Banche italiane (e non solo), nuove regole in arrivo?

Laura Naka Antonelli

23/04/2026

Novità per le banche italiane e per le banche europee dall’Unione europea. Le regole cambiano? La proposta dopo la nota lettera.

Banche italiane (e non solo), nuove regole in arrivo?

Stanno arrivando per caso nuove regole per le banche italiane e per le banche europee in generale?

Qualcosa si sta sicuramente muovendo, dopo i ripetuti appelli alle principali istituzioni UE che sono stati lanciati dalle banche nel corso degli ultimi anni. Tra i tanti, quello che ha preso la forma della lettera scritta nel 2024 dall’Italia, dalla Francia e dalla Germania, quando la situazione era forse, per quanto contrassegnata da tensioni geopolitiche e da incertezze, meno drammatica di questo momento.

Con quella missiva, le banche europee aveva detto praticamente basta ad alcune regole. L’Unione europea ha deciso per caso di muoversi? La risposta è affermativa, e chiama in causa Basilea 3, ovvero il piano contenente le norme attinenti ai requisiti di capitale a cui il settore bancario deve attenersi.

Basilea 3, la spina per le banche italiane ed europee porta il nome di FRTB

Non tutte le regole contenute dell’impianto normativo noto come Basilea 3, va ricordato, sono entrate in vigore.

Tutt’altro, se si considera che, agli inizi del 2025, la Commissione europea ha approvato un provvedimento con cui ha deciso di rinviare di un altro anno, fino al 1° gennaio 2027, la data in cui entrano in vigore alcune regole stabilite con la riforma.

Così facendo, Bruxelles ha posticipato di un altro anno, nello specifico, l’applicazione dei requisiti patrimoniali dell’FRTB.

Il rinvio non è stato il primo, in quanto preceduto da un atto delegato con cui la Commissione UE, in data 24 luglio 2024, aveva già rimandato le stesse regole, che si riassumono per l’appunto nell’acronimo FRTB, ovvero riesame approfondito del portafoglio di negoziazione.

Di cosa si tratta?

Una definizione è stata data dalla stessa Commissione europea, che ha spiegato che “l’FRTB comprende tecniche di misurazione del rischio più sofisticate, che mirano ad allineare maggiormente i requisiti patrimoniali ai rischi effettivi a cui le banche sono esposte nelle loro attività sui mercati dei capitali ”.

Nuovo rinvio deciso dalla Commissione UE, che propone modifiche alle norme bancarie FRTB

Ieri, mercoledì 22 aprile 2026, il nuovo rinvio, con Bruxelles che ha annunciato di avere lanciato una consultazione pubblica avente per oggetto proprio il quadro prudenziale per il rischio di mercato delle banche, per l’appunto l’FRTB (Fundamental Review of Trading Book).

Obiettivo: ammorbidire le ultime regole di Basilea 3 che riguardano i rischi di mercato fino alla fine del 2029: in sostanza, congelare ancora una parte cruciale della normativa bancaria. Questo, al fine di sostenere la competitività delle banche europee, dunque anche delle banche italiane, facendo anche un altro passo, ovvero sostituendo l’impianto normativo originario.

Oltre al rinvio del quadro prudenziale, Bruxelles ha presentato infatti un progetto di atto delegato con cui propone modifiche mirate alle regole FRTB per le banche UE.

“Tali modifiche mirano a sostenere condizioni di parità per le banche dell’UE che competono a livello internazionale nelle attività di negoziazione, compensando per un periodo di tre anni l’impatto negativo sui requisiti patrimoniali derivante dall’FRTB”.

Le proposte fanno seguìto a una consultazione mirata che è stata lanciata dalla Commissione alla fine del 2025, e che ha avuto una durata di due mesi.

Hanno contributo a stilare il progetto di atto delegato anche gli esperti degli Stati membri dell’Unione europea.

La Commissione ha ricordato che “il progetto di atto delegato è in linea con gli obiettivi della comunicazione sull’Unione dei risparmi e degli investimenti, che sottolinea che una forte concorrenza tra le banche nelle loro attività di negoziazione rende prioritario mantenere condizioni di parità per le banche attive a livello internazionale ”.

La data cruciale per le banche UE

Bruxelles ha annunciato anche una data precisa, cruciale per le banche europee, comunicando che l’atto delegato dovrebbe essere adottato in modo formale “al termine di un periodo di quattro settimane il 19 maggio 2026 ”, puntualizzando che “tale calendario dovrebbe fornire alle banche e alle autorità competenti una visibilità sufficiente per attuare il quadro a decorrere dal 1° gennaio 2027”.

La notizia è positiva, in quanto il fine ultimo della Commissione è varare misure e regole più flessibili a favore del settore bancario UE, che fa fronte alla competitività agguerrita, in particolare, delle banche USA che beneficiano di un contesto decisamente più lasco, garantito da un sistema caratterizzato da un grado non trascurabile di deregulation, auspicata soprattutto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump.