuale nei confronti del dollaro.